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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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18 novembre 2015

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La cultura alimentare odierna: alla ricerca di nuove regole

di Maura Franchi

Ogni tempo adotta pratiche alimentari che interpretano un gusto ed esprimono un’idea di cosa sia una buona alimentazione. E oggi, quale tendenza orienta il nostro rapporto con il cibo?
Alla fine degli anni Settanta di fronte all’esplosione dell’urbanizzazione, al predominio della grande industria alimentare e della distribuzione di massa, gli studiosi esprimevano preoccupazioni per un allontanamento del rapporto tra atto alimentare e natura. Il cibo sembrava diventare “opaco”, in un certo senso non riconoscibile e con ciò fonte di ansia per coloro che lo consumavano. L’assenza di regole sembrava contrassegnare l’alimentazione dell’uomo moderno. 
Oggi la direzione di marcia dei comportamenti sembra radicalmente invertita. Continuiamo a vivere in un tempo centrato sulla fretta e la mobilità, consumiamo il cibo in gran parte fuori casa, dedichiamo poco tempo al cucinare (almeno nella vita di ogni giorno). 
Due elementi sono però cambiati. Il primo: riteniamo il cibo fondamentale per la nostra salute e consideriamo la salute una nostra responsabilità primaria; il secondo: le tecnologie digitali consentono ad ognuno di accedere alle informazioni e di scambiare opinioni ed esperienze. Queste due condizioni contribuiscono a far sì che le nostre scelte alimentari siano nello stesso tempo più competenti e più aperte. 
Affidiamo al cibo il compito di preservare la nostra salute e, più in generale, di garantire il nostro benessere, chiediamo alle imprese una maggiore trasparenza per quanto concerne la qualità degli ingredienti e dei processi produttivi. Siamo alla ricerca di rassicurazioni e, quindi, ciò che richiama la natura diventa sinonimo di autenticità, di genuinità. Vediamo intorno a noi, negli scaffali dei supermercati come i brand usino il colore verde e il termine “naturale” come elemento primario di comunicazione e di influenza. Analogamente tutto ciò che è artigianale, “fatto a mano”, tipico ci riporta ad una dimensione di autenticità. Sempre nei periodi di forte cambiamento cerchiamo rassicurazioni nel passato e nella tradizione.
I comportamenti alimentari odierni segnalano un’altra tendenza: la maggiore sensibilità verso l’ambiente. In questo senso comprendiamo l’enfasi sulla filiera corta, la nuova attenzione per l’agricoltura e la varietà alimentare, la sensibilità allo spreco di prodotti alimentari, la riproposizione di ricette per il “riuso di avanzi”. Sarebbe sbagliato interpretare questi segni solo come segni di difficoltà economica: si tratta di orientamenti che acquistano un’attualità culturale e sono espressi, peraltro, dai segmenti più giovani. Interessante notare che questi orientamenti sono in larga parte consentiti ed enfatizzati dai social network e legati alle pratiche di socialità e di condivisione. 
In sintesi, si può dire che il nostro tempo esprima la ricerca di una nuova “diet-etica”, vale a dire, al di là del gioco di parole, di regole per la buona alimentazione che non penalizzino né il gusto né la libertà individuale, la possibilità per ognuno di scegliere che cosa è buono per sé. Il concetto di buono va molto otre quello del gusto per orientare in generale condotte di vita in cui l’alimentazione è destinata a giocare un ruolo sempre più importante. 
 


L’articolo è un abstract della relazione svolta da Maura Franchi, durante il convegno “Le due culture della nuova gastronomia”, che si è svolto all’Accademia dei Georgofili il 12 novembre u.s.


Food culture today: looking for new rules
Every era adopts eating habits that translate a taste and express an idea of what makes up a good diet.  And today, what is the tendency that guides our relationship with food?
At the end of the 1970s, in the face of the urbanization explosion, with the dominance of large-scale food production and distribution, scholars were worried about a split of the food-nature relationship. Food seemed “dull”, in a certain sense unrecognizable,  and therefore a cause of anxiety for those who ate it. The absence of rules seemed to mark the modern human diet.
Today this behavioral direction seems to be radically reversed. We continue to live in a time focused on haste and inconstancy. To a large extent we eat food outside our homes, dedicating little time to cooking (at least in our daily lives).
However, two things have changed. The first is that we consider food essential to our health and health one of our primary responsibilities. The second is that digital technologies allow everyone to access information and exchange opinions and experiences. These two conditions contribute to our food choices being both more knowledgeable and open-minded.




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