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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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14 maggio 2019

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Il drone che spara 400mila alberi al giorno

Ogni anno il mondo perde 3,3 milioni di ettari di foreste e il carbonio che si libera dal legno tagliato aumenta l’effetto serra. Per contrastare questo fenomeno, un modo innovativo per piantare nuovi alberi è quello di usare droni che sparano semi sul terreno. L’idea è partita da una start-up dell’università di Oxford. Il territorio viene mappato con droni che volano a 100 m da terra raccogliendo dati sulla qualità del terreno. Poi un algoritmo individua sulla mappa i migliori punti per la semina e le specie vegetali più adatte. Infine un gruppo di droni passa a bassa quota e disperde i semi nel suolo. In questo momento si sta lavorando al ripristino di 350 mila ettari di mangrovie in Birmania. Con 10 droni e solo due piloti si è in grado di piantare fino a 400 mila alberi al giorno. Le mangrovie sono elementi cruciali per questi ambienti perché grazie alle loro radici subacquee immagazzinano più carbonio delle piante sulla terraferma e servono come barriera contro cicloni e tsunami. Piantare via drone però non è possibile ovunque. Per assicurare lo sviluppo dei germogli in terreni aridi e duri è più efficace un’altra startup olandese, denominata Coocon (bozzolo). Si tratta di un involucro biodegradabile di polpa di carta riciclata che viene riempita d’acqua insieme al seme che lo alimenterà nel periodo iniziale più critico. Nelle zone aride questo approccio innalza il tasso di sopravvivenza del seme.


da La Repubblica, 3/5/2019


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