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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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24 ottobre 2018

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Forestazione urbana: non solo Estetica, ma benessere fisico e psicologico

di Francesco Ferrini

Le aree urbane stanno diventando sempre più congestionate e inquinate e, in questo scenario, le aree verdi urbane offrono una vasta gamma di servizi ecosistemici che potrebbero aiutare a combattere molti dei problemi “urbani” e a migliorare la vita degli abitanti della città, con particolare riguardo alla salute. Se è pur vero che le aree verdi possono variare in termini di dimensioni, copertura vegetale, ricchezza delle specie, qualità ambientale, vicinanza ai trasporti pubblici, strutture e servizi, le ricerche hanno ormai ampiamente dimostrato che anche il singolo albero può apportare dei benefici nella sua area d’influenza.
I servizi ecosistemici forniti dalle aree verdi, soprattutto da quelle in cui la componente arborea è predominante, non solo sostengono l’integrità ecologica delle città, ma proteggono la salute pubblica dei cittadini filtrando l’aria, rimuovendo l’inquinamento, attenuando il rumore, riducendo l’escursione termica, limitando l’effetto battente della pioggia e favorendo l’infiltrazione graduale delle piogge. Le foreste urbane e la copertura verde moderano anche le temperature fornendo ombra e raffreddano l’aria tramite la traspirazione, contribuendo così a ridurre il rischio di danni diretti determinati dalle elevate temperature e di disturbi e patologie correlati al caldo.
Tuttavia, all’interno delle città, gli spazi verdi non sono sempre equamente distribuiti. L’accesso è spesso fortemente stratificato sulla base del reddito, delle caratteristiche etno-razziali, dell’età, del sesso, della disabilità, ecc. Negli ultimi due decenni, l’accessibilità irregolare dello spazio verde urbano è diventata una questione di giustizia ambientale poiché la consapevolezza della sua importanza per la salute pubblica è adesso largamente riconosciuta.La letteratura si è concentrata su come misurare l’accesso alle aree verdi urbane e su come la mancanza di accesso a queste influisca sulla salute pubblica. La maggior parte dei lavori pubblicati è originaria degli Stati Uniti, del Regno Unito e dell’Australia. Le ragioni per cui lo spazio verde è differentemente distribuito all’interno del paesaggio urbano sono varie e includono la filosofia del design del parco, la storia dello sviluppo del territorio, le idee in evoluzione sul tempo libero e la ricreazione, le storie della disuguaglianza di classe ed etnica, ecc.
Questa ingiustizia ambientale è diventata una priorità progettuale, tanto da indirizzare le strategie pianificatorie verso la trasformazione di aree marginali e/o poco utilizzate per la creazione di ulteriori spazi verdi. L’aumento nella dotazione di aree verdi nelle zone più problematiche e neglette può, tuttavia, creare un “paradosso urbano”. Tale incremento può, infatti, migliorare l’attrattività di un’area e la salute pubblica, rendendo i quartieri più desiderabili. Come conseguenza, i costi degli alloggi e della vita possono aumentare. Questa escalation del costo può potenzialmente portare alla “gentrificazione”, cioè lo spostamento e/o l’esclusione degli stessi abitanti che avrebbero dovuto beneficiare delle aree verdi.
Ciò che dobbiamo perseguire e quella che dovrebbe essere la nostra sfida principale è quello di sviluppare strategie che siano “just green enough”. Cioè avere i benefici per la salute pubblica legati a un migliore accesso allo spazio verde urbano evitando il suddetto “paradosso urbano”.
Per quanto riguarda l’effetto degli spazi verdi urbani, la mancanza di accesso alle aree verdi è stata collegata alla riduzione del rischio di mortalità per numerose malattie e per molte disfunzioni croniche e un gran numero di studi ha dimostrato i legami tra la vicinanza del parco e attività fisica. In genere i bambini che hanno un migliore accesso ai parchi e alle strutture ricreative sono più attivi dei bambini il cui accesso è invece limitato e la maggior parte dei risultati è simile anche per gli adulti.
