Notiziario









Leggende metropolitane

Un amico mi ha detto che un suo conoscente è stato in un ristorante di Milano con il suo cane al quale, durante la cena, ha dato un pezzo della carne e che il cane, dopo averla fiutata, non ha voluto mangiare. Il padrone, insospettito, ha preso la carne, l’ha fatta analizzare scoprendo che era carne di cane e per questo il ristorante non c’è più perché è stato chiuso. Questa è una classica leggenda metropolitana.

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Suolo e cambiamenti climatici: un futuro preoccupante

Siamo appena all’inizio della primavera e già si levano preoccupanti gridi di allarme per la siccità. Non piove da circa due mesi, proprio in un periodo in cui, generalmente, la pioggia ricarica le falde idriche oltre che soddisfare le esigenze delle colture in atto.
Si riaffaccia, quindi, lo spettro della siccità di due anni fa e ciò è, senza dubbio, dovuto ai cambiamenti climatici che stiamo vivendo.

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Rivoluzione digitale e agricoltura 4.0

La rivoluzione digitale è già una realtà nei paesi tecnologicamente avanzati. Il nostro Paese accusa un certo ritardo, sia a livello pubblico che privato. Si tratta di una opportunità che bisogna sapere cogliere nella consapevolezza però dei cambiamenti che essa porta nella società e nel mondo del lavoro dove, inevitabilmente, verranno a meno determinate mansioni ma nuove ne sorgeranno. Una rivoluzione quindi che ha forti implicazioni sull’economia e sulle persone e che, pertanto, pone questioni anche sul piano etico. A fronte di questi problemi, in un recente convegno tenutosi all’Università Luiss, si è provato a immaginare algoritmi capaci di essere a favore delle persone e non contro di esse.
Alla base di questi cambiamenti vi sono i cosiddetti Big Data. Questi Big Data, non sono solo dati numerici ma molto di più e cioè, ad esempio, foto e immagini ed anche informazione trasmesse come quelle, ad esempio, che il trattore condivide con la macchina operatrice ad esso accoppiata. La mole di dati è veramente enorme grazie alle informazioni contenute nel Cloud, a quelle provenienti dalle costellazioni satellitari, dai sensori montati su mezzi aerei e droni od anche su macchine. Tra le costellazioni, è opportuno ricordare quella dei satelliti Sentinels del programma europeo di monitoraggio ambientale: “Copernicus: lo sguardo dell’Europa sulla Terra”. Infatti, il monitoraggio della costellazione sulla terraferma riguarda, tra l’altro, il modo con cui il terreno viene utilizzato ed anche lo stato di salute della vegetazione, fornendo così informazioni importanti per l’agricoltura. La possibilità di utilizzare questa mole di dati deriva: da un lato, dalla capacità di trasformarli in un formato leggibile da un computer e di poterli elaborare; dall’altro, di riuscire a tradurli in strategie operative attraverso specifici algoritmi. Per l’agricoltura questo significa la possibilità di potere attuare l’agricoltura 4.0.

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Preparare il rilancio dell’agricoltura

Negli ultimi mesi si è parlato molto di agricoltura, ed è un fatto positivo, ma ciò è avvenuto in modi che danno spunto a più d’una riflessione.  Si fronteggiano, infatti, atteggiamenti contrastanti a seconda dei temi affrontati, delle motivazioni che inducono a farlo e delle immagini che si danno dell’agricoltura stessa. Iniziamo dalla questione dei bassi prezzi agricoli che sono tali dalla fine della fiammata del 2012 e, scesi ai minimi dall’inizio della crisi, si sono stabilizzati su valori bassi. In Italia e nel mondo l’offerta agricola si mantiene elevata e in crescita tendenziale, mentre la domanda rimane debole e poco dinamica. Nel prossimo biennio i principali Osservatori confermano queste tendenze e il rallentamento a fine 2018 e nel 2019 ne è la triste conferma.
In Italia, negli ultimi 20 anni, il valore della produzione agricola a prezzi costanti. e cioè in quantità. mostra un lieve incremento della crescita pari al 2,4%, chiudendo il 2017 poco sotto il massimo del 2013.
Il peso dell’agricoltura sul Pil nello stesso periodo scende dal 2,3% all’1,9%. Ciò significa due cose: a) il settore agricolo cresce meno del resto dell’economia e, b) perde d’importanza. Lo stesso accade per gli occupati, da anni sotto il milione di unità, scesi nel 2017 al minimo storico di 912.000 addetti. Nel complesso un contributo modesto all’economia.
A ciò si aggiungono le previsioni sul futuro della Pac, per il periodo 2021/27, in mancanza del Quadro Pluriennale Finanziario per gli stessi anni, con le incertezze sulla Brexit e sulla futura composizione degli Organismi comuni dopo le elezioni di maggio. L’unico fatto certo è il calo di attenzioni e fondi per l’agricoltura con la riduzione della funzione di supporto della Pac.

