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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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16 dicembre 2015

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Via al piano di tutela negli USA

Incrementare la quota di export delle piccole e medie imprese agroalimentari italiane attraverso accordi con le catene commerciali e contrastare la diffusione dell’Italian Sounding in Canada e Stati Uniti attraverso una poderosa campagna di comunicazione sul vero Made in Italy. E’ l’obiettivo della campagna di promozione del cibo 100% italiano promossa da Camera dei Deputati, Ministero dello Sviluppo economico e Assocamerestero.
Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo Economico ha dichiarato: “La prima azione che abbiamo già avviato è con la grande distribuzione. Poi il contrasto all’Italian Sounding, attualmente pari al un valore di 60 miliardi di euro, il doppio dell’export agroalimentare, si fa sugli scaffali, portando prodotti originali”. Il programma del Governo italiano è già partito dallo scorso giugno con la partecipazione alla fiera di Chicago Fmi Connect, destinata ai retailer e che ha visto la partecipazione, sotto un unico simbolo, di una cinquantina di aziende guidate da Cibus, Vinitaly e Tuttofood. La strategia USA prevede di concentrare le risorse su quattro aree chiave che hanno margini di crescita maggiori oppure la possibilità di consolidare la presenza di prodotti italiani. Sono stati scelti Texas, illinois, California e New York e per ciascuno è stato concluso un accordo con retailer di riferimento: rispettivamente Heb, Mariano’s, Kroger e Price Chopper. “Con Kroger chiuderemo all’inizio dell’anno prossimo, mentre la campagna di comunicazione prenderà largo a dicembre”.
Il ruolo del mercato americano è centrale per l’Italia, specie da quando è diventato il secondo a valore per il nostro export: secondo i dati dell’ufficio studi di Federalimentare, nei primi mesi dell’anno, le esportazioni verso gli USA sono balzate dal 23,6% a 2,34 miliardi. Il mix dei prodotti è trainato dagli 863 milioni del vino ( 17%); a molta distanza segue l’olio con 333 milioni ( 20%), i formaggi con 179 milioni 8 26,5%), la pasta con 171 milioni ( 20%), le acque minerali con 162 milioni ( 38%) e i dolciari con 109 milioni ( 23%).
Sul tema dell’Italian Sounding, Calenda ricorda che l’obiettivo fondamentale nell’ambito del negoziato Ttip tra USA e UE “è il riconoscimento delle indicazioni geografiche europee: in virtù di queste un Paese estero potrebbe applicare norme più stringenti”.
In attesa che l’accordo venga raggiunto, il Governo italiano si è incaricato di avviare una campagna di informazione sul vero Made in Italy. Compresa la partecipazione alle prossime edizioni del Winter e del Summer Fancy Food di San Francisco (gennaio e giugno 2016).


Da: Il Sole 24 Ore, 26/11/2015


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