Particolare attenzione si è concentrata sui legami tra parchi e sulla diffusione dell’obesità che può essere legata a fattori genetici, che probabilmente contribuiscono, ma il cui rapido aumento suggerisce che i modelli individuali di comportamento, inclusi i bassi livelli di attività fisica, influenzino in maniera sostanziale le tendenze.
Inoltre, il benessere psicologico è empiricamente legato ai parchi urbani e allo spazio verde. La fruizione di aree verdi ha dimostrato di ridurre lo stress e lo spazio verde consente ai residenti urbani di vedere e conoscere piante e animali, nonché l’opportunità di incontrare persone e ridurre i problemi di solitudine. Le visite al parco possono anche “ringiovanire” i residenti, migliorare la contemplazione e fornire un senso di pace e tranquillità. L’attività fisica nelle aree verdi è inoltre importante per la salute mentale. Uno studio condotto in Inghilterra tramite una meta-analisi degli studi britannici, ha mostrato che vi sono stati importanti impatti dell’attività fisica in aree verdi su diversi parametri di umore e di autostima. Un’altra meta-analisi ha trovato collegamenti tra vari parametri legati alla salute psicologica e la presenza di spazi verdi urbani. Un ampio studio olandese ha mostrato che gli intervistati con più spazio verde nei pressi delle loro case sono stati meno influenzati da un evento stressante che ha interessato la loro vita rispetto a quelli con un limitato accesso alle aree verdi, suggerendo che gli spazi verdi riducano gli effetti di stress emotivi.
Molto interessanti, alla luce della sempre maggiore incidenza, sono le relazioni fra la presenza di aree verdi e la frequenza del diabete di tipo 2, che è di gran lunga la forma di diabete più frequente e interessa circa il 90% dei casi. È ben noto che il diabete mellito di tipo 2 è tipico dell’età matura. La vita sedentaria, lo stress e alcune malattie ricadono nell’elenco dei fattori ambientali scatenanti. Esse impongono al pancreas un lavoro aggiuntivo poiché aumentano il fabbisogno di glucosio e quindi di insulina. Qualora il pancreas fosse indebolito da una predisposizione ereditaria al diabete, queste cause accelerano l’insorgenza del disturbo.
Questo tipo di diabete è detto non insulino-dipendente perché l’iniezione di insulina esterna, a differenza del diabete di tipo 1, non è di vitale importanza. Può essere prevenuto da stili di vita che migliorano l’attività fisica e riducono l’obesità. Pertanto, è plausibile che l’accesso agli spazi verdi possa prevenire o ridurre il diabete promuovendo stili di vita più attivi. Studi osservazionali trasversali condotti nei Paesi Bassi, in Australia e nel Regno Unito hanno dimostrato significative associazioni tra vicinanza delle aree verdi e la riduzione della probabilità di avere diabete mellito di tipo 2.
Infine, i parchi urbani possono anche fungere come luogo di interazione sociale e aumentare la percezione della sicurezza e dell’appartenenza e sono state, ad esempio, trovate associazioni positive tra ricchezza delle specie, quindi maggior biodiversità, e benessere psicologico. Più in generale, diversi studi ritengono che l’interazione con la natura e gli animali sia importante per lo sviluppo e il benessere di tutti, ma soprattutto dei bambini.
Pur essendo le relazioni fra la presenza di aree verdi e la salute ampiamente riconosciute, molti dei meccanismi dietro tali legami non sono ancora pienamente compresi o mancano di prove scientifiche rigorose. Nel XXI secolo, le nuove tecniche di ricerca offrono nuove opportunità per studiare i meccanismi relazionali tra spazio verde e salute con una crescente sofisticazione e possono contribuire a dare forza di prova scientifica alle informazioni da trasmettere sia a coloro che sovrintendono le politiche pianificatorie, sia ai cittadini. Tutto ciò contribuisce anche alla crescita economica di un paese (minor spesa sanitaria) e alla ricchezza del singolo che, godendo di miglior salute, può investire denaro in altre attività.


Tratto da: “Economia & Finanza Verde”



Foto: https://www.10cose.it/londra/hyde-park-londra

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