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Premio Collio dedicato a “Sigismondo Douglas Attems di Petzenstein” (XVI edizione)

Il Consorzio Tutela Vini Collio, in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, il MIB School of Management e l'ARGA Friuli Venezia Giulia, per ricordare il Conte Sigismondo Douglas Attems di Petzenstein, istituisce un concorso per il conferimento di quattro premi. Il concorso intendevalorizzare le attività che abbiano portato un valido contributo, sul piano scientifico, applicativo e divulgativo, nei settori della viticoltura, dell’enologia e della valorizzazione del territorio del Collio.

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La “Mosca bianca dei cavoli” su Cymbalaris muralis in città

Alla biodiversità dell’ambiente urbano concorrono numerose specie vegetali spontanee, che colonizzano vari microhabitat e ospitano specie fitofaghe con le relative biocenosi parassitarie. Una specie poco appariscente è l’Erba tondella, Cymbalaris muralis, dal portamento strisciante, o rampicante e pendulo, che, dal punto di vista fitosociologico, appartiene alla comunità vegetale delle rupi e dei ghiaioni. Tale Plantaginacea si è ben adattata all’ambiente urbano, nel quale vegeta anche nelle fessure dei muri. Il fusto, legnoso alla base, nella parte alta è gracile, filiforme e ramificato; le foglie palmato-lobate, sono picciolate con disposizione alternata lungo il fusto. I fiori ermafroditi, sono disposti all’ascella delle foglie, la corolla di 5 petali, simpetala e speronata, attrae numerosi microimenotteri. Sulla pagina inferiore delle foglie è frequente la Mosca bianca Aleyrodes proletella, specie tipica della famiglia Aleirodidae, essendo la prima entità descritta di tale gruppo, istituito da Westwood nel 1840.

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Allevamenti intelligenti

L’industria 4.0 rappresenta la quarta rivoluzione industriale, un processo che porterà alla produzione sempre più automatizzata e interconnessa che inizia a interessare l’allevamento del bestiame stravolgendo il concetto stesso di stalla tradizionale che diviene una Smart Factory o Allevamento Intelligente dove non sono più gli uomini, ma macchine e robot, interconnessi con computer e algoritmi, che lavorano in una sempre maggiore autonomia e con interventi sempre più mirati da parte degli operatori. L’automazione permette di migliorare il benessere degli animali, la qualità delle loro produzioni e consente di eliminare o ridurre attività faticose e pericolose svolte dall'uomo, con benefici in termini di salute e sicurezza e con vantaggi economici per una maggiore produttività della manodopera e quindi miglioramento dell’efficienza aziendale. L'automazione delle operazioni di stalla permette di superare le difficoltà di trovare manodopera qualificata e di sostituire unità lavorative per operazioni svolte in tutti i giorni all'anno, con benefici in termini di qualità della vita dei lavoratori. L'impiego di macchine e impianti comporta però un aumento dei consumi energetici (elettricità ed energia termica) degli allevamenti che devono essere sviluppati tenendo conto di un risparmio energetico (coibentazioni e ventilazione passiva, pompe di calore, motori ad elevata efficienza ecc.) e soprattutto di una produzione aziendale di energia da fonti rinnovabili (pannelli solari, biogas ottenuti dalle deiezioni ecc.). Non si tratta di inserire negli attuali allevamenti una o più robot di pulizia, mungitura o altro perché la disponibilità di tecnologie informatiche può essere usata in modo completamente efficiente in stalle che dovranno essere completamente riprogettati e ricostruiti. Oggi si parla di Domotica o Casa Intelligente, ma soprattutto sono già operative fabbriche intelligenti che stanno cambiando il mondo dell’auto, e lo stesso si prevede per gli Allevamenti Intelligenti che possono assicurare benessere per chi vi lavora e per gli animali che ospitano, in maniera sostenibile economicamente, da un punto di vista energetico e dell’impatto ambientale. Oggi l'automazione si sta diffondendo negli allevamenti dei diversi tipi di animali (polli e galline, maiali, pesci e bovini) e riguarda soprattutto il monitoraggio di quanto avviene nella stalla, la preparazione e la distribuzione degli alimenti, la gestione degli effluenti zootecnici, la produzione dell’energia necessaria al funzionamento della stalla e negli allevamenti di bovini da latte di robot di mungitura.
Per controllare quanto avviene nell’allevamento, di fondamentale importanza per una maggiore efficienza economica, produttività e minori costi, e per un miglioramento della qualità della vita degli allevatori e del benessere degli animali allevati, in un allevamento intelligente sono presenti dei sensori e anche da lontano l’allevatore può controllare quanto riguarda gli animali e avviene nel clima e pulizia dei locali, nella preparazione e distribuzione degli alimenti, nella mungitura, negli interventi sanitari, oltre che nella contabilità aziendale.

