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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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02 marzo 2016

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Il latte di asina e le sue proprietà nutrizionali

di Dario Cianci

L’allevamento di asini per la produzione di latte alimentare sta tornando di moda degli ultimi anni ed ha contribuito a salvare un patrimonio genetico che era già in vie di estinzione (vedi Georgofili INFO, 27 gen. 2016). Dall’antichità era noto che il latte d’asina fosse il più simile al latte umano ed utilissimo per i neonati e nella dieta dell’adulto ma alla sua produzione era assegnato un ruolo del tutto secondario nell’allevamento. L’utilizzazione del latte d’asina era già nota agli egizi e bassorilievi dell’epoca ne testimoniano la somministrazione ai bambini o come rimedio contro varie patologie. I Greci lo consideravano un farmaco ed Ippocrate di Coo lo raccomandava per i pregi terapeutici, soprattutto contro le malattie della pelle. Anche Teofrasto lo raccomandava per bagni sulla pelle infiammata, perché i fermenti lattici del latte ne favorivano il ripristino dell’acidità. I Romani lo consideravano una bevanda prelibata e Galeno, sostenitore delle sostanze naturali in medicina, eseguiva cure con latte di asina. Le sue caratteristiche benefiche ed il suo impiego nella cosmesi erano note alla regina Cleopatra che era solita fare bagni nel latte d’asina per mantenere morbida la pelle. Poppea e Messalina ne conosceva le proprietà e, imitando Cleopatra, facevano bagni di giovinezza nel latte che Plinio il Vecchio riteneva rendesse la pelle più morbida e bianca. Anche Messalina amava questi bagni per l’azione antirughe cutanee. La tradizione popolare ha tramandato in Europa, ma anche in Asia ed Africa, l’uso del latte d’asina per l’allattamento dei neonati e per le proprietà alimentari, terapeutiche e cosmetiche. Nel Medio Evo il latte di asina era considerato elisir di giovinezza e rimedio per la salute di malati, anziani e ricchi borghesi. Francesco I° di Francia lo usava contro l’affaticamento e lo stress. Nel XVIII secolo in Francia vennero attivate molte stalle asinine e sotto controllo medico si sperimenta l’allattamento dei neonati direttamente alla mammella dell’asina; il medico lo prescrive come farmaco a Madame de Pompadour. Nell’800 a Parigi e Londra il latte d’asina viene munto e venduto porta a porta e verso la fine del secolo nascono in Germania, Austria e Svizzera, grazie a sperimentazioni effettuate nelle Università di Basilea e di Magdeburgo, dei centri di cura con il latte di asina. In Russia il consumo di latte d’asina era suggerito per compensare la carenza delle vitamine A, B e C dovuta al basso consumo di frutta e verdura. Una targa ricorda a Palermo la casa dove don Gaetano Vitale (1880–1952) aveva vissuto e prodotto il latte d'asina per le esigenze dei bambini bisognosi.
Dopo la stasi del dopoguerra, un risveglio di attenzione al latte d’asina l’abbiamo avuto dal 1990 con la nascita di nuovi allevamenti asinini dedicati alla produzione di latte che è stato accolto dal mercato come prodotto di nicchia e potrebbe costituire una alternativa all’abbandono delle terre. Il latte di asina è infatti un alimento funzionale per l’infanzia in sostituzione del latte materno perché è considerato il più simile a quello della donna (salvo che per il livello del grasso), più leggero e digeribile di quello vaccino; alcuni peptidi con attività simile a quelli del latte umano ne consentono il consumo da parte dei bambini con intolleranza alle proteine del latte vaccino o con problemi di digestione diventandone un componente fondamentale nella dieta qualora sia sconsigliato l’allattamento materno; il latte bovino infatti non è sempre tollerato dai bambini in allattamento poiché alcune sue componenti proteiche, soprattutto caseine e ß-lattoglobulina, assorbite quasi intatte, possono essere riconosciute come proteine estranee da un organismo sensibile. Nella dieta dei neonati l’introduzione del latte di asina è giustificata inoltre dal profilo chimico-bromatologico simile a quello del latte umano. L’unica differenza è il contenuto lipidico ridotto rispetto a quello vaccino ma ricco di grassi polinsaturi soprattutto omega 3 e 6. E’ inoltre un integratore della dieta degli anziani ed è preferito agli idrolisati di proteine vegetali (soia), che oltre al rischio di reattività in soggetti sensibili, hanno sapore sgradevole e costo elevato. E’ stato evidenziato inoltre che l’impiego del latte di asina è indicato contro l’acidità di stomaco e per rigenerare la flora intestinale, per calmare la tosse e la pertosse (detta perciò tosse asinina), per prevenire anemia e aterosclerosi e nel trattamento di disturbi immunomediati.
Da 2000 anni si parla del latte di asina come elisir di lunga vita ed oggi è utilizzato contro l’invecchiamento della pelle favorendone l’idratazione, stimolando l’attività dei fibroblasti e la produzione endogena del collagene come impalcatura di sostegno del derma e accrescendo l’azione protettiva nei confronti dei radicali liberi. Il latte d’asina agisce sui disturbi della pelle quali psoriasi-acne-eczema di origine nervosa e favorisce la cicatrizzazione di ferite. L’industria cosmetica lo utilizza per preparare saponi capaci di conferire alla pelle maggiore lucentezza e morbidezza.


Donkey's Milk and Its Nutritional Properties
Breeding donkeys for milk produced for direct consumption has been coming back into fashion in recent years. It has helped save a genetic heritage that was already endangered (see Georgofili INFO, 27 January 2016). It has been known since antiquity that donkey’s milk was the most similar to human milk and was extremely useful for infants and for an adult’s diet, but its production was assigned a secondary role in breeding. In fact, donkey's milk is a practical food for children as a replacement for breast milk because it is considered the most similar to that of the woman (except for the fat level), lighter and more digestible than cow’s milk.
Moreover, it is also a diet supplement for the elderly and is preferred to hydrolyzed vegetable proteins (soy) that, in addition to the risk of reactivity in sensitive individuals, have unpleasant taste and high cost. It has also been pointed out that the use of donkey’s milk is recommended for countering stomach acid, promoting the growth of intestinal flora, calming coughs and pertussis (a.k.a. whooping cough), preventing anemia, and atherosclerosis, and for use in the treatment of immune-mediated disorders.
For 2000 years, donkey's milk has been talked about as an elixir of life. Today, it is used to encourage skin hydration to counter the effects of aging. It promotes fibroblast activity and endogenously produced collagen as a support scaffold for the dermis and by increasing protection against free radicals. Donkey’s milk acts on such skin disorders as nerve-related psoriasis, eczema, and acne; it promotes the healing of wounds. The cosmetics industry uses it to prepare soaps that are capable of making the skin extra radiant and soft.


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