Dialoghi sul Verde: “Il ruolo dei Carabinieri per la biodiversità nella tutela e valorizzazione del patrimonio naturale”

Dialogo con il Capitano Niccolò Marco Mancini, Reparto Carabinieri Biodiversità di Cecina (LI).

Nicoletta Ferrucci e Niccolò Marco Mancini 22 April 2026

Ferrucci: Il percorso tracciato dai più recenti sviluppi della politica unionale e internazionale in materia di tutela della natura, dipanato in un crescendo di interventi di hard e soft law, è improntato ad una visione integrata e sinergica della protezione di quest’ultima e della lotta al climate change, in linea con le evidenze scientifiche sulle interconnessioni genetiche e funzionali che legano l’erosione e la perdita di biodiversità ai cambiamenti climatici, con indubbi riflessi sulla protezione della salute e del benessere dei cittadini, nonché sulla sicurezza alimentare. In questa cornice normativa è agevole individuare un fil rouge che lega i provvedimenti più datati a quelli più recenti e tra questi, in particolare il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework, adottato nel Dicembre 2022, in sede di COp15  della Convenzione sulla Diversità Biologica, e la Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030,  presentata dalla Commissione europea nel maggio 2020: il riconoscimento del ruolo strategico che nell’ottica della protezione della biodiversità, rivestono le aree naturali protette, delle quali entrambi i provvedimenti sollecitano la creazione di una rete coerente che, alla luce della Strategia UE, sia tale da coprire almeno il 30% della superficie terrestre unionale e il 30% della sua zona marina entro il 2030. Nell’ottica del legislatore è però indispensabile accompagnare la creazione di nuove aree protette con la garanzia della custodia attiva e della adeguata gestione delle stesse. In Italia è indubbiamente preziosa l’attività che in questo ambito svolgono i Carabinieri per la Biodiversità: quali sono le vostre principali linee di intervento in materia?

Mancini: Ha colto un punto davvero centrale, le aree protette non si tutelano semplicemente istituendole per legge, ma attraverso una presenza quotidiana e una gestione attiva sul territorio. Il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità è organizzato in 28 Reparti distribuiti in tutta Italia. Il Reparto di Cecina, che ho l’onore di comandare, si occupa direttamente della gestione di quattro Riserve Naturali Statali Biogenetiche – Tomboli di Cecina, Calafuria, Bibbona e Caselli – e condivide con la Regione Toscana la gestione di diversi siti della Rete Natura 2000. Si tratta di contesti molto diversi tra loro, che vanno dalle dune costiere agli ambienti forestali collinari, fino alle aree marine, e proprio questa varietà rende il nostro lavoro tanto complesso quanto stimolante. La nostra attività si sviluppa lungo tre direttrici che, in realtà, sono profondamente intrecciate tra loro. Da un lato c’è la gestione concreta degli ecosistemi, che significa intervenire sugli habitat, applicare pratiche di selvicoltura naturalistica e contrastare la diffusione di specie aliene invasive. Accanto a questo, lavoriamo molto sul piano della ricerca applicata, collaborando con Università e centri di ricerca per fondare le nostre scelte su dati scientifici solidi.

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De-Estinzione o scienza della Resurrezione: tra sogno e realtà

Riportare in vita un mammut lanoso o una tigre della Tasmania è un autentico trionfo della scienza o un pericoloso azzardo ecologico?

Paolo Ranalli 22 April 2026

Per millenni, la parola "estinto" ha significato una cosa sola: per sempre. Ma oggi, in laboratori dove il codice della vita viene riscritto come un software, quel confine sta sfumando. La de-estinzione, o biologia della resurrezione, non è più solo il canovaccio di un film di Hollywood, ma una sfida scientifica concreta che utilizza strumenti come il "taglia-e-cuci" genetico (CRISPR) e la clonazione per riportare indietro specie che non vedevamo da secoli.
Ma riportare in vita un mammut lanoso o una tigre della Tasmania è un autentico trionfo della scienza o un pericoloso azzardo ecologico? Questo interrogativo non è solo accademico; è un dilemma che scuote nel profondo la comunità internazionale, dividendo chi vede nel ritorno degli scomparsi una nuova alba e chi, invece, vi scorge un’ombra inquietante.

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Tra polimeri fossili e bioplastiche, dov’è la sostenibilità?

Mauro Moresi 22 April 2026

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Ghiande: ritorno al futuro

Giovanni Ballarini 22 April 2026

Quattro sono i simboli nell’emblema della Repubblica italiana dove la stella e la ruota dentata sono circondate da due rami: uno di olivo rappresenta la volontà di pace della nazione e un altro di quercia la forza e la dignità del popolo italiano, entrambi espressione delle specie più tipiche del nostro paese. Entrambi, olivo e quercia, produttori di legni particolari e di frutti, l’oliva e la ghianda.

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