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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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21 ottobre 2015

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Ombre sull'entusiasmo verso il no agli OGM

(...) La tanto celebrata “Carta di Milano” - recapitata all’Onu con un’infinità di firme di consenso - altro non è se non un catalogo di buoni propositi, tanto ricco di astratta retorica quanto povero di soluzioni strumentali. Un testo ampolloso, insomma, che sembra concepito per volare talmente alto sulla realtà delle produzioni alimentari da non sfiorarla neppure. Utile forse per fare un’effimera bella figura mediatica, ma niente di più.
(...)
Il ministro Martina ha un curriculum politico di navigatore accorto: non è pensabile che non sia consapevole della contraddizione patente fra le sue scelte e la realtà dei dati di fatto. Viene perciò da chiedersi se le sue decisioni in materia non siano pesantemente condizionate da qualche lobby di settore che egli non trova forza e coraggio di affrontare. Al riguardo solleva più di un’ombra il grande entusiasmo col quale il no agli Ogm è stato salutato dalla Coltivatori Diretti, da sempre legata a quella rete dei Consorzi agrari che tuttora gode di una posizione importante sul mercato domestico delle sementi. Sarebbe davvero miserevole scoprire un giorno che le rottamazioni promesse dal governo Renzi si sono fermate dinanzi a un blocco di potere che ha già causato guai indicibili all’agricoltura italiana.

Tratto da: Olioofficina.it del 20/10/2015 (post di Massimo Riva sul settimanale L'Espresso, dal titolo "A chi fa comodo il divieto agli OGM")


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Commenti

Giuseppe Fontanazza - inserito il 22/10/2015

Questa reiterata ostina azione contro gli OGM voluta dal nostro governo e particolarmente dal ministro Martina,suona come un controsenso alla cosiddetta rottamazione generalizzata voluta da Renzi.Bloccare la ricerca sugli OGM segnica togliere la possibilità di sviluppo e consolidamento di innovazioni nel settore agricolo e particolarmente della genetica.Per i ricercatori italiani che, al nascere delle prime esperienze di trasferimenti di geni nel campo delle specie di interesse agrario, si apriva un nuovo filone di ricerca molto promettente.Gli entusiasmi sono stati delusi dal niet politico al punto che-veramente paradossale- si e' assistito alla pubblica distruzione per incendio di piante di olivo ed altre specie ottenute per trasferimento di geni in grado di controllare sistemi di difesa, controllo della vigoria ed altro.Al riguardo e' noto che il mondo della ricerca va avant e non soltanto in Paesi extra europei ma anche europei, creando di fatto arretratezza del sistema agricolo italiano, illudendo gli imprenditori agricoli che credono e aspirano all'impiego di innovazioni agricole legati a tale meccanismo di ricerca, che tutto si possa si possa risolvere in senso economico con teorie esmplificate del tipo kilometro zero o riutilizzo di arcaiche varietà' di specie arboree o erbacee.una sorta di agricoltura romantica legata al conservatorismo e all'antieconomia in contrasto con i principi della vera impresa agricola.Novita' anzi innovazioni forti in agricoltura, signori politici! Se si vuole veramente sviluppare la nostra agricoltura, salvandola da pietismo dei contributi.

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