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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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14 marzo 2018

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Le api e le velenose Dature

di Santi Longo

L’ape occidentale, Apis mellifera, è una specie sociale polimorfa, dotata di caratteristiche biologiche ed etologiche peculiari che ne hanno reso possibile l’allevamento razionale in quasi tutte le parti del mondo. Nelle zone dove è stata introdotta, la specie, di origine africana, è venuta spesso a contatto con fiori sconosciuti dai quali, grazie alla capacità di adattamento e di soluzione di nuovi problemi, ha trovato modo di prelevare nettare e polline, assicurando così, oltre alla produzione di miele e cera, l’impollinazione incrociata delle piante entomogame. Interessante è il rapporto fra ape mellifera e alcune Solanacee sudamericane del genere Datura, a fioritura notturna, che sono state introdotte in Europa a scopo terapeutico e ornamentale. In Italia, sono presenti: Datura stramonium L., D. ferox L., D. inoxia Miller, D. metel (L.) e altre ottenute, per selezione e ibridazione, a fini ornamentali. Sono piante arbustive che raggiungono, in genere, una altezza da 0,50 a 1,5 metri. Su steli e foglie sono presenti corti e morbidi peli grigi, che conferiscono alla pianta un aspetto grigiastro. I fiori, generalmente bianchi e profumati; hanno forma di tromba, e sono lunghi fino a 19 cm. La fioritura va dall’inizio dell’estate fino al tardo autunno. Tutte le specie sono velenose a causa dell'elevata concentrazione degli alcaloidi scopolamina, atropina e iosciamina, che conferiscono alla pianta proprietà narcotiche, sedative e allucinogene. E’ noto che gli sciamani peruviani, nel corso di determinate cerimonie religiose, ricorrevano anche alle proprietà delle Dature, per raggiungere un temporaneo stato ipnotico di "trance". In molte zone antropizzate della Sicilia orientale, D. inoxia e D. metel, si stanno notevolmente diffondendo con la movimentazione e il riporto di terra.
Di norma, le api mellifere sono attive fuori dall’alveare durante le ore diurne, orientandosi con la posizione del sole e, pertanto, i fiori con antesi serale e notturna, solo raramente vengono da esse visitati. Sui fiori di D. inoxia e di D. metel, alcune operaie di A. mellifera iniziano a bottinare il polline all’imbrunire, subito dopo l’antesi, e cessano le visite dopo circa mezz’ora, al sopraggiungere delle tenebre. Sulle antere di ciascun fiore, esse si soffermano per circa 10 secondi ricoprendosi di polline; successivamente visitano altri fiori, fino al riempimento delle cestelle con bianche pallottole di polline. Durante le visite le api non scendono alla base della corolla tubolare e non prelevano nettare. Il limitato numero di piante e di fiori di Datura di norma presenti, nonché il modesto numero di operaie, che bottinano polline per un breve arco di tempo, sufficiente solo ad assicurare l’impollinazione, non consente di effettuare abbondanti raccolte di polline. Il mattino seguente, le api perdono interesse per i fiori ancora aperti, che attraggono Tisanotteri, Ditteri e Lepidotteri. Il comportamento delle api evita l’accumulo, nell’alveare, di polline e di nettare delle velenose Dature il cui nettare è innocuo per le api ma, quando trasformato in miele, diventa tossico/inebriante per l’uomo al pari di quelli dell’Oleandro (Nerium oleander) e dell’Euforbia (Euphorbia marginata), sui cui fiori, in Sicilia, non mi è capitato di osservare api bottinatrici.
        

Fig. 1. Api bottinatrici su Datura inoxia


Fig.2. Fioritura notturna di D. inoxia alle falde dell’Etna




Fig.3. Datura metel insediatasi in un’area spartitraffico a Catania.

 

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