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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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04 ottobre 2017

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Le sfide del futuro per l’alimentazione globale

di Alessandro Bozzini

Tenuto conto che, a livello mondiale, in base ad una serie di analisi recentemente effettuate, è ormai chiaro che l’estensione di nuovi terreni da destinare all’agricoltura sono limitati ad un possibile incremento di non più del 5% del totale attuale, a meno di provocare gravi squilibri ambientali. Non resta che concludere che sarà necessario perseguire un ulteriore aumento della produttività dei terreni agrari già esistenti.
L’incremento della produttività alimentare verificatosi dagli anni ’50 a metà anni ’80 dovrebbe fornire agli attuali responsabili dello sviluppo umano una chiara indicazione sul da farsi: solo con un nuovo ed adeguato sforzo finanziario, che permetta un ulteriore importante contributo alla ricerca applicata nei vari settori coinvolti, si potrà fornire all’umanità il cibo necessario per il prossimo futuro.
Già nel 52° volume della rivista “Crop Science” del Maggio-Giugno 2012, ben 18 membri della Crop Science Society of America hanno pubblicato una nota riguardo i principali problemi della produzione vegetale, che si dovranno affrontare nell’attuale secolo. Questa pubblicazione riassume una serie di studi ed incontri scientifici che questa Società ha condotto dal 2009 al 2012. Riteniamo utile riportare in sintesi i risultati, anche perché dopo 5 anni le cose non sono certo cambiate. 
La pubblicazione, dopo di aver sottolineato che l’obiettivo fondamentale della Società umana è “assicurare una adeguata e sostenibile produzione di cibo per l’uomo, di alimenti per gli animali domestici, di energia e di fibre per la sempre crescente popolazione mondiale”, ha identificato 6 grandi sfide e quindi obiettivi fondamentali da conseguire in futuro con strumenti, tecnologie e soluzioni adeguate a risolvere appunto tali principali future problematiche del settore. Riteniamo inoltre che i suggerimenti avanzati possano avere una valenza globale, non solo limitata agli USA.

La prima sfida è stata identificata nella selezione e costituzione di specie e varietà che possano adattarsi ai nuovi cambiamenti climatici attesi, cioè agli stress abiotici. Tutto ciò con particolare riferimento ad ottenere conoscenze di base riguardo caratteri, geni e germoplasma che possano essere utili per controllare tali importanti cambiamenti, con particolare riferimento ai due principali stress ambientali: temperature estreme e siccità. Dovranno essere costituite cultivar che permettano di ottenere produzioni valide anche in presenza di tali stress. Per raggiungere lo scopo saranno necessarie strutture e personale esperto dedicati a tali problemi, per sostenere la ricerca che dovrà essere necessariamente a medio e lungo termine e comprendere le specie più importanti.

La seconda sfida è rappresentata dallo sviluppo di cultivar resistenti agli stress biotici. La globalizzazione dei mercati, le pratiche agronomiche generalmente applicate, l’omogeneità di buona parte del materiale genetico oggi utilizzato, il continuo evolversi genetico e fisiologico dei parassiti vegetali ed animali che periodicamente superano le difese delle specie agrarie, rendono le produzioni sempre più legate a tecnologie genetiche, biologiche e chimiche complesse e costose. Con la ricerca potranno essere identificate resistenze più efficaci e durature, realizzando una maggiore stabilità delle produzioni ed una migliore salubrità dei prodotti alimentari ottenuti. 

La terza sfida è stata identificata nella costituzione di nuove cultivar capaci di produrre anche in suoli marginali e difficili, di scarsa fertilità, con più limitati input esterni (in particolare di acqua e fertilizzanti, con particolare riferimento all’azoto).
La quarta sfida è stata identificata nel miglioramento dei sistemi di coltivazione. L’agricoltura è da sempre soggetta a cambiamenti legati alle varie e diverse pratiche agricole (specie allevate, lavorazioni del suolo, irrigazione, consociazioni, uso di vari fertilizzanti, controllo delle infestanti e dei parassiti ecc.). Si dovranno identificare le pratiche più idonee ad ottenere sistemi di coltivazione più semplici, più economici e più produttivi e che, al tempo stesso, siano più sostenibili e tali da garantire la produttività e la qualità dei prodotti anche in futuro. Le pratiche agronomiche legate alla sostenibilità delle coltivazioni, in particolare con la limitazione delle lavorazioni dei suoli, le semine sul sodo, ecc., potranno portare un contributo importante.

La quinta sfida è rappresentata dalla produzione di biocombustibili. La coltivazione di vegetali per ottenere energia, da utilizzare anche nella produzione agricola, in un prossimo futuro, è destinata ad aumentare. Le specie coltivate che possono fornire prodotti da convertire in etanolo ed in biodiesel dovranno essere ottimizzate per produrre con minimi apporti di input ed usando aree marginali. Si dovrà minimizzare anche la loro competizione con le specie alimentari, utilizzando anche i sottoprodotti di specie alimentari ed utilizzando idonee specie perennanti.  I biocombustibili potranno essere sempre più utili e necessari in aree povere e lontane dalle fonti energetiche convenzionali.

La sesta sfida riguarda la conservazione e l’utilizzo delle Biorisorse esistenti.
Buona parte dei risultati ottenibili nelle precedenti sfide è legata alla disponibilità di germoplasma vegetale presente nelle specie coltivate ed in quelle selvatiche affini e nella conoscenza genomica che man mano potrà fornire informazioni sui geni utili da utilizzare col Miglioramento Genetico, quali ad esempio la perennità nei cereali e nelle principali specie alimentari, oggi annuali. Una strategia che coinvolga competenze complementari nella conoscenza del germoplasma finora utilizzato e quello che potrebbe contribuire alla soluzione di vari problemi legati al controllo ed alla utilizzazione di ambienti difficili e marginali, sarà fondamentale per il progresso necessario.

Tutte queste sfide primarie identificate dovrebbero rappresentare aree prioritarie di ricerca per sopperire alle future necessità alimentari umane. Resta ovvio che queste aree di intervento dovranno poter disporre di finanziamenti pubblici e privati adeguati in quantità e con la continuità necessarie e di strutture di ricerca dotate di tutte le necessarie competenze opportunamente coordinate in programmi finalizzati di appropriata durata.
Di fronte ad una domanda di cibo che implica un coinvolgimento globale anche sull’ambiente e sulla salvaguardia delle risorse naturali, è nostro dovere sottolineare l’importanza dell’obiettivo da raggiungere e di intensificare il dialogo con l’intera Società umana, che dovrà provvedere a fornire le risorse necessarie per una soluzione tempestiva del problema alimentare presente e futuro. Ed è anche per questa ragione che abbiamo ritenuto importante diffondere queste informazioni.




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