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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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24 ottobre 2018

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Insetti e … monumenti

di Santi Longo

Statue ed obelischi erano i monumenti con i quali, soprattutto in passato, veniva reso omaggio a personaggi storici o ad avvenimenti memorabili nei quali gli insetti, raramente presenti, avevano funzione simbolico-decorativa. La specie più frequentemente riprodotta era l’ape alla quale venivano attribuite numerose qualità umane quali l’operosità, il valore, la castità. Le api erano l’emblema dei re di Francia e della famiglia papale dei Barberini, cui apparteneva papa Urbano VIII il quale, nel 1623, affidò a Gian Lorenzo Bernini l’incarico di realizzare il baldacchino della Chiesa di San Pietro, nelle cui colonne tortili, e nei basamenti marmorei, sono presenti le api, simbolo araldico del Papa che, nel 1644, commissionò al Bernini la costruzione di una fontana di piccole dimensioni, a uso pubblico, che assolvesse alla funzione di «beveratore delli cavalli». La copia, realizzata nel 1915 da Apolloni, è stata collocata in Piazza Barberini, angolo via Veneto. Nella fontana, a forma di conchiglia bivalve aperta, in onore del committente, l’artista, sopra la cerniera di raccordo tra le valve, scolpì tre api sotto le quali sgorga l'acqua da altrettanti sottili zampilli. Ancora le api sono il soggetto della targa bronzea, realizzata dal Tacca, nel 1640, con 90 api, di dimensioni progressivamente ridotte attorno alla regina, che correda l’iscrizione tergale del basamento della statua equestre di Ferdinando I, in Piazza Santissima Annunziata, a Firenze, opera del GianBologna. Su tale monumento, il compianto Marco Accorti ha lasciato una interessante nota sulle “Api di Ferdinando”. Nei monumenti citati le api non sono protagoniste ma irradiano messaggi multiformi.
Gli insetti più famosi ai quali, nel secolo scorso, è stato reso omaggio, in quanto protagonisti di avvenimenti memorabili, sono il Coleottero Anthonomus grandis e il Lepidottero Cactoblastis cactorum. Al primo, nel 1919, nella città di Enterprise, in Alabama (USA), è stato eretto il Boll Weevil Monument, costituito dalla statua di una donna che regge un piedistallo con un Punteruolo appollaiato sulla cima. Alla base del monumento, a dimostrazione dell’apprezzamento per la profonda influenza sull’agricoltura e l’economia della zona, del Coleottero, è stato scritto: "Nel profondo apprezzamento del Boll Weevil e di ciò che ha fatto come araldo della prosperità, questo monumento è stato eretto dai cittadini di Enterprise, nella Contea di Coffee, in Alabama". Il Punteruolo del Cotone, originario del Messico, introdotto in Alabama, distrusse le coltivazioni di Cotone, sia per la mancanza di limitatori naturali che per la resistenza nei confronti degli insetticidi, e spinse gli agricoltori a introdurre la coltura dell’Arachide, nonché ad attuare le consociazioni e le rotazioni che hanno ridimensionato le infestazioni e hanno dato impulso all’economia. In altre aree degli USA, in cui viene coltivato il Cotone, nel 1978, sono stati avviati programmi di eradicazione e, attualmente, si ritiene che la maggior parte della Georgia sia stata liberata dal Punteruolo che, tuttavia, rappresenta sempre una minaccia per la coltura.
Nel 1836, nel parco di Myall Creek, che attraversa la città Dalby, nel Queensland, in Australia, per commemorare l’eradicazione delle Opunzie infestanti, è stato eretto un monumento che reca frontalmente la seguente iscrizione: Nel 1925, il fico d'India, il più grande esempio noto all'uomo di qualsiasi invasione di piante nocive, infestò cinquanta milioni di acri di terra nel Queensland, di cui trenta milioni presentavano una copertura completa. Il distretto di Dalby fu quindi pesantemente infestato. L'indagine sul controllo biologico è stata intrapresa dal Commonwealth Prickly Pear Board. Il progetto congiunto dei governi del Commonwealth, del Queensland e del New South Wales. Non adeguatamente evidenziato è stato il ruolo delle Cocciniglie del genere Dactylopius (D. opuntie, D. indicus e D. tomentosus), introdotte e utilizzate nel programma di controllo biologico, la cui saliva tossica risulta esiziale per le Opunzie ospiti. Il problema ha le sue origini nel 1788, quando cladodi di Opuntia, infestate dalla Cocciniglia Dactlopius coccus, erano stati introdotti in Australia, dal Brasile, per avviare la produzione del colorante carminio. Dopo il fallimento del progetto, nei decenni successivi vennero importate altre Opunzie, utilizzate per la realizzazione di siepi. Ancora a fine Ottocento la pianta era generalmente considerata un'utile aggiunta alla flora locale e un foraggio di scorta in caso di siccità. Nel 1872, a seguito della rapida diffusione delle Opuntie, fu presentata al Parlamento del Queensland, una petizione che ne chiedeva il divieto per la formazione di siepi; parallelamente c’era chi sosteneva un uso più diffuso della pianta e ne esaltava il valore. Nel 1895, nel Queensland, vennero stanziati incentivi per i proprietari che effettuavano la lotta alle Opuntie infestanti. Nel 1925 venne introdotto, dall’Argentina, il Lepidottero Cactoblastis cactorum protagonista, insieme alle Cocciniglie, del successo del programma di controllo biologico, ritenuto degno di commemorazione.


Fig. in apertura:
Targa bronzea posta nel basamento della statua di Ferdinando I - Firenze


Sotto: Fontana delle Api. Roma - Operaia di Apis mellifera


Sotto: Boll Weevil Monument. Enterprise, Alabama - Adulto di Anthonomus grandis



Sotto: Monumento commemorativo dell’eradicazione delle Opunzie. Dalby, Qeensland - Adulto di Cactoblastis cactorum

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