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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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17 febbraio 2016

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Perché il governo cinese vuole comprare Syngenta?

L'acquisto del gigante svizzero delle sementi Syngenta da parte dell'impresa statale China National Chemical (ChemChina), in un'operazione stimata di 43 miliardi di dollari (39,8 miliardi di euro), non risponde solo a interessi commerciali. Ha anche a che vedere con una strategia nazionale della Cina, un paese che deve sfamare il 21% della popolazione mondiale con solo il 9% dei terreni coltivabili.
Per questo il Partito comunista cinese ha spinto Ren Jianxin, presidente di ChemChina, ad acquistare Syngenta con l'obiettivo di approfittare dell'esperienza dell'impresa svizzera nel campo dei fitofarmaci e degli organismi geneticamente modificati. 
L'offerta ha ricevuto l'approvazione "unanime" del consiglio di amministrazione di Syngenta, le cui azioni alla borsa di Zurigo sono cresciute del 6,63%.
Con 1,4 miliardi di bocche da sfamare, la Cina ha bisogno di un grande impulso alla sua produzione agricola. Per questo Xi Jinping, presidente cinese e segretario generale del Partito comunista, ha ribadito la necessità di utilizzate le colture Ogm per aumentare la produzione, oltre a comprare azioni di imprese agricole con lo scopo di garantire la fornitura di alimenti ad una popolazione sempre più ricca e sempre più numerosa.
"Con l'aumento della domanda di alimenti, la sicurezza alimentare diventa una priorità politica per l'amministrazione cinese" spiega Nirgun Tiruchelvam, direttore delle ricerche di Religare Capital Markets. "Questo accordo vuole garantire la sicurezza alimentare al popolo, per cui è probabile che nei prossimi anni assisteremo a operazioni simili" aggiunge.
Syngenta ha uno dei portafogli di sementi più importanti dell'industria, con 6.800 varietà registrate. Insieme a Monsanto e DowDuPont – compagnia sorta a dicembre dalla fusione di Dow Chemical e DuPont – Syngenta è leader nel campo della ricerca genetica e biotecnologica.
La proposta di acquisto di ChemChina, che rappresenterebbe la maggiore acquisizione internazionale mai realizzata da un'impresa cinese, prevede il pagamento di 480 franchi svizzeri per ogni azione di Syngenta, oltre a permettere agli attuali azionisti di ricevere nel maggio 2016 il dividendo ordinario di 11 franchi svizzeri.
"La Cina è interessata allo sviluppo degli ogm e specialmente delle sementi modificate, che permettono di ridurre l'uso di prodotti chimici e fertilizzanti" spiega Wei Ruan, economista dell'istituto di ricerca Norinchukin di Tokio. "La biotecnologia aiuterà a spingere la produzione agricola in Cina e a fare in modo che gli agricoltori possano fare fronte alla crescente domanda interna" aggiunge.
C'è sempre meno terra coltivabile e la biotecnologia e le sementi modificate si trasformeranno in uno strumento fondamentale per aumentare la produzione agricola, spiega la banca britannica HSBC in un rapporto. Nonostante la Cina sia il secondo produttore di mais del mondo e stia cercando di migliorare la sua produttività grazie ai fertilizzanti, il suo raccolto e' del 44% inferiore a quello degli Stati Uniti. 


Da: “Le Figaro” 3/02/2016, in:  Agrapress Rassegna Stampa Estera n° 1149
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