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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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05 luglio 2017

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Innovazione, formazione, lavoro e qualità sono il futuro dell’agricoltura

di Ivano Valmori

Il 4 luglio scorso l’Accademia dei Georgofili ha promosso una giornata di studio sul tema “Impresa e lavoro nel settore agricolo, agroalimentare e forestale in Toscana: analisi e riflessioni per prospettive di studio e ricerca”.
L’iniziativa ha permesso di affrontare, con questo primo confronto tra gli operatori economici del mondo agricolo-forestale e agroalimentare, l’importante tema del lavoro sotto i vari aspetti occupazionali. Qualità del lavoro, fabbisogni formativi, nuove figure professionali, innovazione tecnica e organizzativa, imprenditorialità, rappresentano tematiche di rilievo in un momento in cui al settore agricolo e agroalimentare sono rivolte le attenzioni anche da parte di giovani in cerca di prima occupazione. 
La giornata inoltre ha permesso di individuare l’interesse degli operatori economici e dei sindacati allo svolgimento di analisi socio-economiche volte ad esplorare il mondo produttivo agroalimentare toscano sul piano della qualità dell’impresa, del lavoro e della istruzione e formazione e della qualità delle relazioni di filiera al fine di fornire strumenti conoscitivi atti a favorire la creazione di un compiuto e coerente sistema integrato agroalimentare. 
L’apertura dei lavori è stata affidata a Giampiero Maracchi, presidente dell’Accademia dei Georgofili che, nell’accogliere i partecipanti, ha voluto sottolineare l’importanza delle tematiche affrontate ed i risvolti economici e sociali che ruotano attorno al settore agroalimentare.
I saluti istituzionali sono stati affidati a Simone Cappelli, dell’Assessorato al Lavoro e Formazione, della Regione Toscana che, nell’inquadrare la problematica, ha sottolineato la consapevolezza delle istituzioni sull’evoluzione in atto nel settore agricolo e sulle dinamiche che lo regolano.
In qualità di Direttore responsabile di AgroNotizie ho avuto il piacere di coordinare i lavori.
Interessanti i dati forniti da Roberto Scalacci Direttore del Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Toscana, che ha evidenziato gli stanziamenti avvenuti a favore del lavoro in agricoltura attraverso il PSR che prevede, tra l’altro, una dotazione di 120 milioni di euro per l’insediamento di attività giovanili nel settore
Due le relazioni introduttive (che AgroNotizie mette a disposizione dei lettori ai seguenti link:
http://agronotizie.imagelinenetwork.com/materiali/Varie/File/AgroInnovation/prima-presentazione-luglio-2017-maria-carmela-macri-fonte-agronotizie-accademia-georgofili.pdf
http://agronotizie.imagelinenetwork.com/materiali/Varie/File/AgroInnovation/seconda-presentazione-stefano-casini-benvenuti-simone-pertini-luglio-2017-fonte-agronotizie-accademia-georgofili.pdf)

La prima è stata svolta da Maria Carmela Macrì del Centro Politiche e Bioeconomia del CREA ed ha affrontato il tema “Dinamiche e caratteristiche dell’occupazione nel settore agroalimentare in Italia”.
Grazie all’elaborazione di dati Istat, Inps, Rica e Censimento agricoltura è emerso che il lavoro in agricoltura occupa il 3,7% del lavoro complessivo, che il lavoro dipendente ha superato il lavoro autonomo, che esiste una reale differenza tra le diverse regioni italiane per quanto riguarda il livello occupazionale, che stanno aumentando molto gli occupati stranieri, che l’agricoltura è un settore prevalentemente maschile e che il tasso di irregolarità in agricoltura è superiore rispetto a tutti gli altri settori (raggiungendo il 22,3% nel 2013).
Tutte informazioni sono state elaborate sulla base di dati molto frammentari (ogni regione raccoglie le informazioni con modalità proprie), poco disponibili, poco dettagliati e con basso livello di precisione e aggiornamento. In pratica è emerso che non esiste una vera e propria “cultura della pianificazione” nel settore del lavoro agricolo perché non esiste una base dati realmente aggiornata e creata a questi fini. 
La seconda relazione, a firma di Stefano Casini Benvenuti e Simone Bertini dell’Irpet è stata presentata dallo stesso Simone Bertini ed ha affrontato il tema “Il lavoro nelle imprese toscane dell'agricoltura e della trasformazione”.
E’ emerso che oltre la metà degli agricoltori toscani ha più di 60 anni, mentre i giovani sotto ai 40 anni ammontano a meno del 10% del totale. Tuttavia, si stima che le aziende condotte dai giovani abbiano una produttività maggiore rispetto alle altre di circa il 7%.
Altro dato interessate è che, a differenza del resto dell’economia in costante flessione, la produzione toscana a prezzi correnti e con anno di riferimento 2010 è cresciuta del 16% e il valore aggiunto a prezzi correnti del 13%. 
La Toscana si dimostra una regione molto dinamica, vocata alla produzione agricola, con export in aumento, con tassi di lavoro irregolare inferiore rispetto alla media nazionale e con la massima presenza di agriturismi e attività di ricezione agricola (con oltre 3,5 milioni di presenze all’anno).
Tutti questi dati, queste informazioni e questi spunti sono stati alla base della tavola rotonda a cui hanno partecipato:
Antonio De Concilio, Coldiretti Toscana 
Luca Brunelli, CIA Toscana

