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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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11 gennaio 2012

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Perché il giardino ci regala la salute?

di Elena Accati

La storia dell’umanità incomincia in un giardino. Fin dai tempi antichi gli uomini hanno sempre desiderato ricreare l’Eden perduto, poco importa se con le forbici del potatore, con il pennello del pittore o con la matita dello scrittore: quello che si cercava e si cerca è la relazione dell’uomo con ciò che lo circonda. Infatti vivere, lavorare ed invecchiare in città che possono essere definite luoghi di solitudine spirituale, inadatte ad accogliere l’uomo, ha spesso sviluppato disagi, malanni, paure, ansie, crisi di panico. Sono soprattutto i bambini e le persone più deboli a soffrire maggiormente per questa forma di separazione dal mondo naturale. Le possibilità curative del verde vengono prese in considerazione da due specifici ambiti disciplinari, oggetto di un’ attenta sperimentazione nei paesi anglosassoni: l’Horticultural therapy e l’Healing landascape .
La prima è una disciplina che usa le piante, l’attività di giardinaggio e l’innata affinità che vi è tra uomo e natura come mezzo professionale in programmi di terapia e di riabilitazione nei confronti di pazienti con disturbi fisici e psichici. Tale disciplina vanta una lunga storia, poggia su specifici percorsi formativi e può contare sull’attività di numerose società scientifiche. La seconda, che significa “giardino/ paesaggio curativo”, consiste nella costruzione di giardini, o semplici aiuole partendo dal presupposto che l’osservazione di un paesaggio gradevole esteticamente valido può avere effetti lenitivi nei confronti di malesseri fisici e psichici al punto da accelerarne la guarigione. Questi giardini vengono, ad esempio, spesso realizzati in ospedali e in case di cura in modo da essere visibili dalle stanze dai pazienti.
Il riconoscimento dell’importanza degli spazi a verde, come si diceva, ha una radice molto antica: esempi si ritrovano già nell’alto Egitto, nei monasteri dove si consigliava agli ammalati di passeggiare nei frutteti. A Filadelfia (USA), in un istituto psichiatrico, già a fine settecento i pazienti con problemi mentali venivano avviati alla coltivazione delle piante; sempre negli USA, ospizi per le persone private della ragione , i cosiddetti “Friends hospital”, erano collocati entro parchi, nella conduzione dei quali i pazienti erano coinvolti. Esperienze simili vengono inoltre segnalate in Spagna già all’inizio dell’ottocento.
La pratica del giardinaggio non costituisce, quindi, soltanto una possibilità terapeutica, ma rappresenta per adulti e per bambini un mezzo per cautelarsi nei confronti di eventuali malattie della sfera psichica .

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Commenti

Maurizio Conti - inserito il 19/01/2012

Sono assolutamente d'accordo con quanto così bene afferma Elena Accati, anche grazie a mia esperienza diretta. Ho avuto, ed ho tuttora, la fortuna di disporre di una casa con giardino, in campagna, e il dedicarmi alla sua manutenzione nei fine settimana e durante le vacanze, pianificarne piccole modifiche, introdurvi nuove specie, in sintonia con l'ambiente, ecc... mi ha sempre regalato grande serenità e distensione. Ciò anche grazie ad una confortante sensazione di continuità con chi lo aveva curato prima di me con la stessa dedizione. Credo che per questo sia stato coniato il termine 'green therapy' che fa il paio con 'pet therapy'.

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