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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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26 settembre 2018

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Nei Paesi Bassi nasce la prima fattoria-caseificio galleggiante

L'agricoltura urbana è diventata più popolare che mai, come dimostra la recente comparsa di una fattoria-caseificio galleggiante nei Paesi Bassi, la prima nel suo genere.
Sarà autonoma da un punto di vista energetico, ospiterà animali e trasformerà sul posto i prodotti pronti per il consumo.
Presentato per la prima volta nel 2016, questo progetto di fattoria lattiera galleggiante ha finalmente preso forma questa estate nel porto di Rotterdam (Paesi Bassi) e dovrebbe essere inaugurato tra qualche mese. Questo edificio ospiterà non meno di 40 mucche montbéliarde, la cui produzione giornaliera di latte sarà di circa 800 litri.
Peter van Wingerden, l'ingegnere che ha pensato a questo caseificio galleggiante, ne ha avuto l'idea nel 2012 a New York dopo l'uragano Sandy. La carenza di prodotti freschi in quel momento lo fece riflettere sulla necessità di una produzione locale (e urbana) per questo tipo di prodotti.
Entro il 2050 quasi tre quarti della popolazione mondiale vivrà nelle città, vale a dire il 15% in più rispetto ad oggi. Molti progetti di agricoltura urbana stanno decollando nei Paesi Bassi, in Francia o in Belgio, ma la mancanza di spazio sembra farsi sentire.
Quindi, il concetto di fattoria-caseificio galleggiante ha senso, soprattutto nei Paesi Bassi, stato abituato da anni a sottrarre spazio al mare.
L'azienda agricola è stata pensata per inserirsi totalmente nell'economia locale e circolare. Infatti, l'intento è di recuperare i rifiuti organici della città di Rotterdam per produrre foraggio. Inoltre, verranno raccolti il verde tagliato dai prati di stadi e campi da golf o le bucce di verdure dei ristoranti.
Va detto poi che un laboratorio che si troverà sulla fattoria sarà responsabile della produzione di prodotti lattiero-caseari pronti da mangiare come yogurt e altri formaggi.
L'obiettivo (...) è anche quello di raggiungere l'autonomia energetica.
Infatti, l'azienda agricola sarà dotata di un'unità di produzione di idrogeno per elettrolisi, a sua volta alimentata da pannelli fotovoltaici situati sul tetto. Il letame delle mucche sarà recuperato come fertilizzante, così come l'acqua piovana. Inoltre, tutto (o quasi) sarà automatizzato: mungitura delle mucche fatta da robot, sistemi di mini-vagoni per nutrire gli animali, ecc. In questo modo, saranno necessarie solo tre persone per monitorare le operazioni.


da: "Sciencepost" (Francia) in Agrapress rassegna stampa estera n° 1263, 20/9/2018



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