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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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07 marzo 2012

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Definizione di bosco nel Decreto Semplificazioni

di Orazio La Marca

L’art. 26 del D.L. n.5/2012 riconosce le radure interne al bosco come entità non boscate se identificabili come “pascoli, prati o pascoli arborati”. Una variazione non facile da valutare nei suoi aspetti applicativi.
Un’ulteriore modifica alla definizione di bosco riguarda l’art.2 comma 6 del suddetto D. Lgs. allorché, ove non  diversamente già definito dalle regioni, si escludono dal genere bosco..... le formazioni forestali di origine artificiale realizzate su terreni agricoli a seguito dell’adesione a misure agroambientali promosse nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale dell’Unione europea una volta scaduti i relativi vincoli. Il riferimento corre immediatamente ai rimboschimenti effettuati in Italia a seguito del ritiro dei seminativi dalla produzione per contenere a livello comunitario le produzioni agricole eccedentarie.
Tra i Regolamenti comunitari che hanno previsto contributi per il ritiro dei terreni agricoli dalla produzione e la loro destinazione forestale, quello che ha avuto una maggiore applicazione è stato 2080/92 che non era un provvedimento di politica forestale, ma un intervento finalizzato all’incentivazione di alternative, temporanee e reversibili, di terreni agricoli altrimenti destinati a produzioni eccedentarie.
Numerose Regioni nell’applicazione del Reg. CEE 2080/92 hanno imposto ai seminativi imboschiti il vincolo di destinazione a bosco determinando, di fatto, una caduta di interesse degli imprenditori. Vogliamo sperare che la specifica in esso contenuta ...una volta scaduti i relativi vincoli sia interpretata come riportato dall’art. 7 comma 2 del D.M. 63 del 19/2/1991, ossia faccia riferimento alla durata del ciclo produttivo, come indicato dalle P. di M. e di P. F. (turni minimi).
Un’altra novità introdotta dal D.L. riguarda.... i terrazzamenti, i paesaggi agrari e pastorali di interesse storico coinvolti da processi di forestazione, naturale o artificiale, oggetto di recupero a fini produttivi.
Per questi casi è evidente un interesse culturale da valutare positivamente per scopi paesaggistici.

(Foto: trefonti.it) inter_colonna1
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Commenti

Massimo Dott. For. Amb. Di Duca - inserito il 08/03/2012

Ma come, rimboschiire e piantare nuovi boschi, è temporanea e irreversibile? Mah, sembra un'irremidiabile boiata. Ma anche quella relativa alle chiarie erbose o ai prati o ai prati-pascoli. Logicamente questo accade se non si da sviluppo al concetto di sostenibilità locale. Il localismo va accentuato, vanno cercati e studiate quele fitocenosi boschivi che vanno aiutate ad espandersi, specie in terreni abbandanati. Va datto spazio alla rinnovazione tenendo conto della cenosi stessa, del cingolo di appartenza e va protetto e valorizzato. C'è il rischio che ci troviamo, per seguire la legge, enormi piantaggioni di pioppo e con il rischio di trovarsi invasi da specie aliene. Tutto, perchè ha vita vegetativa breve, i turni brevissimi. Facciamo molta attenzione attenzione e diamo spazio ai nuovi terreni di poter ospitare rinnovazione naturalwe.

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