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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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20 luglio 2016

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Dalle bucce d'arancia pellicole trasparenti per il cibo

Sostituirà la pellicola trasparente di plastica con cui avvolgiamo gli alimenti, ad esempio per esporli al supermercato o per riporli nel freezer, con una pellicola trasparente e protettiva naturale, insapore, che può addirittura essere mangiata. A base di buccia d'arancia. E' il rivoluzionario progetto a cui lavorano a Catania – nella Sicilia che in certi campi della ricerca e dell'innovazione è più all'avanguardia di quanto si pensi – alcuni ricercatori del CNR.
La pellicola trasparente naturale è un composto di acqua, acido citrico e pectina che si ricava dalla buccia dell'agrume. Un frutto o un ortaggio da "avvolgere" per confezionarlo e immetterlo sul mercato viene immerso nella soluzione liquida e non c'è bisogno di alcuna protezione cartacea o di pellicola di plastica. La disponibilità di agrumi consente alla Sicilia di essere leader nella produzione della pectina.
Il prossimo passo è la realizzazione di impianti di confezionamento di pectina per frutta, ortaggi, verdure. C'è un vantaggio che consente di recuperare il gap del rincaro – che si calcola intorno al 25 per cento – rispetto all'identico prodotto confezionato con la tradizionale, e artificiale, pellicola trasparente di plastica: la frutta e gli ortaggi trattati con la pectina durano il doppio nel frigo. Essendo così meno soggetti a guastarsi, se ne butterebbero assai meno nella spazzatura rispetto a quello che succede adesso. Senza spreco e compensando il più elevato costo di confezionamento protettivo.
La tecnologia ha trovato applicazione nell'ambito del progetto PON "Pectine" coordinato dal Dipartimento bio agroalimentare (Disba) del CNR, che ha visto la partecipazione dell'"Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo" di Catania in collaborazione con Pmi siciliane.
Il progetto ha portato alla realizzazione e alla sperimentazione di innovativi film edibili, composti da pectina e oli essenziali ricavati dagli scarti della lavorazione delle arance e da chitosano ottenuto dal guscio di gamberetti prodotti in allevamento.
Notevoli le implicazioni anche sul fronte economico: i film edibili escludono il ricorso a fonti fossili e rappresentano un esempio di riutilizzo di materiali provenienti da scarti di lavorazione. "La pectina si ottiene per il 98 per cento dalle bucce delle arance e solo in Sicilia se ne produce il 5 per cento del totale a livello mondiale – osserva il responsabile del progetto di ricerca Raccuia in una recente dichiarazione riportata dal mensile del CNR Almanacco della Scienza – Un dato che apre prospettive interessanti dal punto di vista economico. Investire sulla lavorazione di sottoprodotti di origine alimentare come arance, bucce di mele o funghi contenenti chitosano può rappresentare un nuovo asse di sviluppo sostenibile per l'economia". 


Da Freshplaza.it. 14/07/2016


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