Le colture no food

Le colture no food (Nfc), sono le colture non alimentari utilizzate per produrre una vasta gamma di prodotti quali polimeri (è il caso delle bioplastiche ottenute da scarti agricoli), lubrificanti, materiali da costruzione, prodotti farmaceutici, nonché bioenergia e biocarburanti.
Le colture no food si classificano in: oleaginose (ad esempio, camelina, ricino), lignocellulosiche (canapa, canna comune), carboidrati (sorgo, barbabietola da zucchero) e specializzate" (ad esempio lavanda e altre piante per l'estrazione di olii essenziali o principi farmaceutici). Sono colture quindi che possono sostituire materie fossili con vantaggi per l’ambiente.
Il progetto Panacea del programma Horizon 2020, finanziato dall’Unione europea con 2.000.00 di euro, ha come obiettivo la disseminazione di oltre duecento colture non alimentari prossime all'implementazione e la cooperazione tra ricerca, industria e comunità agricola, al fine di accrescere il contributo delle Nfc alla Strategia europea per la bioeconomia. Tuttavia, le Nfc non sono molto diffuse tra gli agricoltori europei, a causa della mancanza di filiere di approvvigionamento, di un’adeguata politica economica e di incentivi.
Un primo evento si è occupato dell’automazione nelle filiere di canapa. Una delle principali criticità della filiera canapa è il reperimento delle sementi di varietà oleaginose adatte alle condizioni pedoclimatiche italiane. Il successo della coltivazione dipende appunto dalla selezione delle varietà: da olio, da fibra o a doppia attitudine. Dalle esperienze condotte finora, si evince che il problema principale della canapa da olio è la variabilità dell'altezza delle piante, che ne rende difficile il raccolto automatizzato. Un secondo seminario ha avuto come oggetto le oleaginose e le colture d’impiego in vari settori.


da: Oliofficina, 27/3/2019