Un dittero predatore dell’Afide dei cedri

di Santi Longo

In alcune località delle pendici orientali dell’Etna, le favorevoli condizioni climatiche, riducendo la mortalità invernale delle uova, hanno creato i presupposti per le attuali pullulazioni del pernicioso afide Cinara cedri, che forma dense colonie a manicotto sui rami di 1-5 cm delle pinacee Cedrus atlantica, C. deodora e C. libani. Le forme attere sono lunghe 3-4 mm, di colore bronzeo scuro, con tenue cerosità dorsale e ventrale. La specie sverna da uovo sugli aghi; in primavera, dopo la loro schiusa, si succedono numerose generazioni fino all’autunno. La presenza dell’afide è denunziata dall’abbondante melata, che in parte cade al suolo, sulla quale si insedia la fumaggine; la melata attrae numerose specie di formiche che proteggono l’afide dai predatori. Nei casi di gravi infestazioni si ha una parziale defogliazione, una crescita ridotta e un progressivo deperimento delle piante. C. cedri è presente nel Bacino mediterraneo e nell’Asia centrale, ed è stato accidentalmente introdotto in Argentina e Nord America. Numerosi predatori e parassitoidi, in condizioni ecologiche normali, contrastano efficacemente le pullulazioni; vari Coleotteri Coccinellidi e Neurotteri, sono attivi predatori sia allo stadio larvale che adulto; il Dittero Eupeodes latifasciatus, allo stadio larvale, si nutre di una ventina di specie diverse di afidi, mentre gli adulti sono floricoli. Il predatore è una delle oltre 500 specie di Sirfidi presenti in Italia, molte delle quali svolgono un importante ruolo, spesso sotto stimato, negli ecosistemi naturali e agrari, sia con l’attività predatoria delle larve che con quella pronuba degli adulti. Quest’anno, le prime larve di E. latifasciatus, sono comparse sui cedri infestati nel mese di aprile, quando la densità dell’afide era ancora bassa; esse dopo aver predato, soprattutto durante la notte, centinaia di afidi, hanno raggiunto la maturità e si sono impupate sulle piante infestate, trasformandosi in adulti in circa 10 giorni. Quest’ultimi sono stati osservati a partire da maggio sui fiori di varie piante: Convolvolo, Euforbia, Ranuncolo, Tarassaco, Tussilago, ecc. Similmente a quelli di altre specie di Sirfidi, che adottano diversi modelli di imitazione di Imenotteri aculeati, esibiscono forme di mimetismo fanerico (o di ostentazione) imitando specie pericolose dotate di colori aposematici, gli adulti di E. latifasciatus somigliano a vespe. Il loro corpo è lungo circa 15 mm; le ali, dotate di microtrichi, sono lunghe da 6,5 a 8 mm. Il capo è giallo e nel torace sono presenti peli gialli. L’addome è ovale; in quello dei maschi i segni gialli sui tergiti 3 e 4 sono collegati, mentre, nelle femmine la fascia gialla di tali tergiti è leggermente più stretta. La loro attività è frenetica nelle ore di luce e, come numerose altre specie di Sirfidi, per il loro volo stazionario sulle piante, sono noti come hover flies o anche come flower flies, per la loro presenza sui fiori.
 
Foto:
Colonia dell’afide Cinara cedri, accudita da operaie di Crematogaster scutellaris