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Non dimentichiamo che “L’Italia è la nostra Patria”

Non viviamo in isole felici di una sognata “Terra globale”, ma in eterogenee ed irrequiete aree del mondo terrestre, ove stanno sempre più crescendo per numero e per esigenze, coloro che vi sono nati o trasferiti, o comunque vi stanno abitando.
La nostra penisola, che offre l’immagine di uno stivale Europeo, è stata frequentemente invasa e spesso occupata da molte popolazioni diverse e di varia origine. Con l’impegno del popolo, l’Italia venne riunita in un’unica e nuova Nazione, con battaglie micidiali che costarono cuori e vite per la propria Patria. Tuttora manifestiamo il più grande orgoglio con la nostra bandiera tricolore. Ma la nostra politica sembra invece che oggi stia demolendo le sue strutture per poi mescolarsi con idee diverse.
Fra i ricordi della mia gioventù, rimangono le abitazioni che spesso erano lasciate liberamente aperte. Perché oggi si subisce il bisogno crescente di proteggerci da invasioni di banditi di ogni genere, violenti ladri e sistematiche corruzioni? Il nostro Paese si è riempito di varie mafie prepotenti che violano le leggi e spesso si appropriano dei beni altrui.
Nell’ultimo secolo, l’Italia ha visto nascere e poi sparire diverse politiche, non solo ideologiche ma creando anche spinte di movimenti giovanili, con generazioni non sempre sufficientemente preparate. Non tutti sono colti e preparati per affrontare continui cambiamenti, adeguamenti, innovazioni e comportamenti competitivi.
Avevamo unito la nostra penisola in un solo Stato, dotandolo di una sua unica lingua e di una preziosa agricoltura, capace di produrre cibo primario, apprezzato, apprezzato già da quando cominciò ad essere elaborato nelle manifatture aziendali.
L’ultimo conflitto mondiale aveva attraversato tutta la nostra penisola. La generazione di militari che tornò a casa, era ampia. Riprese a studiare e a lavorare, con una forza di volontà per ricostruire ciò che era stato distrutto. Nelle Università si riprese lo spirito della goliardia, ma solo per diversi anni rimase solidale.

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Borsa di studio sulla valorizzazione del patrimonio agricolo forestale della Toscana

La Borsa sarà assegnata tramite concorso pubblico per titoli e colloquio, ad un giovane cittadino europeo di età non superiore a 30 anni, in possesso del titolo di laurea magistrale.
La domanda dovrà pervenire presso la sede dell’Accademia dei Georgofili entro e non oltre lunedì 1 aprile 2019.

