terra acqua aria sole vita agricoltura cultura

Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

logo_georgofili

10 luglio 2013

top_colonna1

Stampa

Un’interessante ape selvatica: Halictus scabiosae

di Santi Longo

Le circa 900 specie di apoidei segnalate nel nostro Paese presentano una vasta gamma di comportamenti peculiari che vanno dal solitario all’eusociale. Particolarmente interessante è quello dell’imenottero Halictidae Halictus scabiosae, specie polilettica che visita soprattutto i fiori di Composite, di Labiate, Dipsacaceae nonché di Cactaceae, alla cui sottofamiglia Opuntiodeae afferisce il genere Opuntia. Su ficodindia, soprattutto le femmine di H. scabiosae, a fine primavera, raccolgono sia il polline che il nettere, spesso insieme alle api mellifere, senza apparente competizione fra le due specie antofile. Lo stigma del fiore dell’opuntiacea, già alcune ore prima della schiusura, è recettivo ed è circondato da stami con antere deiescenti in contatto con la sua porzione basale. In effetti le stesse antere possono aprirsi anche 5-6 giorni prima dell’antesi, mentre il polline è in grado di germinare con 24-72 ore di anticipo rispetto alla schiusura dei petali. Il ficodindia è quindi specie non solo autogama ma anche cleistogama. Tuttavia la visita dei pronubi favorisce il distacco degli stami che, all’apertura del fiore, erano raggruppati intorno alla porzione basale dello stilo. Le api mellifere producono un miele di ficodindia caratterizzato da estrema dolcezza di colore giallo paglierino che una volta cristallizzato tende al beige. Il sapore gradevolmente aromatico ricorda quello dei cladodi. Le femmine di Halictus scabiosae impastano nettare e polline per alimentare le larve; la specie compie una o due generazioni all’anno a seconda delle condizioni ambientali e presenta un peculiare livello di socialità. In primavera le femmine che hanno svernato cominciano a trasportare nel nido il nettare e il polline raccolto sui fiori. Spesso esse ripopolano vecchi nidi ove, in celle ovoidali, ovidepongono e depositano l’alimento per le larve. E’ stato dimostrato che più femmine possono inizialmente convivere nel medesimo nido nel quale la femmina di maggiori dimensioni ovidepone e assume un ruolo dominante mentre le altre, dominate, si comportano da operaie. La dominante svolge anche il ruolo di guardiana del nido ponendosi presso il foro di entrata e sporgendo il capo per impedire l’ingresso di nemici naturali. Nel momento in cui dalla covata sfarfallano le prime api figlie della dominante, che assumeranno il ruolo di operaie, quest’ultima impedisce l’accesso al nido alle altre femmine con le quali ha convissuto. Questo comportamento “ingrato” è importante per la diffusione della specie in quanto le esiliate dovranno costruire un loro nuovo nido che scaveranno nel terreno, soprattutto se friabile e spoglio anche in zone antropizzate.

Foto: Apis mellifera (a sinistra) e Halictus scabiosae (a destra) su fiore di Ficodindia

inter_colonna1
Share |

bottone_invia

Commenti

inter_colonna1
top_colonna3
box_cerca bottom_titolo_box_p bottone_cerca
box_partners bottom_titolo_box_p
  • coltura e cultura
  • agricultura.it
  • agronotizie
  • almanacco delle scienza
  • fresh plaza
  • stilenaturale.com
  • teatro_naturale
  • fertirrigazione
  • il floricultore
  • aset toscana

Copyright 2010 - ACCADEMIA DEI GEORGOFILI - C.F. e P.iva 01121970485

Disclaimer | Privacy | Credits