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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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29 maggio 2013

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Manioca coltura del XXI secolo secondo la FAO

Un modello di agricoltura sostenibile e rispettosa dell'ambiente promosso dalla FAO, può far aumentare le rese della manioca fino al 400 per cento e contribuire a far diventare questo alimento di base, da cibo dei poveri in coltura centrale del XXI secolo.
La soluzione, secondo la FAO, sta nell'approccio Save and Grow che riesce a raggiungere rendimenti più elevati con una migliore salute del suolo, piuttosto che con un uso massiccio di input chimici. Si interferisce poco sul terreno, che non viene lavorato o lavorato al minimo.  Si mantiene in modo permanente la copertura organica del suolo e le colture vengono rotate per evitare la perdita delle sostanze nutritive ed il proliferare delle infestazioni. Al posto delle monocolture normalmente impiegate nei sistemi di coltivazione intensiva, Save and Grow incoraggia colture miste e la loro rotazione, insieme ai principi della lotta antiparassitaria integrata, che per tenere gli insetti nocivi sotto controllo al posto dei pesticidi chimici, utilizza piantine immuni da malattie e nemici naturali dei parassiti. 
Questa strategia ha dato risultati straordinari in coltivazioni pilota in Vietnam, dove gli agricoltori impiegando queste innovative tecnologie e pratiche sono riusciti a incrementare i rendimenti di manioca da 8,5 a 36 tonnellate - un aumento di oltre il 400%. Nella Repubblica Democratica del Congo, dopo corsi di formazione sull'impiego di piantine immuni, sulla pacciamatura e sull'alternanza delle colture, gli agricoltori che avevano frequentato le scuole sul campo hanno ottenuto incrementi di rendimento fino al 250%. In Colombia, la rotazione della coltivazione di manioca con fagioli e sorgo ha fatto aumentare le rese laddove i fertilizzanti minerali da soli avevano fallito. 
La manioca è una coltura molto versatile coltivata su piccola scala in più di 100 paesi. Le sue radici sono ricche di carboidrati, mentre le sue tenere foglie contengono fino al 25% di proteine, ferro, calcio e vitamine A e C. Altre parti della pianta possono essere usate come mangimi per animali e il bestiame allevato con la manioca presenta una buona resistenza alle malattie e bassi tassi di mortalità.  La manioca è seconda solo al mais come fonte di amido, e varietà sviluppate di recente producono radici ricche di amido molto ricercate dall'industria. Anche la domanda di manioca come materia prima per la produzione di bioetanolo è in rapida crescita

Fonte: FAO Italia | Roma – tel. 06 570 53625 | www.fao.org
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