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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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Gestire il bosco: una responsabilità sociale. Le foreste incontrano i rappresentanti della politica nazionale.

Per portare all’attenzione della politica la necessità di una corretta ed efficace gestione del patrimonio forestale nazionale, mercoledì 25 ottobre, alle ore 15.00, nella Sala Capranichetta dell’ Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio a Roma, si terrà un incontro promosso dall’Accademia dei Georgofili insieme a numerosi soggetti del mondo accademico-scientifico, produttivo-imprenditoriale e sociale-ambientale.
L’iniziativa, è rivolta principalmente ai rappresentanti della politica nazionale e regionale (parlamentari sia della Camera che del Senato della Repubblica che Assessori all’Agricoltura, Foreste e Ambiente delle Regioni e Province Autonome), alla stampa e mass media in generale.
Vuole sensibilizzare i rappresentanti politici sull’importanza del bosco e delle sue funzioni.
Tutelare, valorizzare e quindi, gestire attivamente il patrimonio forestale nazionale è una necessaria e urgente responsabilità che il Paese deve assumersi. Una responsabilità sociale, economica, ambientale e quindi politica non più rinviabile, resa anche evidente con gli eventi estremi dell’estate 2017.
Il patrimonio forestale nazionale e le  sue filiere produttive, ambientali e socioculturali assumono un ruolo sempre più strategico e trasversale per il futuro del  nostro Paese. Una corretta gestione delle foreste può rispondere efficacemente alle attuali necessità di governo del territorio, assetto idrogeologico, prevenzione antincendio e alle moderne esigenze economiche, produttive e occupazionali delle aree di montagna e interne del Paese, nonché ai precisi obblighi internazionali ed europei assunti dal Governo italiano in materia di ambiente e paesaggio, bioeconomia e green economy, in particolare di lotta al cambiamento climatico.
Eppure si assiste a una sempre più diffusa mancanza di conoscenze e informazioni sulla materia che, oltre ad accrescere la perdita di una “cultura del bosco”, genera conflitti pretestuosi tra i diversi interessi di gestione e delle foreste .

PROGRAMMA (PDF)

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Il caso del fipronil nelle uova e Dermanyssus gallinae

Paolo Radeghieri

Durante l’agosto scorso sui principali media europei ed italiani è stato trattato con molta enfasi il caso del “fipronil” rinvenuto nelle uova. La maggior parte degli articoli sulla stampa riportavano che il principio attivo, “era stato utilizzato impropriamente durante la disinfestazione degli allevamenti”. Escludendo in primis che la “contaminazione” potesse essere imputabile all’alimento per le galline, in quanto tracce del principio attivo erano state rinvenute sugli stabulari e all’interno degli allevamenti. Quale potrebbe essere allora la vera ragione della presenza di residui nelle uova?  Cerchiamo di chiarine alcuni punti salienti: il bersaglio del “fipronil” è un acaro, comunemente noto come “pidocchio rosso dei polli”.
Si tratta di una vecchia conoscenza degli allevatori in quanto esso è ritenuto un vero e proprio flagello per i produttori di uova di tutto il Mondo. Questo acaro può essere rinvenuto –assieme ad altri insetti (i veri pidocchi pollini) e altri acari- nei nidi di molti uccelli selvatici, non creando mai problemi eccessivi ai suoi ospiti. Quando però D. gallinae infesta gli allevamenti intensivi trova sua disposizione - anche per periodi prolungati di 12-24 mesi -  un ospite del tutto indifeso, che gli consente una alimentazione “ad libitum” permettendogli di moltiplicarsi senza limitazione alcuna. L’acaro è ematofago e per compiere il proprio ciclo ha necessità di compiere il pasto di sangue. Alcuni stadi giovanili, ma soprattutto le femmine si “ingorgano”con il sangue delle galline per far maturare le proprie uova.
In alcuni casi si è stimata la presenza di 50.000 sino a 250.000 acari per pollo! Le ovaiole sottoposte alle ripetute punture manifestano stress, anemia, sino a casi estremi la morte. Con ricadute economiche sulla produzione di uova importantissime. Inoltre, D. gallinae è responsabile della trasmissione di diverse patologie aviarie e nell’uomo sono stati documentati casi di fenomeni allergici –anche gravi- dovuti a ripetute punture dell’acaro. Gli allevatori ne parlano malvolentieri in quanto i loro prodotti vengono deprezzati sul mercato non appena siano presenti i segni lasciati sul guscio dell’uovo dallo schiacciamento di esemplari presenti sui nastri trasportatori o dalle loro feci.

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Allagamento controllato di suoli differentemente coltivati

Giuliano Mosca

La tematica delle alluvioni è attualmente una delle problematiche ambientali maggiormente trattate a livello mondiale a causa del sempre maggior peso economico che questi eventi disastrosi hanno sull’ambiente nel suo complesso e sulla società. Basti pensare che tra il 1998 e il 2002, in Europa si sono verificate più di 100 grandi alluvioni, tra le quali si ricorda per importanza catastrofica l’alluvione del Danubio nel 2002 e nel 2005 (Danube Watch 2005/4).

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I droni per l’agricoltura di precisione

Stefania De Pascale e Guido D’Urso

L’agricoltura di precisione, contrariamente a quanto spesso divulgato dalla stampa specializzata e non, non è solamente indirizzata all’automazione del controllo operativo ma punta a migliorare la qualità gestionale attraverso una razionale integrazione tra tecnologie informatiche e pratiche agronomiche.

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