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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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25 gennaio 2012

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La riforma del Catasto: i Terreni

di Luciano Boanini

Con la conversione in Legge del D.L. n. 201/2011 meglio noto come “decreto salva Italia” e con le prime circolari del 2012 dell’Agenzia del Territorio si comincia a delineare la riforma del sistema catastale.
In questo primo intervento parleremo delle modifiche che intervengono nel catasto terreni lasciando poi ad un secondo intervento le modifiche al catasto fabbricati.

Nel catasto terreni  a  meno di una ordinaria autonoma suscettibilità reddituale, non ci sarà più spazio per i fabbricati diversi dai seguenti:

1.    manufatti con superficie coperta inferiore a 8 m2;
2.    serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;
3.    vasche per l'acquacoltura concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 m, purché di volumetria inferiore a 150 m3;o di accumulo per l'irrigazione dei terreni;
4.    manufatti isolati privi di copertura;
5.    tettoie, porcili, pollai, casotti,
6.    manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo.

Quindi entro il 30.11.2012 si dovrà procedere all’inventariazione di tutti gli altri fabbricati rurali ancora iscritti nel catasto terreni.
Vengono meno quindi i principi per i quali un fabbricato rurale regolarmente censito in catasto terreni deve essere necessariamente oggetto di accatastamento solo:
•    nel caso di atto tra vivi o successorio che prevede cessioni di diritti reali;
•    nel caso di nuova costruzione rurale;
•    nel caso di trasformazione del fabbricato stesso a che ne preveda :
1) l’ampliamento di volume;
2) la riduzione di volume o il frazionamento;
3) il cambio di destinazione da rurale a rurale (esempio: magazzino rurale ad abitazione rurale);
4) il cambio di destinazione per deruralizzazione parziale o totale;
•    nel caso di perdita della ruralità .

Vengono meno anche i principi per i quali un fabbricato rurale se iscritto in catasto terreni è di per se esente dall’imposta comunale (IMU) che quindi si dovrà calcolare sulle rendite catastali presunte per i suddetti fabbricati salvo conguaglio dopo l’accampionamento. La Legge chiarisce anche che l’accatastamento dovrà essere fatto in base alle normali procedure DOCFA (DM 701/1994) ed in attesa della versione aggiornata della procedure si dovranno seguire le procedure alternative indicate dall’Agenzia del Terrotorio. Ovviamente i fabbricati rurali andranno nelle categorie D/10 se non abitativi e A/6-R se abitativi.

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Commenti

Orazio La Marca - inserito il 02/02/2012

Ho letto con interesse l'articolo sulla riforma del catasto terreni incluso nella conversione in Legge del D.L. n. 201/2011, meglio noto come “decreto salva Italia” . Se ho ben inteso, oltre ai fabbricati che Boanini include nell'elenco di 6 punti riportato nell'articolo apparso sul notiziario dei Georgofili, tutti gli altri non saranno più esenti dalla tassa comunale IMU che ha sostituito l'ICI. Se ho ben inteso questa rappresenta l'enensima mannaia che si abbatte sull'agricoltura e dubito che ,passata la crisi economica, si preveda di tornare indietro. Il mio pensiero va alle Masserie pugliesi che, dalle monocellulari alle "gentilizie", rappresentano un patrimonio architettonico di notevole valore, già eroso a causa delle costose manutenzioni non sempre sostenibili per gli agricoltori. A mio avviso bisognerebbe far presente al nostro Governo che laddove si è in presenza di abitazioni più o meno lussuose è giusto che vi sia anche un'imposizione fiscale. Nella maggioranza dei casi si tratta di vecchie stalle un tempo adibite al ricovero degli equini necessari per le lavorazioni in agricoltura, di vecchie poste per la transumanza delle pecore, di frantoi in disuso, di fienili. Questi fabbricati , Visco imperante, sono stati di recente trasferiti al catasto e ad essi è stata attribuita la categoria D/10 con rendite anche elevate, non contestate in quanto in presenza di attività agricole comunque esenti dall'ICI. Con il D.L. 201/2011 temo che non saranno rari i casi di demolizioni oppure di rimozione dei tetti esattamente come è già avvenuto in passato per ragioni ancora una volta fiscali. Voi come la pensate in proposito?

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