Luca Giannozzi, Confagricoltura Toscana
Andrea Fabianelli, Confindustria agroalimentare Toscana 
Patrizio Giorni, FAI CISL Toscana e FLAI CGIL Toscana e UILA Toscana 
Valter Profili, CONAF - Federazione Regionale Toscana dei Dottori Agronomi e Forestali 
Riccardo Nencini, LegaCOOP Agroalimentare Toscana e Fedagri Toscana
Giovan Battista Donati, Confartigianato imprese Toscana 
Roberto Rappuoli, CNA Agroalimentare Toscana 

Un confronto e una condivisione “a tutto tondo” che ha evidenziato una coesione tra i vari attori della filiera e una crescente consapevolezza che, lavorando con visioni comuni, si possono ottenere risultati di tutto rispetto.
In particolare dal dibattito sono emersi contributi che hanno permesso alle varie categorie economiche e alle istituzioni presenti una serie di spunti di riflessione utili per meglio definire le future politiche del lavoro anche utilizzando le opportunità che i programmi regionali, nazionali ed europei offrono agli operatori (come i finanziamenti alla ricerca scientifica). 
Le conclusioni dei lavori sono stati affidati a Ivan Malevolti dell’Accademia dei Georgofili che ha delineato una serie di “argomenti” che potranno essere oggetto di studio e approfondimento da parte degli accademici al fine di favorire la crescita di questo importante comparto.
Nei saluti finali Carlo Chiostri dell’Accademia dei Georgofili ha auspicato che questa prima esperienza rivolta alla Toscana sia il preludio di un’analoga analisi a livello nazionale.

Da parte mia, ho raccolto le 5 parole che maggiormente hanno identificato la giornata:

Dato
La prima parola è dato. Mancano i dati da elaborare, sono frammentari, non sono disponibili ma… senza dati non si pianifica e, per di più, non si riesce a raccontare la storia del prodotto alimentare. Anche nel settore “lavoro in agricoltura” servono più dati che devono arrivare dall'azienda agricola.

Investimento
La seconda è investimento. Il lavoro visto come un investimento e non come un costo. Per un'azienda agricola parliamo di investimento nella risorsa lavoro, che va vissuto attraverso la conoscenza da parte dei lavoratori, la crescita culturale da parte degli addetti ai lavori. L'innovazione e la pianificazione non possono arrivare alle aziende agricole se non si investe nel "capitale lavoro" per aumentarne cultura e formazione.

Trasparenza
La terza è trasparenza. Se vogliamo che il Made in Italy agroalimentare si contraddistingua e acquisisca il vantaggio competitivo, le specificità dell'agricoltura toscana e italiana in genere devono essere valorizzate. Tracciabilità, onestà e professionalità sono pilastri per il lavoro nelle aziende agricole italiane e per creare un dialogo diretto con il consumatore.

Divario
La quarta parola è divario. Un divario che si sta sempre ampliando tra la piccola azienda, con le garanzie che deve assicurare al consumatore, e chi decide di "diventare grande" ed ha la consapevolezza di quanto deve fare per adattarsi alle richieste normative e di mercato.

Insieme
L'ultima parola è "insieme". Sta crescendo sempre di più la consapevolezza che solo insieme le aziende, le filiere e le persone potranno ottenere i risultati auspicati nella valorizzazione delle eccellenze del “Made in Italy” e del “Made in Tuscany”. Unendo le competenze, le esperienze e le visioni e condividendo gli obiettivi tutto il comparto agricolo potrà ottenere grandi vantaggi.

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Durante l’avvio dei lavori è stato siglato anche il protocollo di intesa tra Image Line e Accademia dei Georgofili (foto sotto), al fine di attuare una serie di attività a favore della divulgazione e della valorizzazione delle attività di ricerca, prima tra tutte la creazione di sei borse di studio per le migliori tesi di laurea nel settore della difesa delle colture, della fertilizzazione, della meccanizzazione agricola, del miglioramento genetico, dell’agrometeorologia e dell’agricoltura digitate che verranno assegnate all’apertura del prossimo Anno Accademico.




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