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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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11 maggio 2016

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Un Ponte contro la Xylella fastidiosa

Ponte (Pest Organisms Threatening Europe) è un progetto di ricerca internazionale di quattro anni finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma Horizon 2020-Societal Challenge 2-2014. Ponte ha l'obiettivo di acquisire nuove conoscenze sulla genetica, la biologia, l'epidemiologia, l'ecologia dei vettori e gli impatti economici di tre patosistemi che rappresentano una minaccia concreta per le colture agrarie e forestali del territorio dell'Ue. Particolare attenzione è dedicata all'organismo da quarantena Xylella fastidiosa, cui è destinato il 40% del budget di 6.850.000,00 euro. È proprio per l'urgenza di affrontare l'epidemia di Xylella, nel cui studio un ruolo trainante hanno avuto i ricercatori della sede di Bari dell'Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp) del Cnr, che la Commissione europea ha proposto di finanziare in via eccezionale il progetto Ponte, allo scopo di far progredire rapidamente le conoscenze, le tecniche di rilevazione e le opzioni di gestione al fine di contenere la diffusione di questo batterio.
Il progetto mira all'individuazione di strategie di contenimento sostenibili dal punto di vista economico, tecnico e ambientale. Tre i patosistemi oggetto di indagine: Xylella fastidiosa e specie di emitteri vettori; Candidatus Liberibacter solanacearum e specie di psille vettori; Hymenoscyphus fraxineus e nuove specie di Phytophthora spp.
La Xylella fastidiosa (Xf) è un batterio Gram-negativo, fortemente implicato nel Complesso del disseccamento rapido dell'olivo (Codiro), rilevato per la prima volta in Puglia nel 2013, nell'area del Salento. Il ceppo di Xf trovato in Italia e denominato Codiro appartiene alla sottospecie 'Pauca' ed è distinto geneticamente dai ceppi già noti della stessa sottospecie che attaccano gli agrumi. È un ceppo di nuova identificazione, il cui 'gemello' è stato intercettato recentemente in Costa Rica su oleandro e caffè. Sebbene Xf sia largamente distribuita nel continente americano con gravi danni a colture di agrumi, vite, alberi da frutto e piante forestali, il suo ritrovamento nel territorio europeo rappresenta una nuova e grave minaccia per l'agricoltura dell'intera Eurozona.
Il Candidatus Liberibacter solanacearum (CaLsol è un batterio Gram-negativo non coltivabile, floematico, responsabile di gravi danni alle colture di patata e altre solanacee di importanza economica rilevante, come pomodoro e peperone, nel continente americano e in Nuova Zelanda.
Hymenoscyphus fraxineus (Hf) (anamorfo Chalara fraxinea) è un patogeno introdotto accidentalmente attraverso il commercio di piante, rinvenuto in Polonia nei primi anni '90 e segnalato in Italia per la prima volta nel 2009. Colpisce principalmente il frassino comune (Fraxinus excelsior) e il frassino meridionale (Fraxinus angustifolia). La malattia indotta da Hf è spesso fatale per le piante ed è già stata rilevata in molti Paesi europei, rappresentando quindi una grave minaccia per i frassini. Al contempo è presente un altro pericolo per le piante forestali colpite da alcune specie appartenenti al genere Phytophthora spp., la cui conoscenza è ancora limitata in relazione alla comparsa di alcuni ibridi potenzialmente dannosi per altre specie forestali.
I risultati attesi del progetto Ponte sinteticamente sono: sviluppo di biomolecole potenzialmente brevettabili e applicabili alle colture per prevenire o ridurre la colonizzazione dell'ospite (diffusible signal factor per Xf); composti chimici in grado di evitare l'acquisizione di Xf e CaLsol da parte dei rispettivi vettori; individuazione di varietà tolleranti o resistenti; scoperta di batteri endofiti che possano proteggere la coltura da Xf; sviluppo di strumenti di rilevamento precoce dei patogeni da applicare nei punti di ingresso del materiale vegetale per evitare l'introduzione di organismi patogeni; scoperta di agenti biologici di controllo dei vettori di Xf e CaLso; implementazione di strumenti di gestione dei patosistemi, al fine di attenuare l'impatto e prevenire o contenere la diffusione di nuovi organismi nocivi alle colture agrarie e forestali.

Fonte: Almanacco della Scienza (CNR) - Donato Boscia, Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cnr, tel. 080/5442538; 080/5929226, email donato.boscia@ipsp.cnr.it

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