Poesia e amore di vino

Giovanni Ballarini 06 novembre 2019

Il vino è un alimento e oggi prevalentemente un piacere nel quale si combinano diversi sentimenti, ma nella Roma antica c'è il vino della cena, della medicina, della religione e della seduzione. Il vino della cena è permesso a uomini e donne in misure e regole diverse come il vino medicinale, mentre il vino legato alle cerimonie religiose è concesso agli uomini che devono officiarle. Nella Roma repubblicana e fino ai primi secoli della nostra era vige lo Ius osculi che dà all'uomo e soprattutto al pater familias la facoltà di baciare una propria congiunta per accertare se avesse bevuto o meno del vino perché alle donne, per una legge che Dionigi di Alicarnasso fa risalire a Romolo, è interdetto il consumo del vino, un ultimo residuo di un'antica società matriarcale prima della sua sostituzione con il modello patriarcale che storicamente conosciamo. A Roma vige anche il vino della seduzione suscitatore di emozioni d’amore che nell’età di Augusto (44 a. C. – 14 d. C.) affascina i poeti da Tibullo, Properzio, Ovidio e Orazio, senza dimenticare Virgilio e poeti minori quali Lucano, Giovenale, Silio Italico, e Stazio.
Il periodo imperiale coincide con la massima produzione e diffusione dei vini prodotti in Italia e a Roma arrivano quelli più famosi di ogni parte dell’impero da Taso, Cos, Lesbo, Sicione, Cipro, Telmeso, Tripoli d’Asia, Beyrut libanese, Sebennys egiziana. Diversi scrittori latini si occupano di agricoltura scrivendo della vite e del vino: Marco Porcio Catone (234 a. C. – 149 a. C. ) nel De agri cultura si ferma a parlare delle manipolazioni del vino, Marco Terenzio Varrone (116 a. C. – 27 a. C.) nel De re rustica (37 – 36 a. C.) dettagliatamente considera la vite, l’uva e il vino, Lucio Giunio Moderato Columella (4 d. C. – 70 d. C.) scrive il De re rustica un trattato poetico di enologia e Gaio Plinio Secondo o Plinio il Vecchio (23 d. C. – 79 d. C.) dedica al vino un’intera sezione del XIV libro della Naturalis historia considerandolo un elemento che contribuisce in modo fondamentale all’economia romana. Sono i poeti elegiaci che abbinano il vino all’amore, ritenendolo un elemento indispensabile per accendere la passione durante gli incontri amorosi soprattutto al di fuori della cerchia familiare, divenendo un complice per sedurre una donna, eludere le ansie e vincere i timori che precedono un incontro amoroso, con diversi atteggiamenti come studiato dal letterato Prof. Aldo Luisi che nei suoi studi ha particolarmente indagato questo aspetto dai quali si ricava anche quanto segue.
Per Albio Tibullo (54 a. C. – 19 a. C.) tra i maggiori esponenti dell’elegia erotica il vino è capace di lenire ogni dolore amoroso: Adde merum vinoque novos compesce dolores / occupet ut fessi lumina victa sopor, / neu quisquam multo percussum tempora Baccho / excitet, infelix dum requiescit amor (versa ancora vino schietto e col vino caccia i recenti dolori, perché il sonno vinca e chiuda gli occhi di chi è stanco di piangere: nessun svegli l’uomo che ha la testa stordita per il troppo vino, finché l’amore infelice si quieti).

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Città a misura di bambino

Francesco Ferrini 06 novembre 2019

Seguendo l'attuale tendenza dell'urbanizzazione globale e la crescente attrazione delle città per le famiglie, gli ambienti urbani stanno diventando i contesti principali in cui le nuove generazioni di bambini cresceranno e prospereranno. Questa rapida urbanizzazione ha una serie di effetti tra cui una tendenza in crescita in cui non solo i giovani professionisti urbani scelgono di trasferirsi nelle aree urbane, ma anche, come detto, le famiglie. Le Nazioni Unite stimano che, a seguito della continua urbanizzazione della popolazione umana, entro il 2025 il 60% dei bambini del mondo vivrà in città.
Ciò che è indicativo è che per milioni di futuri nati i contorni della vita quotidiana e delle esperienze saranno modellati dagli ambienti urbani e ciò ha rinnovato l'interesse per la vita dei bambini nelle città nei settori delle scienze sociali, della pianificazione e progettazione e ha accolto con favore diverse prospettive di sviluppo nel vasto campo degli ambienti urbani a misura di bambino.
Tuttavia, ciò implica di affrontare diverse sfide, poiché crescere nelle città porta preoccupazioni legate a condizioni di vita sana e sicura, alla presenza di spazi ricreativi, ai trasporti, alla povertà urbana, ecc. Le città a misura di bambino devono tener conto del ruolo delle abitazioni, dei trasporti, delle reti comunitarie, del gioco, della governance e, soprattutto, della presenza di aree verdi, come prerequisiti importanti per vivere in città. Con l'ampliamento della portata degli studi sui bambini nell'ambito delle scienze sociali, l'analisi urbana è essenziale per migliorare la comprensione contestuale dei problemi e dei bisogni contemporanei dei bambini nella città; in particolare la pianificazione e la progettazione di nuove aree urbane (soprattutto nei paesi in via di sviluppo) e le loro influenze sulla vita quotidiana dei bambini.
È perciò fondamentale la creazione di comunità a misura di bambino e la costruzione o la rigenerazione di quartieri, città e regioni vitali e con un forte senso di appartenenza. Sebbene la pianificazione “per i bambini” non sia una materia nuova ed esista un corpus crescente di ricerche sullo sviluppo di comunità a misura di bambino, la gran parte della produzione scientifica si è concentrata però sull'affrontare le sfide nei quartieri per bambini, mentre la ricerca sul ruolo degli strumenti di progettazione e pianificazione per migliorare le pratiche relative alle comunità a misura di bambino non è ancora del tutto sviluppata.

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Una riuscita applicazione di controllo biologico

Santi Longo 06 novembre 2019

Nel 2000, nell’ambito di un progetto di ricerca sui fruttiferi tropicali e subtropicali, in un impianto di Avocado, cv Hass, alle pendici dell’Etna, è stata riscontrata una elevata infestazione del Tripide delle serre Heliothrips haemorroidalis. Attacca un gran numero di piante spontanee e coltivate, con preferenza per Viburno, Ficus, Azalee, Croton, Limone, Avocado, The, Passiflora, Caffè, Cacao, Cotone, Cola, Mango, Palme da cocco e da datteri.

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Su “QN - La Nazione” un’intervista ad Antonio Patuelli, consigliere della nostra Accademia

Si segnala su “La Nazione” del 3 novembre u.s. un’intervista di Giovanni Morandi ad Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana e, da alcuni anni, membro del Consiglio dell’Accademia dei Georgofili.

06 novembre 2019

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