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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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06 settembre 2017

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Future Priorità per la Produzione Alimentare Globale e Nazionale

di Alessandro Bozzini

Ci saranno importanti problemi da affrontare in futuro:

1) L’ Incremento della popolazione mondiale: dai 7 Miliardi attuali ai 9 Miliardi nel 2030- 2040.
2) L’ Incremento della durata della vita: oggi in Giappone, Italia, Svizzera la durata media di 80 anni. Un secolo fa era di 45 anni.
3) L’ urbanizzazione galoppante: solo un secolo fa il 20% della popolazione viveva nelle città. Oggi ha superato il 50%.
4) L’ incremento della domanda di alimenti: tra 20-30 anni si presume un aumento globale della domanda del 100%. In Italia siamo oggi autosufficienti solo per il 50% della domanda interna.
5) Il decremento della disponibilità di terreni coltivabili per persona (in Australia disponibili 20.000 mq; in Italia 2.000 mq; in Egitto 350 mq).

Oggi solo una dozzina di Paesi su oltre 200 sono importanti esportatori di prodotti alimentari di base (cereali, leguminose da granella, oleaginose): Canada, USA, Brasile, Argentina, Australia, Russia, Ucraina, Usbekistan, Tajikistan, Francia, Malesia.

In Italia importiamo ogni anno: l’80% - 90% del fabbisogno di soia, il 30% - del fabbisogno di mais, il 50% - 60% del fabbisogno di grano tenero, il  30% - del fabbisogno di grano duro. Oltre a latte e latticini, carne, frutta, verdura ecc.

La situazione alimentare nel Mondo: 1 miliardo di affamati, 1 miliardo di malnutriti per tipo di cibo, 2 miliardi di obesi e di sovrappeso, 3 miliardi di “normali”.

Alla luce di queste premesse è chiaro quanto ormai sia oggi necessaria una ri-valutazione globale dell’importanza della produzione agricola ed alimentare.


Ci sono interessanti innovazioni da sviluppare: in particolare mediante l’uso del Miglioramento genetico e di Tecnologie avanzate.

A livello Agronomico, con tecnologie che permettano di ottenere l’incremento della sostanza organica nei terreni agrari, oggi ridotta ad es. in Italia a livelli dell’1%- 1,5% dai 3,0% - 3,5% di 30-40 anni fa. Tale incremento aumenterebbe la fertilità del terreno così da anche intrappolare per molti anni nel suolo la CO2 (riducendo l’effetto serra nell’atmosfera).
A livello ambientale  
- Cercando di adattare le piante e gli animali all’ambiente di residenza e non viceversa, come finora generalmente perseguito.
- Con l’introduzione della pluriannuità nei più importanti cereali, leguminose da granella ed oleaginose si aumenterebbero la sostenibilità e l’economicità delle coltivazioni.
A livello biologico 
-  Con nuove recenti tecnologie di vaccinazione delle piante si potrà aumentare la resistenza contro vari parassiti.
-  Con l’introduzione nei cereali ed oleaginose (possibilmente perenni) di microflora utile (micorrize e batteri azotofissatori simbionti, anche trasmissibili per seme) si potrà aumentare l’economicità delle coltivazioni.
A livello biochimico e nutrizionale
-  Con l’introduzione di varietà resistenti a sostanze dannose (sali, elementi velenosi ecc.) si potrebbero usare territori oggi non utilizzabili.
- Con l’arricchimento dei vegetali eduli con aminoacidi essenziali, vitamine, microelementi e sostanze nutraceutiche si potrà incrementare l’uso di frutta e verdura nella nutrizione umana, in parziale sostituzione di alimenti di origine animale.
A livello economico
-  Con la limitazione delle perdite dei prodotti alimentari pre- e post- raccolta si potranno rendere utilizzabili alimenti ora non usati.
- Con lo sviluppo di varietà e tecnologie che permettano un uso energetico e/o farmacologico dei sottoprodotti delle colture alimentari si potranno avere importanti vantaggi economici e sociali.



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