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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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19 luglio 2017

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Servizio Civile per affrontare i problemi ambientali

di Alessandro Bozzini

Una importante conseguenza dello sviluppo della Comunità Europea è stata l’assenza di eventi bellici che gli Stati membri hanno goduto nell’ultimo mezzo secolo. Il tutto dopo oltre tre secoli di guerre che hanno coinvolto le nazioni europee, culminate particolarmente nelle due ultime guerre mondiali, con oltre 30 milioni di morti. Un’altra conseguenza importante è stata, nel nostro Paese, l’abolizione della ferma militare che aveva coinvolto milioni di giovani fino agli anni ’70. Successivamente i militari hanno coinvolto solo personale volontario per circa il 10% del personale militare anteriore, ma con la conservazione della maggior parte delle sue strutture (caserme, vasti territori e basi terrestri, aeree e navali ecc.), precedentemente usate per ospitare il personale e le attrezzature dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica). In passato la ferma militare aveva la durata di oltre un anno, con circa un milione di personale sotto le armi,  coinvolto nell’addestramento militare utile nel caso di conflitti in cui il nostro Paese poteva essere coinvolto. Oggi, rispetto ad un secolo fa, agli inizi del ‘900, la situazione ambientale, la presenza umana nel territorio nazionale, i consumi energetici, le industrie, le comunicazioni ed il modo di vivere in generale, sono profondamente cambiati. La popolazione è più che raddoppiata (anche non considerando le emigrazioni del passato) e si è accumulata nelle città, abbandonando le aree rurali e quindi non più curando il relativo territorio. Inoltre, anche considerando solo l’ultimo mezzo secolo, la superficie coltivata, allora pari a 17 milioni di ettari si è oggi ridotta a 12 milioni a causa dell’urbanizzazione, della diffusione dell’industria e dei servizi, della elevata estensione delle comunicazioni stradali e ferroviarie e dell’abbandono di molte aree montane, declivi e collinari e quindi anche della loro manutenzione idrica e terrestre. Molte città italiane hanno ormai milioni o centinaia di migliaia di abitanti che producono reflui in sempre maggiore quantità, che usano milioni di automezzi che consumano enormi quantità di carburanti di origine fossile, che aumentano la quantità di anidride carbonica ed altri gas-serra nell’atmosfera, causando sempre maggiori variazioni ambientali: inondazioni, frane, erosione di suoli scoscesi, incendi di aree boschive e rurali ecc. Il tutto con sempre minori attività di manutenzione delle strade e delle aree coltivate e non, dovute anche alla notevole diminuzione della popolazione nei villaggi dislocati in aree difficili, molto frequenti nel nostro Paese. Inoltre, molte industrie producono reflui di difficile e costoso controllo, che in molte aree hanno prodotto inquinamenti di difficile ricupero. Particolarmente in molte aree rurali e marginali delle città più popolate sono sempre maggiori gli inquinamenti ambientali di difficile controllo e cura anche a causa della diminuzione del personale anteriormente addetto alla manutenzione nelle città, nei villaggi e nelle aree campestri. Inoltre, non ostante gli sforzi di molti agricoltori che cercano di utilizzare appropriate tecnologie per la coltivazione degli alimenti che vengono utilizzati dalla nostra popolazione, molti degli alimenti prodotti subiscono le conseguenze del nostro inquinamento ambientale, con possibili gravi disagi alimentari, oltre alle importazioni di alimenti di base (intorno alla metà della quantità necessaria al nostro Paese !) che spesso provengono, per il loro basso costo, da Paesi in cui il controllo qualitativo delle produzioni sono scarse o addirittura inesistenti. In sintesi, oggigiorno ci troviamo ad affrontare problematiche ambientali molto importanti senza la disponibilità di mano d’opera e di cure ambientali che producano interventi idonei a prevenire gravi od addirittura gravissime conseguenze territoriali (inondazioni, frane, gravi inquinamenti ambientali ecc.) in cui il costo della necessaria riparazione è altamente sproporzionato a quello della manutenzione. Di fatto manca, particolarmente nelle aree rurali, montane e periferiche cittadine, personale che possa essere impiegato per prevenire possibili e frequenti disastri ambientali legati anche a prevedibili calamità naturali od alla incuria od inerzia umane. Crediamo che si possa proporre un efficace contrasto a tale situazione ricorrendo alla istituzione di un Servizio Civile, che in qualche modo sostituisca il passato Servizio Militare, richiamando i giovani (in questo caso sia maschi che femmine) per un periodo di 6-7 mesi, utilizzando le strutture abitative, parte dei mezzi tecnici e del personale militare già usati per la ferma militare ed ancora disponibili, oltre ad altro personale tecnico idoneo già presente nei Comuni, nelle Regioni e nello Stato. Una prima fase di 1-2 mesi dovrebbe essere dedicata alla preparazione tecnica del personale e la seconda fase di 5-6 mesi alle attività operative di controllo ambientale. Il personale dovrebbe essere dislocato in funzione della popolosità, della estensione e della fragilità dei territori regionali e della disponibilità abitativa esistente, con specializzazione per le aree montane, collinari, costiere, periurbane e rurali, anche utilizzando i giovani provenienti da tali aree. I componenti maschili dovrebbero essere destinati a compiti fisicamente più impegnativi ed alle componenti femminili quelli più educativi per le popolazioni esistenti. Ovviamente il Servizio Civile dovrebbe collaborare con tutte le Autorità Comunali, Regionali e Statali, utilizzando le strutture ed i mezzi tecnici esistenti e disponibili, stabilendo, di comune accordo, le priorità ed il personale per i vari interventi necessari e possibili. Oltre che fornire la mano d’opera necessaria per tali interventi, i componenti del Servizio Civile dovrebbero anche poter usare le attrezzature ed il personale già presente in altre Organizzazioni già operative (Vigili del fuoco, Nettezza urbana, ex Guardie Forestali ecc.). Si ritiene che tali attività possano anche aiutare i giovani e le giovani impiegati, a conoscere operativamente i problemi ambientali ed eventualmente anche ad operare successivamente in tale settore ed essere anche selezionati per essere assunti dal Servizio Militare, avendo conosciuto anche le modalità di azione ed il comportamento di tale tipo di servizio sociale. Il Servizio Civile potrebbe anche collaborare con altre Autorità cui compete la gestione degli emigranti per il loro inserimento nella società civile nazionale. Evidentemente tale Servizio Civile dovrà avere un suo Statuto in cui siano espresse le sue finalità, la sua organizzazione ed i compiti affidati, oltre al Ministero cui fare riferimento. Per quanto riguarda il Finanziamento di tale attività, dovrà essere nominato un gruppo di Esperti che dovrà fornire le necessarie previsioni di spesa annuale, per la decisione finale governativa.



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