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Un antico alieno: la Mosca della frutta, Ceratitis capitata

Una delle specie aliene invasive che, per prime, hanno invaso il Bacino mediterraneo è il Dittero Tefritide Ceratitis capitata, probabilmente originario dell’Africa sub-sahariana; si ritiene sia stato introdotto, con frutti infestati, in Spagna e in Italia, dai Fenici, o dai Romani. Catone il Censore, per sollecitare la distruzione di Cartagine, troppo vicina a Roma, portò in senato dei fichi freschi arrivati dal Nord-Africa. Grazie al suo notevole potenziale biotico e alle favorevoli condizioni ambientali, la Mosca si è ampiamente diffusa anche nel Vicino Oriente e in Arabia. Più recente è l’introduzione in Australia occidentale e nelle Hawaii. In Messico, Florida, California e Cile, si è insediata più volte ed è stata oggetto di programmi di eradicazione.

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Tortellini di magro per il Cardinale

Il Re d'Italia Vittorio Emanuele III decide di recarsi in visita a Bologna il 28 aprile 1904, dove il Cardinale Domenico Svampa, in un periodo di rapporti tesi fra Santa Sede e Monarchia, desidera accogliere il Re senza contrariare il Pontefice. Per tale motivo il Cardinale invia in Vaticano l’avvocato Ambrosini per chiedere il permesso di ossequiare il monarca italiano e il Papa dà il via libera all’iniziativa. Nell’eccezionale avvenimento non manca un pranzo di gala al quale è invitato anche il Cardinale Svampa, ma vi è l'inconveniente che il sabato, giorno del banchetto, cade nella Tempora di Primavera nel quale, secondo il rito della Chiesa Romana, è prescritto un digiuno da rispettare con un solo pasto, ma soprattutto con l’astinenza dalle carni. Per questo ai partecipanti al pranzo di gala, che si svolge nel Salone del Consiglio Comunale, e in particolare per il Cardinale che siede di fianco al Re e che all’altro lato ha il ministro Luigi Rava, è offerta la possibilità di un menù alternativo di magro. Da questo espediente prende il titolo il libro Pranzo di magro per il Cardinale nel quale con rigore e allo stesso tempo con ironia Giulio Andreotti descrive l'incontro fra Domenico Svampa e Vittorio Emanuele III e le reazioni che ne seguirono. Tutto questo avviene anche perché Giulio Andreotti ha per moglie Livia Danese, il cui zio è il bolognese Giulio Belvederi, segretario particolare del Cardinale Svampa nel periodo in cui è Vescovo di Bologna. Fino ad oggi non risulta però il menù di magro offerto in alternativa a quello del pranzo di gala, ma non si può negare la possibilità che vi fossero anche dei tortellini di magro, secondo una ricetta in uso nelle cucine dei prelati bolognesi per i giorni di magro.
Sulla ricetta dei tortellini bolognesi si potrebbe discutere all’infinito, ma non bisogna dimenticare che accanto ai tortellini per i giorni di grasso, con ripieno di carni e cotti in brodo di carne, esistevano anche i tortellini per i giorni di magro nei quali la carne era sostituita da solo formaggio e spezie, o da pesce o da rane, oppure da vegetali come la cipolla e cotti in acqua salata o brodo di verdure o anche di sola cipolla.

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Competenze europee per aziende che esportano

Il 5 marzo, presso la sede dell’Accademia dei Georgofili a Firenze, il Comitato Tecnico Permanente dell’Industria Alimentare (Federalimentare, Fai CISL, Flai CGIL, Uila UIL) ha presentato, unitamente a Fondimpresa, durante il Convegno “Competenze europee per aziende che esportano. Il lavoro certificato nell’export alimentare”, gli esiti di otto Piani formativi finanziati dalla prima scadenza dell’Avviso 4/2017 “Competitività” di Fondimpresa nell’annualità 2018/19.
Le attività hanno coinvolto 468 aziende dislocate in 15 Regioni e 2.465 lavoratori (1.496 operai, 970 impiegati, 34 quadri), per complessive 15.403 ore di formazione, con un impegno finanziario di 3,56 milioni di euro.

