Notiziario

L’innovazione dei poveri

Strano mondo, il nostro, almeno quello che viene fuori dall’ultimo rapporto del Worldwatch Institute: lo State of the World 2011, dedicato quest’anno a Nutrire il Pianeta. Un mondo ricco e nello stesso tempo povero, con un sistema agroalimentare mai così squilibrato e generatore di impatti negativi. Da una parte risulta che la produzione agricola mondiale potrebbe nutrire abbondantemente il doppio della popolazione attuale del pianeta. Dall’altra emerge che quasi la metà del cibo nella lunga filiera agroalimentare mondiale si perde, viene sprecata: fosse possibile recuperarla basterebbe per nutrire tre miliardi di individui. Da una parte il mondo conta un miliardo di affamati fra denutriti e sottonutriti, dall’altra gli obesi hanno ormai raggiunto numeri simili. Due miliardi di persone risultano dunque malnutrite: mangiano troppo o troppo poco con conseguenti, gravi, problemi dal punto di vista economico, sociale, sanitario.

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Carver e la chemiurgia

George Washington Carver (1864-1943), un nero nato poverissimo nel Missouri, a furia di entusiasmo riuscì a laurearsi in chimica e ottenne la direzione di un istituto di ricerche agricole dell'Alabama. Carver dedicò tutta la vita a diffondere tecniche agricole e agroindustriali capaci di risollevare i contadini neri dalla miseria.

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Biocarburanti: per pensare al futuro ci deve essere un presente

Le politiche sui biocombustibili sono spesso motivate da preoccupazioni relative alla sicurezza energetica, alla protezione ambientale e allo sviluppo agricolo e tali interazioni, da un punto di vista economico, possono risultare assai complesse. Quando ci si propone di impostare un’analisi dei costi-benefici delle policy sui biocarburanti in relazione alla policy su energia, ambiente e agricoltura una delle ragioni di complessità consiste proprio nel fatto che esistono delle "intricate interrelazioni tra mercati di energia, commodities e le mutate conseguenze ambientali ".
Nel nostro Paese non mancano degli esempi di buone pratiche nelle filiere agro-energetiche, ma è ancora difficoltoso parlare di casi di successo che siano veramente tali sotto tutti i punti di vista.

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L’eccezionale fioritura del cipresso nello scorso inverno

Il cipresso è una pianta che negli anni ha acquisito una crescente importanza dal punto di vista allergologico. Il polline delle Cupressaceae non solo è altamente allergico, ma è presente in atmosfera in concentrazioni elevate durante il periodo di fioritura a causa della grande diffusione dei cipressi, sia come piante da rimboschimento sia ornamentali in giardini e parchi.
In Toscana e in particolare nell’areale fiorentino, sono presenti, in maniera predominante, due specie afferenti alla famiglia delle Cupressaceae: il Cupressus arizonica o cipresso dell’arizona e il Cupressus sempervirens o cipresso comune (specie maggiormente diffusa). Le due specie presentano periodi di fioritura differenti. Il C. arizonica, più precoce, fiorisce in Toscana tra la fine di gennaio e i primissimi giorni di febbraio con un ciclo di fioritura della durata di circa 15-20 giorni. Il ciclo di fioritura del cipresso comune è più tardivo e ha inizio dalla metà di febbraio con una durata che si può protrarre anche fino a inizio aprile.

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L’impresa agraria produttrice di alimenti, di energia e di servizi

Con l’autosufficienza alimentare europea (negli anni ’80), e la diffusione (in Italia) della proprietà coltivatrice, secondo il disegno della nostra Costituzione, il legislatore ha cominciato a guardare all’impresa agraria non più solo come garante delle disponibilità di alimenti, o non più solo come soggetto debole da proteggere, ma anche come attore fondamentale dell’economia chiamato a garantire alimenti sicuri e di qualità, a interloquire con gli altri protagonisti del sistema (imprese di trasformazione, consumatori), a interagire in modo virtuoso con l’ambiente.

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Il progetto OLEA sulla "Genomica e Miglioramento Genetico dell'Olivo"

Nel dicembre del 2010 è stato avviato, con un finanziamento del MiPAAF, il progetto di ricerca OLEA sulla “Genomica e Miglioramento Genetico dell’Olivo”, finalizzato all’applicazione di approcci di analisi genomica avanzata all’olivo.

