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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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22 febbraio 2012

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Agricoltura e dissesto pedologico

di Marcello Pagliai

La degradazione del suolo rappresenta attualmente una delle emergenze planetarie ed è altrettanto evidente che rappresenta una minaccia economica per la produzione agricola sia nell’immediato che, soprattutto, nel lungo termine, nonché per la gestione delle risorse idriche.
Quindi, è assolutamente necessario tenere sotto controllo i processi degradativi del suolo, anche per l’alta vulnerabilità ai processi di degradazione dei suoli Italiani a causa della loro variabilità ambientale.
I 2/3 dei suoli del territorio nazionale sono a rischio di degradazione; l’erosione del suolo supera mediamente di 30 volte il tasso di sostenibilità (erosione tollerabile); la degradazione del suolo avvenuta negli ultimi 40 anni ha provocato una diminuzione di circa il 30% della capacità di ritenzione idrica dei suoli agricoli italiani, con un relativo accorciamento dei tempi di ritorno degli eventi meteorici in grado di provocare eventi calamitosi. Questi sono alcuni dati significativi e preoccupanti che devono far riflettere circa la situazione dei suoli e quindi dell’ambiente, alla luce anche dell’impressionante frequenza con cui si ripetono eventi catastrofici nel nostro Paese, le cui cause principali sono da attribuire a fattori antropici e, in modo particolare, al non corretto uso del suolo. Quindi, i maggiori aspetti della degradazione ambientale sono riconducibili al suolo (erosione, compattamento, formazione di croste superficiali, perdita di struttura, perdita di sostanza organica, salinizzazione, ecc.) e sono in gran parte imputabili alle attività antropiche.
La prevenzione della degradazione del suolo è, quindi, essenziale sia per la conservazione e l’uso corretto dell’acqua sia per lo sviluppo di un’agricoltura economicamente e ambientalmente sostenibile.

FOTO: Esempio di degradazione del suolo dovuta a processi erosivi insorti lungo le tracce del passaggio di macchine agricole in un vigneto lavorato in maniera convenzionale e con filari orientati secondo le linee di massima pendenza.

L’articolo è una sintesi della relazione che il dott. Pagliai svolgerà nel corso della giornata di studio sui dissesti idrogeologici, organizzata il 23 febbraio presso l’Accademia dei Georgofili.

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Commenti

Aldo Cannavò - inserito il 23/02/2012

Altro motivo di degrado ambientale che concorre al dissesto è dato dalle emissioni in atmosfera degli inceneritori dei r.s.u.,che si continua ad installare ignorando volutamente un sistema alternativo che costa meno e non inquina,che spiegherò a chi ne sia seriamente interessato. aldocannavo@fastwebmail.it

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