“Dialoghi sul suolo e l’acqua”: La biofortificazione agronomica per migliorare le qualità nutrizionali delle piante: l'integrazione di selenio

Dialogo con Beatrice Pezzarossa, Ricercatrice del CNR

Marcello Pagliai e Beatrice Pezzarossa 01 April 2026

Pagliai – Cara Beatrice, intanto è un grande piacere dialogare con te anche perché mi fa ricordare il bel periodo passato al mitico Istituto per la Chimica del Terreno di Pisa ma bando ai ricordi e veniamo al tema di questo dialogo. Nel dialogo sull’agroindustria del 9 luglio 2025 di Paolo Ranalli si parlava di una nuova frontiera rappresentata dalla “biofortificazione degli alimenti”; confesso la mia ignoranza ma non conoscevo questo termine. Approfondendo l’argomento ho trovato che si parla anche di “biofortificazione agronomica” e mi è venuto in mente che tu hai lavorato molto sulle interazioni nutrienti-suolo-pianta, specialmente per quanto riguarda il selenio. Ci puoi ribadire di cosa si tratta esattamente? 

Pezzarossa – La biofortificazione è un processo che consente di migliorare le caratteristiche nutrizionali delle piante coltivate o di alcune loro parti e può essere ottenuta mediante tecniche di ingegneria genetica, che prevedono la manipolazione del genoma della specie oggetto di studio, attraverso metodi convenzionali di miglioramento genetico, oppure con un approccio agronomico come la concimazione al suolo o la fertilizzazione fogliare. La biofortificazione agronomica è ottenuta con tecniche di fertilizzazione non invasiva e mira ad ottenere prodotti agricoli, e quindi alimenti destinati al consumo umano, arricchiti in minerali, vitamine o altri composti benefici ad alta biodisponibilità capaci di contribuire alla riduzione dell’incidenza di alcune patologie.
Lo sviluppo e la coltivazione di prodotti biofortificati possono rappresentare un’opportunità alternativa, rispondendo alle esigenze di nicchie di mercato interessate a cibi ad alto valore salutistico. La domanda di prodotti funzionali è in costante crescita e la produzione di ortofrutta biofortificata si inserisce pienamente in questa tendenza.
L’aumento della quantità di micronutrienti biodisponibili negli alimenti di origine vegetale destinati al consumo umano rappresenta una sfida particolarmente importante sia per i Paesi in via di sviluppo che per quelli industrializzati. Questo processo può costituire un valore aggiunto per le produzioni ottenute nelle società economicamente più avanzate, favorendo una maggiore competitività dei prodotti agricoli sul mercato.

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La crisi silenziosa: salute mentale degli agricoltori in Europa

Stress, burnout, depressione e suicidi: cause, dati e soluzioni da un'analisi europea.

Deborah Piovan 01 April 2026

Chi coltiva la terra europea lo fa spesso in solitudine, sotto il peso di variabili fuori dal proprio controllo: il clima che cambia, i mercati che oscillano, una burocrazia soffocante e una percezione sociale distorta che trasforma il contadino in un imputato, accusato di inquinare e di resistere al progresso. Non sorprende, allora, che la salute mentale degli agricoltori sia diventata una delle emergenze più urgenti e silenziose del nostro continente. I dati, quando si riesce a raccoglierli in modo sistematico, dipingono un quadro allarmante.
L’Accademia dei Georgofili ha aperto l’anno scorso il dibattito sulla questione in un convegno che ha raccolto molto interesse e la cui registrazione può essere riascoltata QUI. Ne abbiamo scritto QUI.
Il 26 marzo scorso l’Accademia è stata invitata a portare la propria esperienza in un webinar organizzato da SafeHabitus, con l’obiettivo di portare testimonianze da esperti, ascoltare quali sfide debba affrontare chi si occupa del tema del benessere mentale degli agricoltori, quali siano le soluzioni e le best practices messe in atto nei vari Paesi europei.
Il progetto SafeHabitus (https://www.safehabitus.eu/), finanziato dal programma Horizon Europe con 4,7 milioni di euro e coordinato da Teagasc (Irlanda), è oggi il più importante sforzo di ricerca europeo su questo tema, coinvolgendo 20 partner in 12 Paesi.

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Dal 17 March 2026 al 04 June 2026

Mostra: "Frammenti. Immagini dal mondo rurale"




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La fotografia del mondo contadino

Zeffiro Ciuffoletti 01 April 2026

Da quando fu inventata, intorno al 1840, la fotografia ha influenzato il “regime percettivo” in maniera sempre più forte. Con l’avvento del cinema e, poi, della televisione si è creata una vera e propria civiltà dell’immagine. Naturalmente l’“immagine analogica”, come ha scritto Pierre Sorlin (I figli di Nadar. Il “secolo” dell’immagine analogica, Einaudi, Torino, 2001), è inseparabile dalla visione umana e dal punto di vista o meglio dalla scelta del soggetto. Quindi la fotografia non rappresenta la realtà oggettiva, ma piuttosto un punto di vista.

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Quale verde per le nostre città

Alessandro Toccolini 01 April 2026

In un momento storico nel quale molti amministratori sottolineano la necessità di aumentare gli spazi verdi urbani, sembra utile proporre alcune riflessioni sull’argomento

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