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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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04 aprile 2018

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Insetti ... preziosi

di Santi Longo

Sin da tempi remoti, l’uomo ha provato nei confronti degli insetti sensazioni contrastanti, di timore, di stupore, di ribrezzo o di curiosità; ne ha fatto anche oggetto di culto e li ha utilizzati quale ornamento personale, sia interi vivi che morti, o quali modelli per la realizzazione di oggetti più o meno preziosi. In Europa, verso la metà dell’800, l’arte orafa ispirata agli insetti era popolare e raffigurava soprattutto farfalle, api, libellule, e scarabei; ancora oggi tale forma di artigianato, che utilizza materiali più o meno preziosi, è viva e, oltre alla produzione di oggetti di uso ornamentale, incentiva nuove forme di collezionismo, anche con intenti artistici e speculativi, da parte di privati.
L’ape mellifera, è uno dei soggetti preferiti da designer e orafi; il più noto gioiello antico è il “pendaglio di Mallia”, di epoca Minoica, raffigurante una coppia di api in oro, cesellata fra il 1700 e il 1550 a. C. proveniente dalla necropoli di Crysolakkos, attualmente nel Museo di Heraklion, a Creta. Al IV secolo a.C., risale la fibula greca in oro, che raffigura un’ape; mentre del VII secolo a. C., è il “Disco greco” o “Api etrusche” decorato con quattro api, raggruppate intorno a un fiore, che si trova nel Nasher Museum of Art, della Duke University, a Durham, in North Carolina. Entrambi i manufatti, sono stati realizzati con la tecnica della granulazione, adottata dai Greci nell’VIII secolo a. C, e introdotta nelle colonie della Magna Grecia, da dove è arrivata agli Etruschi. Molte specie di libellule, sono i modelli preferiti per la realizzazione di raffinati oggetti ornamentali e di oreficeria; in Sudamerica, gli indigeni montavano su bastoncini, da infilare in fori del naso. le ali iridescenti di alcune specie. Le grandi ali, dai colori smaglianti, di molte farfalle, sono una inesauribile fonte di ispirazione per artisti e artigiani. I monili che raffigurano farfalle sono i preferiti e i più richiesti. Gli antichi popoli del Sudamerica utilizzavano, a scopo decorativo, le ali dei maschi del genere Morpho, la cui colorazione metallica iridescente è dovuta ai diversi strati di microscopiche squame presenti sulla superficie dell'ala che, riflettendo la luce incidente, creano un fenomeno di interferenza ottica. Attualmente, in relazione ai divieti posti dalle autorità locali, Morpho menelao viene allevata in appositi insettari, per rifornire artigiani, collezionisti e le numerose Butterfy house presenti in tutto il mondo. Gli Scarabei stercorari erano raffigurati, oltre 6000 anni fa, negli ornamenti degli Egizi i quali credevano che questi insetti erano la forza che muoveva il sole attraverso il cielo, allo stesso modo con il quale facevano rotolare sul suolo una pallottola di sterco e poiché il sole risorgeva ogni giorno, l’amuleto raffigurante lo scarabeo, posto sulla mummia, ne assicurava la rinascita. Altri coleotteri erano sacri agli Egizi, come testimoniato dal ritrovamento di vasi, risalenti a 5.000 anni fa, contenenti resti di Elateridi e di Buprestidi. Le elitre di quest’ultimi coleotteri, che comprendono specie dai brillanti colori metallici verdi, blu, rossi, dorati, venivano utilizzate come pigmento, e sono stati ritrovati in un bastone del tesoro del faraone Tutanhkamon. Amuleti d’oro, di calcite o di maiolica raffiguranti il Buprestide Steraspis squamosa, venivano sovrapposti alle collane delle mummie; l’insetto è anche raffigurato nella testa dei chiodi che tengono insieme i paletti di legno del baldacchino del letto, rivestito d’oro, della madre del faraone Cheope. Gli Indios Jivaros dell’Ecuador, feroci cacciatori di teste, si ornavano con orecchini realizzati con le splendenti elitre di Buprestidi. Anche gli Elateridi, nell’antico Egitto, avevano un significato simbolico ed erano presenti nella base degli scettri uas: bastoni con la testa stilizzata di un animale, considerati i pilastri che sostenevano il cielo e veicolavano alla madre terra le energie provenienti dal cielo. Nell’area dei Caraibi e in Messico, il luminosissimo Pyrophorus noctilucus, dotato di meccanismi di luminescenza simili a quelli delle lucciole, è stato usato vivo, come ornamento notturno, infilzato nelle forcine per capelli, o chiuso in sacchetti di garza da attaccare sui vestiti. Nell’isola di Santo Domingo, in occasione di alcune festività, numerosi esemplari dell’elateride vengono legati intorno al capo di giovani fantini che, si lanciano al galoppo sui loro cavalli, producendo, di notte, suggestivi effetti luminosi.
In Messico vengono usati, a scopo decorativo, gli adulti del Tenebrioideo Zopherus chilensis, il cui dermascheletro particolarmente duro e resistente, viene decorato con lustrini e strass, e fissato a una catena d’oro, con spilla; ufficialmente la vendita è proibita, ma, nonostante il divieto, ancora oggi, in alcune regioni, abili gioiellieri realizzano, discutibili monili viventi, che vengono esposti in cataloghi e offerti in vendita anche per via telematica. Nello Yucatan, in base a una leggenda Maya, tali spille, note come Makech, vengono donate come simbolo di amore e di longevità anche se, in queste condizioni, il longevo insetto sopravvive al massimo un paio di settimane.
        
Fig.1 Variopinte farfalle in metallo

Fig.2 “Disco greco” o “Api etrusche” decorato con quattro api, raggruppate intorno a un fiore



Fig.3 Spille, realizzate con adulti vivi di Zopherus chilensis, note come Makech


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