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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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18 novembre 2015

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Addio contadini, ora c’è il manager. Il futuro della terra è nell’e-commerce.

Riportiamo di seguito l’intervista di Paolo Pellegrini al Presidente dei Georgofili, Giampiero Maracchi, pubblicata oggi - 18 novembre 2015 - su QN

“La campagna del futuro? Avrà un ruolo centrale, da protagonista. Ci sarà più attenzione alla vita rurale e agli spazi rurali, anche l’Europa passa dal sostegno alla produzione all’attenzione al territorio. Ci saranno più giovani, in un’ottica multifunzionale che vedrà crescere le fattorie didattiche e l’agriturismo come vero turismo di qualità. Si produrrà cibo, ma non solo, e si venderà grazie all’e-commerce. Segnali di una nuova civiltà.” Parola di Giampiero Maracchi, Presidente dell’Accademia dei Georgofili, la massima e più antica autorità in campo agricolo: è il quadro disegnato all’Università di Pisa, al convegno su: “L’agricoltura nel 2050: vecchi e nuovi paradigmi di fronte alla sfida ecologica. Dai precetti agro ecologici di Pietro Cuppari all’agricoltura del futuro”.

Chi sarà per lei, Professore, il “contadino 2.0”?
“Io preferisco parlare di agricoltore, coltivatore, un po’ il farmer inglese. Senza quell’alone di vecchio che evocano certe parole. Il coltivatore del futuro è un imprenditore, vive più felice di chi sta in città e migliora l’ambiente”.

Sbagliato dunque chiamare “Scuola per contadini” quella rilanciata dai comuni del Chianti con la Regione?
“Togliamo quella parola che in italiano suona dispregiativa. I giovani non hanno più nel DNA l’idea che solo l’industria possa produrre felicità e sollevare dalla miseria, e tornano volentieri nei campi”.
Un ritorno che sa di moda?
No, tutto sta alla sensibilità dei giovani rispetto a un mondo alle prese con tante crisi: il clima, il sistema produttivo, l’economia, l’ambiente, le megalopoli. L’agricoltura può dare risposte non solo nel food ma per le fibre tessili, l’energia, i cosmetici”.

Ma non è tutto rose e fiori …
“Anzi: è difficile, malgrado i progetti come quello della Regione Toscana. I finanziamenti sono pochi, la terra costa ancora cara. Ma ci sono attività che possono dare un buon reddito subito, come l’apicoltura. O come le cooperative di raccoglitori di olive, utili per tanti che hanno oliveti di 1-3 ettari”.

Fantasia, insomma. Ma basta?
Eh no. Ci volgiono le competenze. In Italia in questi 50 anni si è più distrutto che creato. C’erano gli Ispettorati agrari, ora non ci sono più. Manca una voce tecnica, salvo pochi servizi regionali. Come Accademia stiamo pensando a un portale tecnico serio. In rete c’è tanto che però non dà nulla, spesso esperienze personali declinate in blog campati per aria. Non cose serie per informarsi su terreni, fertilizzanti, piante come invece sono gli extension services in USA, servizi pubblici che collaborano con l’Università”.

Cosa consiglia?
“L’agricoltore 2.0 deve avviarsi all’impresa e rivitalizzare le aree rurali. L’impresa agricola deve produrre reddito, non regalarlo tutto ai commercianti. I georgofili cercano di farsi sentire, ma la politica è in ritardo. O non ascolta.”

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Commenti

Giuliano P. - inserito il 18/11/2015

Sono bei discorsi che cozzano però con la realtà, basta provare a proporre ai sindacati agricoli di fare una formazione online tipo (e-learning) Progetto Trio della Toscana che si oppongono in maniera bestiale, la PEC è snobbata da tutti sindacati compresi.

Giuseppe fontanazzaGiuseppeFontanazza - inserito il 18/11/2015

Mi piace sottolineare il pensiero del Presidente Maracchi ch giustamente guarda al futuro della agricoltura intesa come vera e propria impresa che produca reddito e penso soddisfazione di la pratica.Per l'impresa agricola egli vede come presupposti competenze tecniche e gestionali nella pratica agricola e capacita' di gestire le singole filiere di prodotto anche dal punto di vista commerciale; si ormai che spesso il reddito deriva dal valore aggiunto che il moderno agricoltore,piccolo o grande che sia , acquisisce tutte volte che riesce a gestire la vendita diretta del proprio prodotto.A solitamente d'accordo ad eliminare 'l' arcaico trrmine' di contadino che mortifica chi fa impresa agricola, così come e' ormai in disuso il termine di proprietario terriero per chi pratica l'agricoltura su media o piccola impresa.

paolo manzelli - inserito il 18/11/2015

Subject: INVITO ALL' INCONTRO DI MONTECATINI 20 NOV 2015 Mattina INVITO: Il file di informazioni su l' incontro SERRE NUTRACEUTICHE ed ECONOMIA CIRCOLARE ed è disponible all'indirizzo www.toscanaeconomia.it/fast/loknet/contenitorefiles/1349779115.pdf Un cordiale saluto Paolo Manzelli 335/6760004 --

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