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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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16 dicembre 2015

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Disuguaglianze sociali

di Franco Scaramuzzi

Nella storia dell'umanità, sono esistite molte forme di convivenza tra ricchi e poveri, nonché vari tentativi di realizzare uguaglianze sociali. La grande Rivoluzione Francese ha lasciato alle nuove generazioni i problemi irrisolti, insieme al grande motto "Libertà, uguaglianza, fraternità". La cruenta Rivoluzione Russa è riuscita a creare un'uguaglianza ai livelli più bassi; ma, cadendo il regime, da un popolo di soli poveri sono presto emersi altri "nuovi ricchi". Anche la dura Rivoluzione comunista cinese, pur mantenendo una rigida dittatura incivile, ha finito per adottare modelli economici del capitalismo occidentale; una parte dei cittadini possiede oggi titoli in borsa e annovera alcuni tra i più ricchi capitalisti del mondo. 
Le disuguaglianze sociali possono manifestarsi in modi diversi e dipendere da vari fattori. Non si può quindi continuare a cercare di superarle seguendo ideologie radicali già ripetutamente fallite. Nella nostra attuale realtà, profondamente cambiata negli ultimi 50 anni, le classi sociali si sono evolute e in gran parte mescolate. Nella scala sociale si sono realizzate crescenti mobilità, verso l'alto o il basso, che potrebbero essere incrementate valorizzando solo il merito. Poveri e ricchi possono quindi convivere nel pieno rispetto reciproco, senza fraintendere il senso dinamico di uguaglianza e senza confonderlo con l'indispensabile sostegno civile ai bisognosi. Nessuno deve perdere mai la propria naturale e giusta ambizione a migliorare la propria esistenza e vedere emergere le riconosciute capacità dei propri figli. 
Occorrerebbe una serie di progetti sull'educazione e formazione dei giovani, che impegni tutti i livelli scolastici e universitari, in una revisione anche degli attuali criteri adottati per gli "obblighi scolastici, "diritti allo studio", "borse di studio", ecc. Reclamando l'autonomia dei singoli Atenei e raccogliendo le esigenze delle imprese produttive, bisognerebbe sviluppare validi e lungimiranti modelli di "Scuole superiori", quale l'antica "Normale" di Pisa. Dove giovani meritevoli, selezionati per concorso solo in base alle loro personali capacità, vengono ospitati gratuitamente (salvo espulsione per insufficiente impegno). A queste sedi possono essere affidati anche specifici "dottorati di ricerca"e lo sviluppo di approfondimenti scientifici, in un quadro di spiccata collaborazione universale. Convivendo e crescendo a contatto di gomito, in un clima ugualitario, i giovani si formano preparandosi ad un futuro certamente innovativo.


Social inequalities
Social inequalities can manifest themselves in different ways and can depend on many factors. We cannot continue to try to overcome them by following radical ideologies that have already repeatedly failed (the French, Russian, and Chinese Revolutions). In our present situation which has changed profoundly over the last 50 years, social classes have evolved and largely mixed. There has been increasingly mobility up and down the social ladder, which could be enhanced by promoting only merit. Rich and poor can simply live in full mutual respect, without misunderstanding the dynamic sense of equality and without confusing it with the civil support vital to the needy. Nobody should ever lose the natural and just ambition to improve one’s existence and to see the acknowledged talents of one’s children stand out.



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