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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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09 aprile 2014

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Alla FIDAF di Roma una lettura di Giuseppe Pulina su: "I pastori custodi del paesaggio della Sardegna"

Si svolgerà a Roma, venerdì 11 aprile p.v. alle ore 16.30, presso la sede FIDAF (Via Livenza, 6), una lettura del georgofilo Giuseppe Pulina, professore ordinario di Zootecnica Speciale presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari, intitolata: “I pastori custodi del paesaggio della Sardegna”. 

Il paesaggio, definito dalla Convenzione Europea del Paesaggio (2000) come “una determinata parte del territorio, così come percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dallo loro interrelazioni”, è una risorsa primaria della Sardegna. Il paesaggio zootecnico, essendo quello più diffuso e caratterizzante il territorio rurale dell’Isola, acquisisce un valore culturale speciale e rappresenta una risorsa economica basilare ed un aspetto essenziale del quadro di vita delle popolazioni rurali, delle identità e delle diversità locali. 
Gli elementi agroecosistemici costitutivi del paesaggio zootecnico sardo sono i pascoli permanenti (o praterie) e i Meriagos (detti anche pascoli arborati), in cui prevalgono gli ovini, e i cespugliati utilizzati prevalentemente dai caprini, ma anche dai bovini rustici. 
Pensare ad una Sardegna senza zootecnia significa cambiarle i connotati. Un programma di governo che abbia al centro il paesaggio, pertanto, non può fare a meno di considerare le azioni di manutenzione e salvaguardia che gli allevatori che governano i propri animali al pascolo svolgono nel territorio. Oltre alla necessaria prevenzione dagli incendi, i paesaggi zootecnici sardi si difendono con l’incentivazione delle tecniche di coltivazione e utilizzazione razionali delle superfici erbacee, con il riconoscimento dei Meriagos quali tipologie autonome (e non banalmente pascoli arborati oppure superfici silvane a copertura rada) e con la valorizzazione dei cespugliati, oggi relegati al rango di “terreni sporchi” o, peggio, di tare improduttive. 
Se è vero che l’agricoltura arreda un territorio, è altrettanto vero che la zootecnia arreda la maggior parte di quelli della Sardegna. 

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