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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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05 ottobre 2016

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Gli animali nell’arte e nella letteratura

di Santa Fizzarotti Selvaggi e Dario Cianci

 … la gioia/d’esser cane e d’esser uomo/tramutata/
         in un solo animale/che cammina /movendo/sei zampe/
         ed una coda/con rugiada.
         Pablo Neruda ( Ode al cane )

L’uomo s’interroga sul ruolo degli animali, ma ne ha una visione con la quale guarda tutta la realtà; c’è tuttavia anche la possibilità di avere un rapporto più positivo che nel passato. Gli animali nel passato erano semplicemente sfruttati; oggi sono sempre succubi e disposti per un ricatto affettivo ad annullare la loro natura per il padrone. L’uomo si sente superiore e gli animali debbono vivere nel suo habitat perché sono stati creati per essergli d’aiuto, ma hanno sempre suscitato nell’uomo sentimenti di rispetto e curiosità, che hanno trovato espressione nella letteratura, nell’arte e nella religione. Tuttavia non si può pensare che essi siano solo cose, perché da sempre sono stati servitori dell’uomo sia per il sostentamento sia per il lavoro, addirittura per il gioco o per le Arti. E per questo ruolo devono essere, e sono, rispettati. Può essere utile in tal senso cercare nella letteratura le pagine più significative in cui è descritta la convivenza tra uomini e animali in situazioni tragiche o allegre. Non si dimentichi che nei testi biblici, come da traduzioni avvedute, l’uomo è chiamato ad essere il custode della terra e non il suo padrone. 
Nei temi letterari spesso si fa riferimento ad animali più o meno leggendari. Esopo circa 500 anni a.C. nelle sue favole dava attributi umani agli animali, così come Virgilio (i lamenti dell’usignolo angosciato per la scomparsa dei suoi piccoli), Catullo (sulla morte del passerotto di Lesbia, la sua donna), Omero (nell’Odissea il cane Argo riconosce il padrone Ulisse dopo vent’anni e Polifemo affezionato al suo montone), Lucrezio (la religio responsabile di atti di crudeltà ed efferatezza con gli animali usati per sacrifici agli dei in nome della devozione a credenze illusorie), Gellio (gli animali spesso si dimostrano migliori degli uomini; il leone diventa amico di Androclo e non lo sbrana). San Francesco diceva che se l’uomo ricordasse il destino degli essere viventi forse imparerebbe ad amare nostra Madre Terra  che ci sostenta e governa e produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba ed a prendersi cura dell’ambiente. Leonardo da Vinci scriveva: Verrà un tempo in cui considereremo l'uccisione di un animale con lo stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo. Parini nel Settecento ricorda la vergine cuccia toccata con il piede da un servo che la nobildonna padrona subito licenzia. E Manzoni (i capponi di Renzo al dottor Azzeccagarbugli che litigano tra loro); Leopardi e il passero solitario; Zanella cita insieme rondinelle, colombe, cicale, anatre e fanciulli scalzi. Melville (Moby Dick la balena bianca protagonista di una avventura); Jack London (Zanna Bianca, cane lupo, diviso tra richiamo della foresta e desiderio di vivere con gli uomini); Verga (l’asino Rosso Malpelo maltrattato da tutti). Anche altri scrittori adottarono lo stesso criterio: Carducci e Pascoli (nei propri versi riferimenti a specie domestiche, George Orwell (La fattoria degli animali), Richard Adams (La collina dei conigli), o Rudyard Kipling (la società animale antropizzata ne Il libro della giungla). Darwin da parte sua: Come l'uomo, anche gli animali percepiscono gioia e dolore, felicità e infelicità. Di rapporti tra l’uomo e gli animali nel tempo ne parlano anche molti filosofi, quali Pitagora, Empedocle, Teofrasto, Stratone di Lampsaco, Plutarco, Porfirio.
Da questa rapida rassegna emerge l’importanza degli animali per l’uomo in ogni tempo, malgrado i cambiamenti degli interessi e della sensibilità; ma i primi sono stati i pittori che li hanno raffigurati, a cominciare dai capolavori di 70.000 anni a.C., che rappresentano animali feriti, presi in trappola o morenti nelle grotte di Lascaux (FOTO) in Dordogna (Francia) o di Altamira (Spagna), o nella Grotta dei Cervi ad Otranto (Puglia) e in altre località. Teseo che uccide il Minotauro, mostro con la testa di toro che viveva in un labirinto nell’Isola di Creta, fu un soggetto prediletto da pittori, scultori e poeti. L’uomo primitivo mostra una grande capacità d’osservazione nel tratteggiare i lineamenti animali. Sufficiente è osservare come il carattere gioioso del cagnolino bolognese abilmente rappresentato da pittori come Tiziano nel Ritratto di Federico il Gonzaga (1529) o di Claude Monet nel ritratto di Camille Monet con cane (1866). Il bolognese da cane giunto dall’antica Grecia ed utilizzato nel circo dai romani, divenne poi il cane delle corti europee. 
Anche le religioni hanno considerato il rapporto uomo-animale. Le forme di religiosità totemica erano basate sull’adorazione di una divinità animale ed il progresso portò a fare una divinità della natura animale e di quella umana; gli Egizi, adoravano Knoum, dio della creazione con testa d’ariete, e la Sfinge o Chimera, in parte leone e in parte uomo. Ai giorni nostri si ritrovano fenomeni simili nelle tribù di cacciatori in Africa, nella Foresta Amazzonica, in Papuasia o Nuova Guinea. 
Comunque ogni animale è diverso da tutti gli altri della stessa o di altre specie e tutti sono diversi dall’uomo. E in ogni modo Paolo Finoglio, pittore di corte di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona nella Conversano della metà del Seicento ebbe a dipingere nelle famose tele de La Gerusalemme liberata cavalli quasi antropomorfi, macchine belliche in un unicum con il cavaliere, come pure Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, nelle due tele della Conversione di san Paolo (1600-1601) il cavallo occupa un posto rilevante all’interno della composizione scenica. Il che significa che si tende a proiettare sugli altri esseri viventi parte del nostro sentire di uomini. Il rischio, dunque, è di non riconoscere tale diversità, soprattutto negli animali con i quali conviviamo: amo il mio cane e gli attribuisco i miei pensieri ed i miei desideri. Oggi sappiamo che gli animali ci servono più di quanto non serviamo noi a loro e che da noi dipende il futuro delle altre specie: saremo in grado di trovare l’equilibrio fra diritti e doveri, tra le esigenze dell’economia e della natura? 


Sotto: Tiziano, Ritratto di Federico il Gonzaga


Animals in art and literature
Man feels superior and animals must live in his habitat because they were created to help him but they have always spurred in him feelings of respect and curiosity which have been expressed in literature, art and religion. However, we cannot think they are merely things because they have always served man both for his subsistence and his work and also for his games and the arts. For this role they must be and are respected. It may be useful in this regard to look for the most significant pages in literature where the shared life of men and animals in happy or tragic situations is described. Let us not forget that in biblical texts, in the better translations, man is called upon to be the guardian of the earth and not its owner. Today we know that we need animals more than they need us and that the future of all other species depends on us. Will we be able to find a balance between rights and duties, between the needs of economics and of nature?


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