“Dialoghi sul suolo e l’acqua”: Le principali criticità economico-produttive nell’ambito delle politiche agricole e del governo del territorio

Dialogo con Domenico Saraceno, Dottore Agronomo

Marcello Pagliai e Domenico Saraceno 03 June 2026

Pagliai – Caro Domenico, tu lavori da trent’anni a contatto diretto con gli agricoltori quindi nessuno meglio di te ha il polso delle reali criticità del mondo agricolo. Tutti sappiamo che l’agricoltura versa in grave crisi e fra le numerose criticità, a mio avviso, ce ne è una ampiamente sottovaluta se non ignorata del tutto ed è la degradazione del suolo. Lo stato di degrado dei suoli italiani è ormai drammatico: 21% a rischio desertificazione (41% nel sud); perdita del 30% della capacità di ritenzione idrica negli ultimi 40 anni; la perdita di suolo per erosione supera di 30 volte il tasso di sostenibilità (erosione tollerabile); perdita di sostanza organica, il cui contenuto, in vaste aree, scende addirittura sotto l’1%, ecc. Per non parlare poi di altre forme di degrado, non causate dall’agricoltura ma che però ne è vittima, come il consumo di suolo che, guarda caso, riguarda sempre i migliori suoli da un punto di vista agricolo. Dall’inizio degli anni ‘80 si sta verificando un decremento della capacità produttiva del suolo in vaste aree di terre coltivate. La situazione è aggravata dalla crisi climatica in atto con le piogge torrenziali concentrate in un breve periodo che accentuano i processi erosivi e il ruscellamento superficiale che porta ad una perdita d’acqua del 90% e i lunghi periodi di siccità. A mio avviso molti agricoltori (se la quasi totalità) non hanno la percezione dello stato attuale dei suoli delle loro aziende; mi sbaglio? 

Saraceno – Il graduale impoverimento dei suoli è un problema oggettivo. Inutile ricordare che la scomparsa nelle aziende agricole della zootecnia ha determinato una perdita delle fertilità che non è facile da tamponare con l’apporto di fertilizzanti provenienti dall’industria. Come ben sappiamo la virtuosità della zootecnia era legata non solo alla produzione del letame, quanto alla presenza nelle aziende delle specie foraggere e degli avvicendamenti colturali che garantivano un apporto importante di sostanza organica ai terreni. La presenza poi delle leguminose, non solo per la fissazione dell’azoto atmosferico, come sappiamo è molto utile al terreno e alle colture. I suoli troppo sfruttati, senza apporto di sostanza organica da anni e per molto tempo utilizzati per la monocoltura, oggi non aiutano l’agricoltore a produrre, è vero infatti che in molti terreni la resa unitaria dei cereali diminuisce invece di aumentare. Poi con i prezzi attuali dei prodotti agricoli spesso non vale nemmeno più la pena di coltivare ed allora nel migliore dei casi si opta sul riposo rotazionale oppure si va verso l’abbandono dei terreni.

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Ogliastra: una tempesta di vento colpisce i suoi boschi. Quale ripristino?

Michele Puxeddu 03 June 2026

Dalla mattina del 11 fino alla notte del 12 febbraio 2026 una violenta e intensa perturbazione atmosferica ha colpito tutta la Sardegna. In particolare, associati a piogge anche abbondanti, venti provenienti dai quadranti ovest e nord-ovest, hanno raggiunto velocità superiori ai 200 km/h.
In Ogliastra (Sardegna centro-orientale) l’uragano ha causato notevoli danni ai soprassuoli forestali nella loro parte aerea (schianti di fusti), con diffusi sradicamenti, verificati in prevalenza nelle aree boscate dei versanti orientali dei Monti del Gennargentu (Comuni di Arzana, Gairo, Lanusei e Villagrande) e dei Tacchi calcarei (Comuni di Osini, Seui ed Ulassai). Schianti si sono verificati anche nei parchi, giardini e frutteti di questi Comuni senza peraltro, fortunatamente, colpire le persone.
Dalle prime valutazioni è emerso che sono stati distrutti o decimati soprassuoli forestali per oltre 200 ettari (sfiora circa 5000 mc il volume del materiale legnoso atterrato), soprattutto rimboschimenti puri e/o misti di pino marittimo, pino laricio ed in misura minore di pino insigne, caratterizzati da strutture monoplane e densità elevata; anche le leccete hanno subito danni severi.
Sul ripristino di questi boschi occorre un attento approfondimento.
Molto importante è disporre di osservazioni preliminari che tengano conto di tutti i fattori coinvolti, gli agenti concomitanti e/o aggravanti.

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Spreco alimentare e sostenibilità ambientale

Ogni volta che buttiamo via cibo stiamo buttando via anche elettricità, carburanti, acqua e risorse naturali.

Annamaria Ranieri 03 June 2026

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Professione, qualità e sostenibilità: un connubio possibile. L’esempio CONAF-Ferrero.

A colloquio con Renato Ferretti, Vicepresidente CONAF.

Giulia Bartalozzi 03 June 2026

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