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Gli insetti nella letteratura

Nelle varie categorie in cui può essere, convenzionalmente, suddivisa la scrittura letteraria: saggistica, storiografica, scientifica, didattica e narrativa (di azione, avventura, fantasy, horror, ecc.) gli insetti, fin da tempi remoti, hanno suscitato l’attenzione di numerosi scrittori. Nel libro dell’Esodo, della Bibbia (X-VI sec. a.C.), sono descritte 3 delle 10 piaghe, o punizioni divine contro il popolo egizio, relative alle invasioni di zanzare, mosche e cavallette. Aristotele (384–322 a.C.) trattò numerosi argomenti zoologici, nella Storia degli animali nonché nei trattati sulla Generazione degli animali e sulle Parti degli animali. Nicandro da Colofone (IIsec.a.C), nei Theriaká, riportò notizie anche su insetti velenosi e sui rimedi contro di essi. In molte opere drammaturgiche, William Shakespeare (1564-1616) fa riferimento a insetti, ragni, rettili e altre bestie, reali o immaginarie, per rappresentare una caratteristica, o un’attitudine, del mutevole animo umano.

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Profumo di ristorante

La moderna neurologia dimostra che l’olfatto è un senso primitivo e che i ricettori di odori inviano segnali al Sistema Limbico del cervello dove si generano sensazioni di piacere, suscitando ricordi più persistenti di quelli visivi perché dopo sei mesi solo un quarto della gente ricorda una immagine, mentre i quattro quinti ricordano un aroma, soprattutto se gradito. Se da lontano è lo stimolo visivo che richiama l’attenzione delle persone, da vicino è lo stimolo olfattivo che contribuisce a decidere un cliente esitante. Per questo oggi i ristoratori pianificano e utilizzano gli aromi con un raffinato e strategico uso con il quale esaltano la propria cucina e cercano di fidelizzare i clienti. In un ristorante pluristellato italiano, il successo di un piatto di selvaggina, presentata disossata, è dovuto anche al fatto che a parte le ossa dei selvatici sono processate in un particolare estrattore a bassa temperatura ottenendo un aroma che il cameriere si spruzza sul dorso delle mani quando serve il piatto a un singolo cliente, mentre l’aroma è diffuso in tutto l’ambiente quando la selvaggina arriva in tavola a più clienti.
Il senso dell’olfatto non interferisce, ma si sinergizza con quello della vista, come spiegano le ricerche della comunicazione olfattiva e visiva, sempre più usate nel neuromarketing o neurovendita. Per questo accanto ai colori artificiali o di sintesi usati in cucina, soprattutto industriale, prendono piede gli aromi e gli odori artificiali, come circa un secolo fa preconizzavano i futuristi. Odiernamente l'industria degli aromi è fondamentale nella fabbricazione del cibo confezionato, inscatolato, surgelato, precotto, disidratato, il novanta per cento di quello che mangiano gli americani e che sempre più si diffonde tra gli italiani. Poiché queste tecniche tolgono sapore ai cibi, è necessario rimettercelo con aromi naturali o artificiali, con una differenza tra i primi e i secondi spesso arbitraria, perché deriva dal modo in cui vengono preparati, non dalle sostanze chimiche che contengono. L'industria statunitense degli aromi ha un fatturato di un miliardo e mezzo di dollari all'anno ed è concentrata nel New Jersey, dove di producono i due terzi degli additivi aromatici venduti negli USA. L'International Flavors & Fragances (IFF - https://www.iff.com/) è l'agenzia di aromi più grande del mondo e senza il suo ausilio gli hamburger non avrebbe il loro caratteristico aroma o un prosciutto di Praga o un wurstel non saprebbero di affumicato. Il successo dei concentrati di carne, il primo dei quali è stato inventato e prodotto da Justus von Liebig a metà del milleottocento, dipende molto dal suo aroma.

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L’innovazione tecnologica in agricoltura

La combinazione tra meccanica, elettronica e informatica (meccatronica), ha portato a una notevole evoluzione nelle macchine agricole, consentendo di praticare l’agricoltura di precisione (AP). Un’agricoltura nella quale gli interventi vengono definiti “sito specifico”, in quanto eseguiti in funzione della variabilità spaziale e temporale delle colture e del terreno. Questo significa che singole aree di uno stesso appezzamento vengono considerate come unità separate, in funzioni delle condizioni e delle specifiche esigenze agronomiche e colturali.