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Il legno: materiale naturale per una moderna ingegneria

Esistono quattro ragioni principali che consentono di considerare il legno, prodotto naturale di origine biologica, un materiale da costruzione a tutti gli effetti con lo stesso livello di sicurezza dei materiali da costruzione tradizionali nel nostro Paese (acciaio, cemento armato, muratura …).
La prima ragione è la possibilità di classificare il legno in uso nelle costruzioni in base alla sua qualità resistente, ovvero non in base alla qualità estetica come può interessare il falegname, ad esempio, ma in base alla qualità resistente, appunto, come interessa il costruttore.
La seconda ragione risiede nella disponibilità che si ha oggi delle cosiddette macchine a controllo numerico (CNC, computer numerically controlled machines), con cui si possono effettuare lavorazioni di precisione su qualunque pezzo di legno, impensabili fino a pochi anni fa.
La terza ragione deriva dai sistemi di collegamento di nuova generazione, in particolare le viti. Viti di lunghezza fino a 120 cm e più, auto foranti ed auto serranti, che inserite a vari angoli con la direzione della fibratura del legno, permettono di resistere a sforzi di qualche centinaio di tonnellate e per di più con giunti di dimensioni ridotte.
Infine, quarta ragione, la possibilità di disporre oggigiorno di materiali innovativi derivati dal legno, ad alte prestazioni in termini di resistenza e rigidezza, quali il compensato di tavole o cross-lam (XLAM).

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La mela a polpa rosa-rossa

Il contenuto e la composizione dei polifenoli delle Italian Red Passion differisce anche da altre cv a polpa rossa come Red Field e Red Flesh, e determina un elevatissimo potere antiossidante, superiore ad Annurca. Inoltre, gli estratti fenolici hanno mostrato un potere battericida e batteristatico in test condotti con Eschericha Coli e Bacillus subtilis.

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Xavier Kurten, paesaggista dei giardini sabaudi

Xavier Kurten, paesaggista prussiano, giunse in Italia nel 1815 portando alla corte dei Savoia e dei loro ministri il gusto del nuovo giardino all’inglese: i suoi numerosi interventi divennero esibizioni, nella loro bellezza, della libertà della natura.
Nella sua veste di architetto della natura, Kurten intese migliorare, nobilitare, accentuare, operare, correggere il contesto in cui operava, tenendo però sempre in grande considerazione le qualità immanenti del paesaggio: parco e paesaggio dovevano concrescere l’uno nell’altro.
Nella sua progettazione fu sempre presente il desiderio di suscitare incanto e meraviglia, fiducia e amore nella natura .Quindi non ha solo modificato il modo di configurare i giardini, bensì ha proposto una nuova maniera di vedere l’uomo, i suoi sentimenti, le sue speranze.

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Clima: il ruolo del verde e della sua tipologia nella mitigazione delle temperature

Le città sono caratterizzate da condizioni climatologiche diverse dalle zone rurali: questo è dovuto principalmente all’impiego in ambiente urbano di materiali in grado di modificare i termini del bilancio radiativo e energetico. Inoltre gli edifici, con la loro forma e dimensione, determinano delle modifiche in alcuni parametri meteorologici quali il vento e la radiazione solare. La particolarità climatica delle città è legata soprattutto ad una anomalia termica, per cui queste sono più calde delle zone rurali circostanti (isola di calore urbana - Urban Heat Island, UHI).

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Prossima inaugurazione del 258° anno accademico dei Georgofili

Il prossimo venerdì 8 aprile si inaugura il 258° anno accademico dei Georgofili, con una cerimonia che avrà luogo nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
La relazione del Presidente Franco Scaramuzzi sarà dedicata all’Unità nazionale italiana (Fra progressive unioni e ricerca di regole globali, nella competitività e nel rispetto delle Patrie). La prolusione sarà svolta da Michele Pasca-Raymondo, Presidente della Sezione Internazionale dei Georgofili a Bruxelles, ed avrà come tema Il futuro dell’agricoltura dell’ Unione Europea. Una inaugurazione che dedica attenzione a due importanti eventi nella storia degli ultimi 150 anni: la nascita dello stato unitario italiano e, cento anni dopo, la nascita dell’Unione Europea.

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Il paesaggio e la natura

Progettando un giardino o un paesaggio, cerchiamo di avvicinarci ad un ambito particolare del progettare che si incentra sulla “pianificazione ecologica”, che ricerca la vocazione propria del territorio, consegnando un ruolo attivo al paesaggio. “Questo è il metodo: un semplice esame sequenziale del territorio al fine di comprenderlo e di considerarlo un sistema interattivo,  “un magazzino attivo” e un sistema di valori. In base a queste informazioni è possibile prescrivere gli usi del suolo possibili - non come attività singole, ma come associazioni di attività. Non è una piccola pretesa, non è un piccolo contributo: dovrebbe essere evidente che il metodo ecologico può essere usato per comprendere e per elaborare un piano con la natura, forse per progettare con la natura (Progettare con la Natura,  Ian L. McHarg).”

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Celebrazione della giornata mondiale dell'acqua

La celebrazione della giornata mondiale dell'acqua, è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 e ogni anno viene celebrata alla data del 22 marzo. Nell'edizione 2011 l'ONU ha dedicato la celebrazione a "Acqua nella città: come rispondere alle sfide dell'urbanizzazione".
Il tema è particolarmente avvertito in Italia, dove il tasso di urbanizzazione è del 68%.

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Punteruolo rosso: le strategie di controllo

La strategia di controllo nei confronti del Punteruolo rosso può avvalersi di molti strumenti, nessuno di per sé risolutivo, e il cui utilizzo deve essere valutato in termini di integrazione e in funzione delle diverse situazioni che si possono incontrare.

