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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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24 febbraio 2016

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Impronta del carbonio nel settore vitivinicolo

Nella lettura tenuta a Pisa lo scorso 19 febbraio, dal Prof. Mauro Moresi, del Dipartimento per l’Innovazione dei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali dell’Università della Tuscia-Viterbo,  promossa dalla Sezione Centro Ovest dell’Accademia dei Georgofili, sono stati esaminati principi generali dei protocolli internazionale di calcolo dei gas serra per il settore vitivinicolo (ISO 14040-44, PAS 2050, GHG Protocol, Australian Wine Carbon Calculator, AWCC, e Bilan Carbone), tenendo conto della Risoluzione CST 431 (OIV, 2011) dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, e la metodologia, denominata Italian Agrifood Carbon Footprint (IAGRICO2),  sviluppata nell’ambito del progetto di ricerca “Rete rurale nazionale 2007-2013”, coordinato da Ismea (Roma). 
Quest’ultima metodologia, in sintesi, include anche: 
a)      la stima delle emissioni dirette ed indirette di N2O da N minerale; 
b)      la stima del sequestro del carbonio nella biomassa legnosa formatasi nel periodo di tempo in esame, tenendo conto del ciclo di vita del vigneto;
c)     l'utilizzo dei residui di potatura e di trasformazione come ammendanti del terreno, biomasse e/o compost. 

Questa metodologia è stata anche applicata per valutare, in base alla metodologia del Life Cycle Assessment ed alla procedura PAS 2050, il Carbon Footprint (CF) relativo alla produzione e distribuzione di un vino bianca di alta qualità, prodotto da un’azienda agricola biologica del Viterbese in modo da evidenziare il contributo delle fasi di campo, di cantina, di trasporto e di smaltimento rifiuti, includendo anche il contributo del sequestro del C nella biomassa del vigneto, del bosco aziendale o nel suolo del vigneto. 
Il Carbon Footprint (CF) è risultato pari a circa 2.18 kg CO2e L-1, ossia 1.64 kg CO2e per btg da 0.75 L. Il contributo della fase di campo ammontava al 47,3% circa del CF, mentre le fasi di cantina, trasporto e smaltimento rifiuti ne coprivano, rispettivamente, il 40, l’8.3 ed il 4.6% circa del CF. 
Il sequestro del C nella biomassa del vigneto, del bosco aziendale o nel suolo del vigneto ridurrebbe il CF a 1.4, 1.42 o 0,68 kg CO2e L-1, mentre quello complessivo renderebbe il CF negativo (-0.86 kg CO2e L-1). Per evitare il rischio del doppio conteggio, si dovrebbe prescindere dai sequestri di C nelle biomasse del vigneto e del bosco, anche perché se ne può tener conto solo per un unico ciclo di impianto, ma non per i cicli successivi, e limitarsi a considerare solo il sequestro del C nella biomassa del vigneto. 
Questa analisi fornisce anche l’opportunità per selezionare specifiche azioni dirette a migliorare la performance ambientale della propria produzione vinicola.

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