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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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18 aprile 2012

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Il grano geneticamente modificato che tiene lontani gli afidi

Un gene di menta piperita e' stato usato per progettare una varietà di grano che emette un segnale chimico in grado di allontanare gli afidi.
In futuro si potrà diminuire l'uso dei pesticidi sulle piante modificate con questo gene.
La modifica genetica sfrutta uno dei meccanismi di difesa delle piante, la capacità' di tenere lontani i parassiti con i segnali odorosi dei feromoni. La menta piperita emana un odore, impercettibile agli umani, che imita un segnale di allarme generato dagli afidi quando vengono attaccati dai predatori.
Ciò aiuta a dissuadere gli insetti, che succhiano lo zucchero dalle piante e provocano danni alle colture per milioni di sterline ogni anno.
Gli scienziati inglesi hanno estratto il gene della menta piperita e l'hanno inserito nel DNA di una varietà primaverile di grano.
Ora ci sono otto appezzamenti di prova di questo grano, ognuno di 6 metri quadrati, all'istituto di ricerca agricola Rothamsted, nell'Hertfordshire.
Gli appezzamenti sono protetti da recinzioni e fossati, sia per tenere lontani gli animali che potrebbero danneggiare le piante, sia per difenderle dagli oppositori agli OGM.
Gli scienziati osserveranno attentamente le piante durante l'estate, per vedere se i risultati coincidono con le previsioni emerse dalle ricerche in laboratorio.
I lavori precedenti indicano che il feromone non soltanto allontanerà molti afidi, ma attrarrà anche le vespe parassita, uno dei maggiori nemici naturali degli insetti. Queste piccole vespe depongono le uova negli afidi, che vengono mangiati dalle larve che si schiudono.
Un ulteriore vantaggio e' che gli afidi diffondono dei virus che contagiano e uccidono le piante, quindi il grano sarà protetto dalle malattie, dicono i ricercatori.
Nel corso di una conferenza stampa allo Science Media Centre di Londra, il professor John Pickett, direttore del dipartimento di ecologia chimica all'istituto Rothamsted ha affermato: "Gli insetti usano i feromoni per comunicare fra loro. Gli afidi usano un feromone di allarme quando sono attaccati dalle coccinelle e dalle vespe parassita facendole allontanare. Da quando abbiamo iniziato a studiare la questione, negli anni 80, abbiamo cercato diversi modi di aggiungere il feromone di allarme. Si può sintetizzare, si può creare chimicamente, si può prendere dalle piante. Il modo migliore e' progettare la pianta per far sì che lo diffonda, puro, proprio come gli afidi lo rilasciano quando vengono attaccati".
Ogni anno nel Regno Unito si produce grano per un valore di 1,2 miliardi di sterline. Senza l'uso dei pesticidi, si stima che circa 100 milioni di sterline sarebbero portati via dagli afidi.

Da "The Guardian" (cfr: Agrapress n° 976 del 2/04/2012) inter_colonna1
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Commenti

Giovanna Serenelli - inserito il 09/09/2013

Grazie a Maurizio Conti. Ho trovato la risposta solo oggi. Ed è una risposta che speravo mi fosse data. La mia domanda era tendenziosa. Lo stretto rapporto afidi/formiche mi era noto,. non sapevo invece di ucceelli ed api. E’ ovvio che per gli umani siano una maledizione, ma insomma alla fin fine qualcosa di buono lo fanno anche loro ed anche per noi, sia pure indirettamente.

Maurizio Conti - inserito il 07/05/2012

Posso rispondere,a Giovanna Serenelli che in ambito ambientale gli afidi hanno un ruolo 'positivo' come nutrimento preferenziale di diversi uccelli passeracei. La loro melata, inoltre, è un cibo prediletto dalle formiche che in qualche caso accudiscono gli afidi (ad es. Lachnidae), trasportandoli da una pianta all'altra per favorirne la diffusione (tanto che questi afidi sono detti 'vacche delle formiche'). La melata è anche gradita alle api che la utilizzano per produrre miele.

vas ass naz prot ambientale - inserito il 29/04/2012

inserito nel nostro sito . LO STAFF VAS FVG ALTO LIVENZA VAS FVG Alto Livenza (Associazione Nazionale di Protezione Ambientale) sito - www.VasFvgAltoLivenza.it Viale Lacchin, 37 - Sacile (PN) 33077 email:info@vasfvgaltolivenza.it conto corrente postale n° 10 84 23 34 intestato a Verdi Ambiente Società FVG.

Giovanna Serenelli - inserito il 21/04/2012

Più che un commento, si tratta di una domanda. Nel complesso intreccio degli equilibri ambientali quali funzion hanno gli afidi. Per le colture sono certamente dannosi, ma per il mondo non umano?

Maurizio Conti - inserito il 18/04/2012

I dati riferiti sono interessanti e sono lieto che siano stati ottenuti alla Rothamsted Research, dove ero stato con Borsa NATO un po' di anni fa e già si lavorava su questi temi (orzo-barley yellow dwarf-afidi vettori).L'idea di utilizzare feromoni di allarme per difendere le piante dagli afidi, tuttavia, era già maturata parecchi anni fa in Olanda dove Hille Ris Lambers aveva anche condotto prove sperimentali. Il principio utilizzato, se ben ricordo, era il trans-beta-farnesene, omologo di un feromone prodotto in laboratorio, e con esso le piante venivano irrorate. L'effetto repellente di questo tipo di trattamenti risultò però inconsistente e le prove risultarono negative. Evidentemente, le cose cambiano quando il feromone di allarme si fa produrre direttamente dalla pianta grazie a trasformazione genetica (ma allora questa non si conosceva...).

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