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Più OGM nel mondo, in Europa meno

Secondo i dati dell’ISAAA (International Service for the Acquisition of Agribiotech Applications) appena pubblicati, la superficie mondiale a OGM nel 2010 ha registrato una crescita rispetto all’anno precedente di circa 14 milioni di ettari, pari al 10%, raggiungendo la cifra complessiva di 148 milioni di ettari. L’Europa però è in controtendenza.

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PUBBLICI AMMINISTRATORI E AREE VERDI

Il verde urbano dovrebbe essere bello e migliorare l’ambiente ma  anche  sostenibile per i bilanci pubblici sempre più  scarni.

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Lo strano caso degli alchil-esteri

Lo scaffale degli oli extravergini che troviamo presso i supermercati è, se vogliamo fare un paragone nel settore automobilistico, come il salone dell’auto di Ginevra dove potete trovare dalla nuova Ferrari FF a svariate tipologie di macchine utilitarie caratterizzate quindi da prestazioni enormemente diverse. Cosa hanno in comune tutte queste auto? Il solo fatto di essere tali, cioè auto. Tornando al nostro scaffale degli oli, il nome riportato in etichetta è per tutti rigorosamente uguale “olio extravergine di oliva” cioè teoricamente sono tutte Ferrari in quanto, dal punto di vita merceologico, non c’è nulla, per qualità, superiore all’extravergine. Una volta a casa però il consumatore ha un’alta probabilità di trovare in bottiglia un prodotto che della Ferrari non ha neppure la pallida imitazione del cavallino rampante, magari sostituita da quella di un asinello scalciante che, con tutto il rispetto per il nobile animale, forse non era quello che il consumatore cercava.

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IL PROGRESSO DELL’AGRICOLTURA DALL’UNITA’NAZIONALE

Nei 150 anni dell’Unità l’Italia ha dovuto affrontare la necessità di offrire  il cibo ad una popolazione che da 25 milioni di abitanti è passata agli attuali 60, con una percentuale di addetti agricoli che dal 70% crolla all’attuale 4% e con un contributo al Pil che dal 40% degli inizi oggi non arriva al 2%. Per poter avere un’idea del cammino compiuto basti pensare che nel 1861 le nostre condizioni erano paragonabili a quelle di  un paese che oggi definiremmo in via di sviluppo, nel 1961 si collocavano al livello attuale dell’Egitto o della Romania, mentre ora siamo fra i dieci paesi più sviluppati.
Il cammino di crescita del Paese è stato accompagnato e, nei momenti più difficili, sostenuto dal progresso della nostra agricoltura che ha visto moltiplicarsi le rese.
La nostra agricoltura  ha dato un’importante contributo al rafforzamento dell’Unità del Paese sul piano concreto, un fatto da non trascurare nel momento in cui  si affrontano le sfide legate al   mercato globale.

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Il mais del Friuli

Una questione che ha occupato le cronache dei giornali, durante il 2010, è quella relativa alla sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione ad un maiscoltore del Friuli ordinando al Ministero delle politiche agricole di concludere entro 90 giorni il procedimento di autorizzazione alla semina di mais transgenico come sancito dal diritto comunitario.
L'agricoltore aveva deciso di ricorrere al Consiglio dopo aver inoltrato regolare richiesta per la semina di mais Bt (trasformato geneticamente per acquisire resistenza ad insetti parassiti), ed aver atteso invano la risposta per moltissimo tempo. La decisione del Consiglio di Stato ha causato una forte reazione governativa concretizzata in un decreto cosiddetto anti-OGM firmato dal precedente Ministro delle politiche agricole e controfirmato dai Ministri della salute e dell'ambiente.

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Svelato il genoma della fragola

Con la pubblicazione del genoma della fragola sulla rivista Nature Genetics si vedono realizzati gli obiettivi della vasta comunità internazionale delle Rosaceae (RosIGI, Rosaceae International Genomics Initiative), nata a metà degli anni ’90, con l’intento di sequenziare i genomi delle più rappresentative specie da frutto di questa famiglia botanica: melo, pesco e fragola.
Di fatto, è la prima famiglia botanica ad avere 3 genomi sequenziati, oltre a quelli del pero, del lampone e del ciliegio in arrivo presumibilmente nel corso del 2011, che consentiranno studi di genomica comparata molto approfonditi e presumibilmente fruttuosi come mai realizzati fino ad oggi.
Il genoma della fragola è il più piccolo genoma di pianta coltivata fino ad ora decodificato, con una dimensione stimata di circa 210 milioni di basi. Sono stati identificati al momento 34.809 geni nell’oltre 98% del genoma assemblato, di cui il 92% assegnato ai relativi cromosomi. Si tratta del  primo genoma portato a termine interamente con la tecnologia 454/Roche ed assemblato  de novo con un elevato grado di precisione.

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