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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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17 giugno 2015

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Italia sorpassa Francia, è leader formaggi DOP

Con gli ultimi riconoscimenti, salgono a 48 i formaggi a denominazione di origine protetta (Dop) tutelati dall’Unione Europea e così l’Italia sorpassa la Francia ferma a 45, diventando leader europeo e mondiale nella produzione casearia di qualità. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della Giornata ufficiale del latte promossa da Expo 2015 e dal Ministero delle Politiche Agricole. 
La sfida tra Italia e Francia nella produzione di formaggi ha radici lontane e, se Charles De Gaulle si chiedeva come governare la Francia che ha più formaggi che giorni nel calendario, la situazione non gli sarebbe parsa certamente più facile in ltalia, che di formaggi tradizionali censiti dalle Regioni ne ha ben 487 cui si aggiungono quelli a denominazione di origine protetta (Dop), ai quali è destinato circa la metà del latte consegnato dagli allevamenti italiani (45,5 per cento per circa 50 milioni di quintali).
Il vantaggio tricolore sulla Francia è ancora più eclatante se si considerano le quantità, con la produzione di formaggi a denominazione di origine italiano che è vicina a 500 milioni di chili, praticamente il doppio di quella realizzata dai cugini d’oltralpe. E lo schiaffo brucia ancora di più se si considera che le esportazioni di formaggi italiani in Francia, con un aumento del 4%, sono risultate superiori a quella dei formaggi francesi in Italia, in calo del 3% nel 2014, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat.
Nonostante questi primati produttivi, gli italiani con 20,7 kg per persona all’anno solo settimi nel mondo per consumo di formaggi preceduti dai francesi con 25,9 kg a testa, ma anche da islandesi, finlandesi, tedeschi, estoni e svizzeri. 
Ma a preoccupare è anche la qualità dei formaggi venduti in Italia al di fuori delle denominazioni tutelate, con quasi la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, anche se - denuncia la Coldiretti - non è obbligatorio riportarlo in etichetta.

Fonte: coldiretti.it, 29/05/2015


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