Insieme alle macchine, la messa a punto di sensori e di sistemi di supporto alle decisioni (DSS) molto efficienti, consente di:
- acquisire e di elaborare dati provenienti dalle macchine, dai sistemi satellitari, dai sensori ma anche di utilizzare ed elaborare i cosiddetti Big data;
- la realizzazione di mappe di prescrizione che riproducono le diverse condizioni delle colture e del terreno permettendo di fare interventi mirati;
- la gestione dell’operatività delle macchine in campo, quale la guida assistita o automatica, la rilevazione della qualità e della quantità del prodotto raccolto, il rateo variabile.

Il rateo variabile è essenzialmente applicato nei trattamenti fitosanitari e di diserbo e in quelli di fertilizzazione. Viene effettuato con due possibili approcci: le mappe di prescrizione che, come si è detto, riproducono le condizioni dello stato vegetativo delle colture o quelle del terreno prima dell’intervento, in funzione delle quali l’intervento verrà eseguito; in real time, quando i sensori montati sulle macchine, o i droni che sorvolano il campo, rilevano la situazione e la comunicano alla macchina che adegua dose e bersaglio al comando ricevuto.
In questi ultimi anni si assiste a un uso crescente dei droni in agricoltura, non solo per operazioni di monitoraggio e trasmissione dati, ma anche per effettuare interventi diretti quali trattamenti e concimazione. Si stima che entro il 2023, a livello mondiale, l’agricoltura potrebbe divenire il secondo maggiore utente di droni.

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Prezzo minimo del latte per decreto. E perché no per pesche, clementine, pere, ortaggi?

Dalla Sardegna con furore. Il latte ovino versato a quintali dai pastori dell’isola ha bucato il video degli italiani, agitato le acque della politica nazionale e regionale (alla vigilia delle elezioni) e mandato un messaggio inequivocabile: è possibile ottenere un prezzo minimo di una produzione agricola per decreto, in questo caso 72 centesimi/litro “altrimenti ci arrabbiamo”. E’ possibile ottenere tavoli tecnici con ministri e vicepresidenti del Consiglio dove si deliberano interventi, aiuti (ritiri) per decine di milioni di euro per salvare un pezzo importante dell’economia regionale “altrimenti ci arrabbiamo”. E’ possibile far valere le proprie ragioni e ottenere un risultato importante, forse insperato, semplicemente arrabbiandosi, tenendo duro, dimenticando le buone maniere. E facendo leva solo sulla propria esasperazione.

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Le Scienze agrarie di fronte alla sostenibilità. Paradigmi a confronto.

Nel 1990 si afferma, nell'Unione Europea, il concetto di agricoltura multifunzionale che sancisce, in modo più generale, che le rese per ettaro non sono più il dato fondamentale, ma diviene prioritaria la qualità del prodotto e il mantenimento in buone condizioni dell'ambiente in cui si opera. Il rispetto dell'ambiente, globalmente inteso, guadagna molti consensi anche nel mondo scientifico; tanto è vero che la prestigiosa rivista Nature pubblica, nel 2009, l'articolo di Johan Rockström et al. "A safe operating space for humanity", nel quale vengono fissate quelle soglie che non devono essere superate e concernenti una serie di parametri, quali biodiversità, qualità dell'acqua, ecc. che sono entrati in un progressivo degrado anche a seguito dell'agricoltura indirizzata esclusivamente agli incrementi produttivi.

