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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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27 settembre 2017

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La cimicetta del mandorlo

di Santi Longo

Il favorevole andamento del mercato, ha suscitato rinnovato interesse verso la mandorlicoltura anche in Sicilia, dove la coltura, per la quale è stato predisposto il Disciplinare di produzione “Mandorla di Sicilia, ha antiche e consolidate tradizioni. Abbandonati, o riconvertiti, i vecchi impianti non irrigui, in coltura promiscua, che valorizzavano le notevoli capacità di resistenza all’aridità e al calcare del Mandorlo, nei nuovi impianti irrigui, vengono adottate razionali tecniche colturali e vengono introdotte cultivar più produttive. In tale contesto la razionale difesa fitosanitaria concorre a ridurre i costi di produzione limitando nel contempo gli effetti secondari degli interventi fitosanitari. Delle oltre 50 specie di insetti segnalate su mandorlo in Italia, il Rincote Eterottero Monosteira unicostata Muls. et Rey. è il più diffuso e, in relazione alla sua polifagia, sviluppa anche su numerose piante di interesse agrario (Ciliegio, Prugno) e forestale (Pioppo, Betulla e Salice) sulle quali pullula, soprattutto nel periodo estivo-autunnale, provocando vistosi ingiallimenti delle foglie e filloptosi. La specie è presente in tutte le aree del Bacino mediterraneo, ove è coltivato il Mandorlo.
Gli adulti, di colore isabellino, lunghi 2-2,5 mm, hanno i bordi posteriori del pronoto, convergenti e terminanti a punta; sulle ali anteriori sono presenti macchie brune. Gli stadi preimmaginali (neanidi e ninfe) sono di colore bianco con macchie brune. Di norma compie 3 generazioni annuali e sverna da adulto in ripari vari (lettiere, cortecce, ecc.). Gli adulti svernanti, in primavera, si portano sulla chioma, si alimentano e si accoppiano; le femmine depongono le uova nel parenchima della pagina inferiore delle foglie, ai lati della nervatura principale. Gli adulti della prima generazione compaiono in luglio, quelli della seconda in agosto-settembre e quelli della terza in settembre-ottobre. La densità di popolazione aumenta in maniera esponenziale nel corso delle varie generazioni raggiungendo il massimo in autunno.
Sulla pagina inferiore delle foglie sono presenti i caratteristici escrementi neri puntiformi. Gli adulti, se disturbati, possono infastidire i frequentatori di parchi e giardini, ma soprattutto nei mandorleti, ove pullulano nel periodo della raccolta, disturbano l’attività degli operatori riducendone il rendimento; per limitare tali fastidi, poco prima della raccolta, vengono talvolta effettuati trattamenti adulticidi che concorrono anche a limitare la filloptosi e lo stress dellapiante.
I fattori biotici di contenimento, rappresentati da predatori Eterotteri Antocoridi del genere Orius, non sono in grado di contenerne le pullulazioni. Maggiore efficacia hanno i fattori climatici e la diversa suscettibilità varietale. Indagini sull’intensità di popolazione della Cimicetta, su alcune cv presenti nella collezione varietale dell’Azienda agraria dell’Università di Catania, hanno evidenziato che la cv Tuono è quella maggiormente soggetta all’infestazione, seguita, in ordine decrescente, dalle cv Nonpareil, Texas, Vinci a tutti, Ferragnes e, infine, dall’autoctona Pizzuta d’Avola, che è risultata la meno attrattiva fra quelle indagate. 

Fig.1.  Giovane mandorleto in provincia di Catania.

Fig.2.  Colonia ed escrementi neri di Monosteira unicostata sulla pagina inferiore della foglia

Fig.3   Declorofillazioni sulla pagina superiore della foglie


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