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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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23 settembre 2015

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L'Universita' di Wageningen sviluppa una patata 100% resistente alla peronospora

La creazione di colture con set di due o più geni di resistenza prelevati da varietà selvatiche, combinate con l'introduzione simultanea della gestione della resistenza, può garantire che tali colture rimangano resistenti a lungo contro le fitopatie aggressive. La combinazione di questi fattori offre quindi opportunità in tutto il mondo per rendere sostenibile l'agricoltura, per esempio nell'ambito della gestione integrata dei parassiti, dove solo in via eccezionale vengono utilizzate dosi inferiori di fitofarmaci chimici. 
Queste sono alcune delle informazioni rese note durante un simposio internazionale tenutosi il 3 settembre 2015 presso l'Università di Wageningen (Paesi Bassi) alla conclusione della ricerca decennale (DuRPh) condotta sulle patate che mostrano una resistenza a lungo termine contro la peronospora, grazie all'introduzione di geni di resistenza derivati da varietà selvatiche di patate. Il progetto di ricerca DuRPh è stato finanziato dal Governo olandese.
A livello mondiale, le patate sono la terza coltivazione a scopo alimentare in termini di importanza e nei Paesi Bassi costituiscono la coltura principale. Per la coltivazione delle patate vengono utilizzati molti fitofarmaci rispetto ad altre produzioni. Gli agricoltori utilizzano queste sostanze soprattutto per proteggere le patate dalle principali fitopatie, in particolare dall'agente patogeno Phytoptora infestans (peronospora delle patate). Quest'ultimo è molto "plastico" e adattabile, a livello genetico: presenta infatti molta variazione genetica, per cui riesce a mutare molto facilmente. Di conseguenza, può superare le difese delle piante resistenti in maniera relativamente semplice.
La coltivazione tradizionale delle patate prevede dai 10 ai 15 trattamenti annuali con fungicidi per riuscire a controllare la fitopatia. A ciò si aggiunga l'impatto ambientale. Inoltre, per le perdite di resa e la lotta alla fitopatia i coltivatori olandesi spendono circa 100 milioni di euro all'anno. Vale a dire quasi il 20% dei costi di produzione. In tutto il mondo, i costi generati dalla peronospora (perdite di raccolto più costi del trattamento contro le fitopatie) ammontano a diversi miliardi. 
Nel programma di ricerca decennale DuRPh sono stati sviluppati prototipi di nuove varietà di patate utilizzando la tecnica della cisgenesi con geni di varietà selvatiche. Queste nuove varietà hanno mostrato di mantenere la resistenza più a lungo contro la fitopatia. Nello studio è stata sviluppata anche una gestione della resistenza efficace, che ha permesso un monitoraggio della variazione genetica dell'agente patogeno in tutti i Paesi Bassi. 
Tramite la combinazione di questi due approcci, è possibile risparmiare fino all'80% dei fungicidi utilizzati. 
Secondo gli scienziati internazionali che il 3 settembre 2015 erano presenti al simposio sui risultati della ricerca DuRPh, quel che è stato ottenuto per le patate potrebbe essere efficacemente traslato anche ad altre colture alimentari importanti. Ci sono infatti diversi casi in cui uno o due agenti patogeni provocano gravi problemi, come per esempio nella coltivazione del grano o delle banane. Anche in questi casi è possibile individuare varietà selvatiche nelle quali riscontrare geni di resistenza. 
Il nuovo metodo di selezione varietale - che unisce in modo sinergico l'introduzione per via cisgenetica di diversi geni di resistenza, l'adeguato monitoraggio dell'agente patogeno e l'adattamento della combinazione dei geni di resistenza - consente di mantenere più a lungo la resistenza di altre colture diverse dalle patate. Soprattutto se, come nel caso della peronospora, l'agente patogeno presenta una variabilità genetica molto alta, che gli permette di aggirare la naturale resistenza della pianta. 
Recenti scoperte scientifiche mostrano che sarà possibile mantenere la resistenza persino più a lungo, dato che nelle serie dei geni di resistenza vengono prelevati anche geni che non sono strettamente legati alla resistenza stessa, ma che svolgono un ruolo importante nell'interazione tra le piante e i loro agenti patogeni.

Da Freshplaza, 8/09/2015



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