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Alberi che cadono, Kafka, Politica e Futuro

“Si va rafforzando la persuasione che la scienza sia il possibile schermo di un sistema di potere economico occulto. La diffusione del pregiudizio antiscientifico è a misura di quella del risorgente pregiudizio anti-capitalista. La “cultura del sospetto” non è tanto l’ingenuo riflesso di un’opinione pubblica ignara dei progressi della scienza moderna, quanto una manifestazione della più diffusa sindrome politica contemporanea”. (Carmelo Palma, 2017).
Uso questa frase come incipit di questo breve articolo perché trovo che si attagli perfettamente alla situazione kafkiana che emerge ogni volta che si parla di alberi. Soprattutto, quando lo si fa sull’onda emozionale susseguente a un evento meteorico che ha causato la caduta di molti di essi e, nei casi peggiori, la morte di una o più persone.
Innanzi tutto occorre cercare di capire come altri stanno affrontando questo argomento. Le città europee sono soggette a continui cambiamenti e nessuna area urbana sarà immune dalle forze che li muovono. Infatti, come il XXI secolo progredirà, è probabile che il ritmo del cambiamento sarà anche accelerato. Luoghi che un tempo prosperavano potrebbero fisicamente e/o economicamente degenerare. Altre aree, che sono attualmente ritenute povere o depresse, potrebbero invece beneficiare di una rigenerazione o di una rinascita. Ignorare il cambiamento che stiamo vivendo è, da parte dei nostri politici, degli investitori o degli opinion makers, deleterio.
Il cambiamento può e, nella situazione attuale, deve anche tenere in considerazione uno degli elementi strutturanti le nostre città: gli alberi. Il normale “ricambio” delle alberature nelle città estere è compreso fra lo 0,7 e l’1% annuale del patrimonio arboreo totale.  In Italia ogniqualvolta si parla di questo argomento si scatena una gazzarra, spesso avente connotazione politica, tanto che la medesima parte protesta contro o è a favore del rinnovo in funzione del fatto che una parte stia o meno amministrando la città.

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L’Istituto Agricolo Coloniale fondato da un Georgofilo nel 1904 a Firenze

Gino Bartolommei Gioli, divenne Socio corrispondente dell’Accademia dei Georgofili dal maggio 1901, successivamente ordinario (1 febbraio 1903) e poi emerito (dal 10 gennaio 1926). Numerose furono le Memorie che egli presentò ai Georgofili sul tema dei territori africani e della loro attitudine ad essere trasformati in colonie agricole.
Aveva una grande esperienza e conoscenza di quei luoghi per avervi soggiornato a lungo e indagato ogni loro parte. Ne aveva minuziosamente studiato clima, territorio, usi, costumi, abitudini sociali e aspetti antropologici e in pochi anni si era pienamente convinto delle potenzialità del loro sviluppo economico. Gli scritti, sono riportati e pubblicati negli “Atti dei Georgofili”: Le attitudini della colonia Eritrea all’agricoltura, 18 maggio 1902; La colonizzazione agricola dell’Eritrea, 4 gennaio e 1 febbraio 1903; La produzione frumentaria in Eritrea, 3 gennaio 1904.
Gli “sfortunati avvenimenti coloniali” che avevano segnato tragicamente la presenza italiana in Africa sul finire dell’Ottocento, tali da far dubitare della capacità e competenza della politica, dovevano essere superati da progetti di più ampio respiro la cui sola, imprescindibile garanzia, fosse la conoscenza a tutto raggio di quei paesi.
Bartolommei Gioli era venuto pertanto maturando l’idea di dar vita a Firenze ad un Istituto di alta formazione tecnico-scientifica. Il progetto presentato preliminarmente in una riunione privata a palazzo Bartolommei nell’aprile del 1904 *, trovò la sede ufficiale per la sua esplicitazione nell’Accademia dei Georgofili, dove il 4 giugno 1905 Bartolommei Gioli poté finalmente presentare la Memoria Per la fondazione di un Istituto Agricolo Coloniale in Firenze (“Atti dei Georgofili”, 5 S., 2).
Il Nostro Accademico sottolineava in esordio che il fenomeno delle migrazioni aveva raggiunto in breve volger di anni livelli notevoli (in un decennio, dal 1893 i 240.000 emigrati erano passati a oltre 500.000); la statistica veniva in suo soccorso a dimostrare il progressivo, ingente spopolamento di vaste zone d’Italia che vedeva protagoniste per la massima parte le “classi campagnole”. Gli effetti in alcuni casi erano devastanti: il Meridione d’Italia in specie, registrava veri e propri casi di abbandono verso altri paesi di intere comunità. Fenomeno sottolineava Bartolommei Gioli destinato a non mutare tendenza forse per molti anni.

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