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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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18 aprile 2018

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Un fantomatico Punteruolo, dannoso alle palme da datteri in Liguria nell’800

di Santi Longo

Quando, nell’ottobre del 2005, ho avuto modo di verificare le prime gravi infestazioni del Punteruolo rosso Rhynchophorus ferrugineus (Olivier) sulle palme delle Canarie, ad Acireale; ho consultato il saggio di Luigi Viacava “Le Palme negli scritti di Giorgio Gallesio” pubblicato dall’Accademia dei Georgofili nel 2001 nel quale, riguardo alle “Malattie della palma”, l’Autore riporta: “i pochi cenni di Gallesio sulla Patologia delle Palme riguardano il Riscaldamento e la Carie” poiché “Gallesio frequentò soprattutto fisiologi e botanici sistematici per cui era meno portato a considerare i fitofagi che già allora provocavano danni sensibili alle palme”. A supporto di tale affermazione, riporta il passo del “Dizionario Geografico Storico, Statistico, Commerciale degli Stati di S.M. il re di Sardegna”, di Goffredo Casalis, pubblicato tra il 1833 e il 1856, riguardante “un curculionide che, in quegli anni, danneggiava gravemente i palmeti di San Remo e di Bordighera: “(…) anche questa pianta (La Palma) viene spesso danneggiata da un insetto, chiamato Calandra scabra Ol che appiattasi tra gli interstizi dei rami.”. Il Viacava, inoltre, scrive “…questo parassita deve aver danneggiato i palmeti di tutto il bacino del Mediterraneo in modo disastroso. De Kerchove de Denterghem, nella sua opera “Les Palmiers” (1878) a proposito di questo insetto afferma “…. Mais, l’ennemi le plus eredoutable de palmiers sous les tropiques, la Calandra du palmier (Calandra palmarum) appartient a la même famille que le fléau de nos greniers européens, la calandre du blé. C’est un insect au corsage noir, velouté, aux brillant élitres; il est pourvu d’une sorte de tariére tres forte, dont il se sert avec une fatale activité pour se frayer un chemin a travers le tronc des palmiers. Telle est la rapidité du travail quil’accomplis qu’en une nuit il pénetre à travers l’écorce à 6 pouces de profondeur, jusqu’au centre même de l’arbre…”. La descrizione corrisponde a quella del Punteruolo sud americano delle palme Rhynchophorus palmarum (Linnaeus, 1758), un tempo noto come Calandra palmarum. Inoltre il Viacava riporta che “… Anche von Martius citò nel terzo tomo della sua opera sulle palme l’attacco dello stesso Curculionide che nella provincia di Savona colpiva i teneri germogli della Palma” … “His locis Savonae palmae infestum insectum est Calandra scabra Ol. tenerae germina vastans”. Si trattava di un Curculionide che evidentemente danneggiava gravemente le Palme a Savona, per essere stato notato dal Martius in un molto probabile suo viaggio nella Riviera Ligure”. Il Viacava ritenendo che agli inizi dell’800 fosse presente R. palmarum (= Calandra palmarum) annota che l’insetto “attualmente … non provoca danni in Italia” e aggiunge “… Mi risulta che in Spagna e nei Paesi meridionali del bacino del Mediterraneo esso provochi invece ancora danni nei palmeti”. Negli anni’90 erano state segnalate le prime infestazioni di R. ferrugineus, nel Bacino mediterraneo, che potrebbero aver tratto in inganno l’Autore.
Per tentare di svelare il mistero dei danni causati nell’800, dal presunto Punteruolo, nella Riviera ligure, occorre tornare al Viacava che, in proposito, riporta: “Non ho trovato altro cenno al conte di Tenda e Ventimiglia de Lascaris, che nel 1836 scrisse a von Martius, a quanto pare per avere lumi per combattere la Calandra delle Palme, i cui danni sono anche accennati dal Casalis nel capitolo “Malattie della Palma”, nota n. 1. Le notizie riguardo all’assenza, nelle collezioni museali di Genova, di esemplari del genere Rhynchophorus, raccolti in Liguria, fornitemi dall’amico Roberto Poggi, del Museo civico di Storia Naturale “A. Doria” di Genova, rendono poco attendibile la segnalazione dei danni lamentati dal marchese Agostino Lascaris; che potrebbe aver letto della dannosità della “Calandra scabra” nel Sud America e, attribuendo alla Calandra la mortalità delle palme, con “molto stipiti avegeti”, …“solo per interesse scientifico” abbia interpellato l’esperto von Martius che, nella nota riportata, ..nel terzo tomo della Historia naturalis Palmarum”, trascritta dal Viacava, cita solo la lettera del marchese ma non fa cenno a dirette osservazioni da lui effettuate in Liguria.
Riguardo alla citazione del Casalis relativa al curculionide che, in quegli anni, danneggiava gravemente i palmeti di San Remo e di Bordighera. Ritengo che il Casalis, formatosi agli studi teologici e che conseguì il dottorato in Belle lettere nell’Università di Torino, si sia limitato a riprendere notizie bibliografiche senza effettuare indagini di campo.
Esistono quindi esistano fondati motivi per ritenere che il Punteruolo sudamericano non sia arrivato in Liguria nell’800, ma che la causa dei danni attribuiti alle sue infestazioni sia di altra natura. L’equivoco, presumibilmente partito dalla richiesta del marchese Lascaris, è stato alimentato dal Casalis, senza reali riscontri di campo. Il Gallesio, che ben conosceva i luoghi e le palme della Liguria, a mio avviso, non segnala nei suoi appunti di viaggio le presunte infestazioni e i danni alle palme che, per la loro spettacolarità, facilmente avrebbero superato la soglia di attenzione del poliedrico autore della monumentale Pomona Italiana.

    

Fig.1. Larva, camera pupale e adulto di Rhynchophorus ferrugineus (Olivier)


SOTTO: Palme delle Canarie infestate ad Acireale, nel 2005.



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