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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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04 luglio 2012

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Arboricoltura urbana: le nuove sfide

di Francesco Ferrini

Piantare alberi è uno dei presupposti di gran parte dei programmi di miglioramento ambientale delle principali istituzioni nazionali e internazionali che si occupano di ambiente e, nel presente scenario di cambiamenti globali (non solo climatici), la scelta delle piante da inserire nelle aree verdi delle nostre città non può e non deve avvenire solo su basi estetiche o limitando la scelta alle sole specie indigene, ma deve tener conto del potenziale "contributo" ambientale che le specie che saranno messe a dimora potranno apportare. Appare necessario che questa scelta debba essere basata su altri parametri come la quota d’inquinanti rimossi dalla vegetazione, il miglioramento della qualità dell’aria, l’emissione oraria e giornaliera dei composti organici volatili da parte della pianta e il relativo impatto sulla genesi di ozono e di monossido di carbonio annuali, l’ammontare totale del carbonio organicato al netto della respirazione e dell’emissione di composti organici volatili, l’effetto del bosco urbano sull’efficienza energetica nella zona confinante, la produzione di polline e allergeni, l’evapotraspirazione e la conseguente modifica del microclima. Tutto questo deve sempre tener conto del principio “albero giusto al posto giusto”, poiché non è sufficiente che gli alberi sopravvivano, ma che abbiano elevati tassi di crescita e, conseguentemente, elevati tassi di sequestro di CO2 e di abbattimento degli inquinanti.
L’ottenimento di risultati richiede un forte impegno di coesione, di responsabilizzazione e di orientamento da parte dei cittadini e delle pubbliche Amministrazioni poiché ciò costituisce, soprattutto in una fase critica come quella attuale, un pressante richiamo alla necessità  di “lavorare” insieme per un verde sostenibile dal punto di vista tecnico, economico e ambientale.
E’ necessario analizzare le minacce e le opportunità, i punti di forza e di debolezza dell’arboricoltura e della selvicoltura urbana e su questa analisi basare le scelte, i criteri per la selezione dei nuovi impianti, analizzando anche alcuni dei principali temi di ricerca nel settore e le tecniche gestionali da adottare.
Su questi argomenti sono stati avviati, anche in Italia, alcuni progetti che vedono coinvolti gruppi di ricerca multidisciplinari, che affrontano le problematiche legate a una visione globale del verde multifunzionale ormai considerato come un vero e proprio ecosistema diversificato ed ecologicamente stabilizzato, che assicuri alla comunità quelle condizioni di sostenibilità ormai divenute presupposto indispensabile nella gestione del verde urbano e periurbano.
Il lavoro di questi gruppi dovrebbe avere un’eco importante sulle maggiori testate nazionali al fine di non vanificare il lavoro che ricercatori di tutto il mondo stanno portando avanti con difficoltà, soprattutto a causa della cronica mancanza di finanziamenti su questo tema di fondamentale importanza per la qualità della vita. Dobbiamo essere consapevoli che una reale sostenibilità nella progettazione, impianto e gestione del verde urbano sarà data da una moltitudine di soluzioni e sarebbe stupido escluderne a priori qualcuna dalla ricerca e dalla sperimentazione.


Foto 2: Riqualificazione urbana – Progetto Studio Bellesi Giuntoli (www.studiobellesi.com)

In ultimo mi preme sottolineare che si parla sempre più spesso dell’importanza strategica delle aree verdi ai fini della crescita sostenibile delle città, tanto che ormai sono molti i programmi che prevedono l’impianto di alberi nelle aree urbane, basti pensare al programma One Million Tree di New York, ma è fondamentale che tali iniziative siano supportate tecnicamente e possiedano una coerenza interna con le altre politiche gestionali e con gli obiettivi e le strategie di pianificazione urbana nel suo complesso.
Purtroppo, appare come - a livello nazionale e locale - si sia sottovalutata la dimensione comunicativa e sociale dell’approccio al verde urbano e alla sua importanza, accrescendo il livello di incertezza del comune cittadino. Purtroppo le Amministrazioni locali e i soggetti pubblici più o meno direttamente legati alla voce “verde urbano”, anche a causa dei tagli ai finanziamenti, vedono le aree verdi come un costo, senza considerare, o considerando solo in parte, la loro funzione di fondamentale risorsa per la nostra vita grazie ai benefici, anche monetizzabili, da esse forniti.

Foto 1: Millenium Park a Chicago



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