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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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20 dicembre 2017

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“Correnti da Artico e Africa, è cambiato tutto”

Ripubblichiamo l’intervista di Remo Santini a Giampiero Maracchi (da La Nazione, 12/12/2017)

Da una temperatura gelida a quella primaverile, seppur con molto vento, nel giro di poche ore. E’ quello che è accaduto in questi giorni con sbalzi dunque repentini. Cosa sta succedendo? E che dobbiamo aspettarci per le prossime settimane e i prossimi mesi? Lo abbiamo chiesto al Prof. Giampiero Maracchi, climatologo internazionale nonché Presidente dell’Accademia dei Georgofili.

Professor Maracchi, tutto normale?

“Sull’Italia abbiamo avuto prima una massa di aria artica che ha portato molto freddo, che poi è stata sostituita da una massa d’aria arrivata dall’Africa, che ha fatto innalzare la temperatura velocemente”.

Ma questi contrasti tra masse d’aria a cosa sono dovuti?

“Ai cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale ha conseguenze su meccanismi, le faccio un esempio: un tempo la nostra estate era caratterizzata dall’alta pressione sulle Azzorre che determinava l’estate mediterranea, mentre adesso il cambiamento climatico ha messo in gioco l’anticiclone della Libia, che porta temperature di 4 o 5 gradi superiori alla media. Quindi il clima dipende dalle masse d’aria e da dove provengono, tenendo conto che sono cambiati gli spostamenti”.

C’è stato qualcosa di anomalo nella recente ondata di freddo?

“In passato i primi freddi arrivavano dall’Atlantico, quindi con aria fredda e umida, invece negli ultimi anni arrivano dall’Artico con temperature molto più basse. La novità è che in generale questo fenomeno avviene tra gennaio e marzo, stavolta è successo a dicembre”.

Usciamo da un anno di siccità record, ma quando piove il territorio è a rischio per la violenza delle precipitazioni.

“Dal 200 ad oggi in Toscana si sono avuti eventi di pioggia con oltre 300 millimetri caduti in poche ore. E’ vero che il territorio è stato gestito male e si è costruito dove non si doveva, ma di fronte a questa quantità di acqua c’è da fare poco. O meglio, l’unica strada è far sì che l’assicurazione contro i rischi da maltempo diventi obbligatoria”.

Cosa c’è da augurarsi per questa stagione invernale?
“Dopo un settembre e ottobre siccitosi, e un novembre normale, c’è da augurarsi che piova spesso fino a febbraio. Le falde e i fiumi in un clima mediterraneo si riforniscono d’autunno e d’inverno, quindi le piogge utili sono in questo periodo.

A questo punto, chiederle previsioni meteo per i prossimi mesi è d’obbligo.
“Sembra che i prossimi mesi saranno nella norma. Quindi è possibile che in gennaio possano verificarsi delle nevicate”.



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