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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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30 novembre 2015

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Citrus, l'oro dei Medici

dal 02 dicembre 2015 al 21 dicembre 2015

Luogo: Firenze

Organizzatore: Accademia dei Georgofili

Esposizione di acquerelli botanici di Simonetta Occhipinti 

Inaugurazione mercoledì 2 dicembre - ore 16.00 
Presentazione a cura di Stefano Casciu, Chiara Nepi e Paolo Luzzi 

Orario di apertura: ore 15.00-18.00, da lunedì a venerdì 
Ingresso libero 
La mostra resterà chiusa al pubblico martedì 8 dicembre 2015 


Introduzione alla mostra 
"La prima parte della mia mostra ha come filo conduttore l’osservazione e la rappresentazione degli agrumi, ma non quelli più comuni e quindi più conosciuti ma le varietà di antica coltura, risalenti alle collezioni medicee rinascimentali e barocche, che è ancora possibile individuare grazie alle quattro grandi tavole del pittore di corte Bartolomeo Bimbi, conservate al museo di Poggio a Caiano. 
Questo studio, che mi ha impegnato per circa due anni, non è solo legato al fascino che sempre mi ha portato ad interessarmi a tutto ciò che riguarda la Famiglia Medici, ma anche alla curiosità e allo stupore che certe varietà di agrumi mi hanno suscitato: nelle forme, nella storia o nel modo con cui si sono create, per merito dell’uomo o della natura, per errori genetici o frutto di sapienti incroci. 
Nella seconda parte invece presento una serie di acquerelli sui fiori, i frutti d’autunno, i peperoncini e gli ortaggi della famiglia delle solanacee, piante quest’ultime che mi hanno attratto per la loro ambiguità: arrivate nella nostra alimentazione abbastanza recentemente, al momento della loro introduzione in Europa venivano considerate più ornamentali che non alimentari e solo dalla seconda metà del 1700 fu iniziato il loro uso culinario sempre comunque con molte cautele. 
Gli agrumi: longevi, benefici per la salute del corpo e dello spirito, ricchi di storie e leggende che li accomunano a miti e divinità positive, fiore all’occhiello di qualsiasi giardino ma con un sapore che, almeno in passato, prima dell’arrivo dell’arancio dolce dal Portogallo, decisamente aspro. 
Le solanacee: dalla vita breve, inizialmente viste con sospetto perché tendenzialmente tossiche, dalle forme e i colori più vari, sono state relegate negli orti come cenerentole vegetali, ma sono diventate in poco tempo l’ingrediente base della nostra cucina, si pensi al grande consumo delle patate, alle ghiotte ricette con i pomodori come gli spaghetti o la pizza, alle melanzane alla parmigiana, ai peperoni in tutti i modi. 
Direi che rappresentano i due opposti dei nostri consumi alimentari, la metafora della nostra esistenza, lo yn e lo yang delle nostre colture, non è affascinante tutto questo?" 
Simonetta Occhipinti 



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