Tappo antirabbocco, sinonimo di garanzia per il consumatore ma servono controlli

L’Unaprol, consorzio olivicolo italiano, ha dichiarato che è necessario rivedere e modificare il protocollo d'intesa presentato alle Associazioni dal Ministero dello sviluppo economico e finalizzato a bloccare la vendita delle bottiglie di olio extravergine d'oliva dotate del tappo antirabbocco.
La legge 161/2014 prevede che nei pubblici esercizi l'olio debba essere presentato in contenitori etichettati e dotati del tappo antirabbocco, in modo che il contenuto non possa essere modificato. Tale norma, che purtroppo in molti casi non viene rispettata, mira a tutelare il consumatore dal rischio di frodi e a valorizzare le produzioni nazionali.
E’ fondamentale avviare un programma di controlli che renda efficace ed effettivo l'obbligo previsto dalla legge; i tentativi di manomissione di questo strumento e le conseguenti sofisticazioni del prodotto dimostrano la necessità di intervenire urgentemente. Il tappo antirabboco funziona e tutela sia i consumatori sia le aziende che producono oli di qualità, proteggendole dai tentativi di contraffazione; non è pensabile limitare la libertà d'azione sul mercato dei produttori, bloccando la vendita delle bottiglie di questo tipo alla grande distribuzione, tanto più ricorrendo a un protocollo invece che allo strumento legislativo. Limitarsi ad approfondire solo questo aspetto significherebbe sprecare una grande opportunità, fare un passo indietro nella trasparenza e penalizzare le aziende che hanno sostenuto costi elevati per adeguarsi alla normativa; per questo, riteniamo essenziale che vengano coinvolti tutti i soggetti della filiera olivicola e le associazioni dei consumatori e che il ministero effettui studi e accurati approfondimenti tecnici non limitandosi a recepire una serie limitata e imprecisata di segnalazioni provocate da manomissioni.


da Agrapress n. 4849, 11/6/2019