Perché per la maionese serve un olio delicato? Lo spiega la scienza

La maionese è una delle salse più famose al mondo. Come per tutti i prodotti o le preparazioni più conosciute più nazioni si contendono la paternità della creazione. Nel caso della maionese c'è chi dice che derivi dalla città spagnola di Mahon, dove il cuoco militare di Armand de la Porte, duca di Richelieu, improvvisò, nel 1757, una salsa a base di olio crudo e tuorlo d'uovo. I francesi, però, si intestano la maionese sulla base di un antichissimo vocabolo francese Moyeau (si pronuncia Muaiò) che significa tuorlo d'uovo.
Nelle ricette casalinghe per fare la maionese spesso viene consigliato l'utilizzo di un olio di semi o al massimo di un extra vergine molto delicato. Generalmente questa indicazione vine giustificata solo da una questione di gusto, un olio extra vergine d'oliva particolarmente fruttato, amaro e piccante prevarrebbe nel sapore, guastando l'equilibrio complessivo.
Ma è solo questa la ragione?
Secondo Carla Di Mattia dell'Università di Teramo vi sarebbe anche una spiegazione squisitamente scientifica.
Nella ricerca, infatti, sono state studiate le proprietà fisiche e strutturali di maionese a base di oli extra vergini di oliva, confrontandoli con quelli di altri oli vegetali, come arachidi e semi di girasole. 
La distribuzione delle dimensioni delle gocce e le proprietà microstrutturali dei maionese sono risultati significativamente interessate dal tipo di olio usato.
I campioni prodotti con olio extra vergine hanno mostrato il livello più basso di dispersione, una struttura più grossolana e irregolare e coerenza e fermezza più bassa rispetto agli oli di girasole o di arachidi. Elasticità e viscosità risultavano inversamente correlate al contenuto di composti fenolici.
La ricerca dell'Università di Teramo spiega quindi perché, con l'olio extra vergine d'oliva, la maionese tenda ad impazzire più facilmente. 


Da Teatro Naturale, 22/10/2014