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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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01 aprile 2015

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Si rifaranno i processi ai maggiolini?

di Santi Longo

La recente segnalazione nella zona del Ticino, tra Lombardia e Piemonte, di numerosi adulti del polifago scarabeide asiatico Popillia japonica, desta notevoli preoccupazioni poiché può infestare oltre 300 specie vegetali fra le quali il mais, il pomodoro, la rosa, la vite, il pisello, l’acero, il melo e il tiglio. Gli adulti, lunghi in media 1 cm (foto di apretura) dal torace verde brillante e dalle ali color rame o bronzo, con caratteristici ciuffi di peli bianchi ai margini dell’addome, si alimentano di foglie, fiori e frutti, mentre le larve terricole (fig. 2) rodono le radici di piante erbacee spontanee e coltivate. 


Il coleottero, ritenuto originario del Giappone, è stato segnalato nel 1916 negli USA dove, per il suo controllo, il Dipartimento di Agricoltura spende annualmente circa 460 milioni di dollari; successivamente si è diffuso in Canada. In Europa è stato introdotto nelle isole Azzorre (Portogallo) ed è stato segnalato nell’est della Russia; in relazione alla sua pericolosità, è riportato nella lista A1 dell'EPPO e nella Direttiva 2000/29 fra gli insetti da quarantena; pertanto i competenti servizi fitosanitari di Lombardia e Piemonte hanno avviato le procedure per l’adozione delle necessarie misure di lotta che prevedono fra l’altro il monitoraggio, l’istallazione di trappole a feromone e l’impiego di idonei insetticidi. Tuttavia difficilmente si arriverà all’auspicata eradicazione del “nuovo maggiolino”, le cui infestazioni potranno essere tenute sotto controllo ricorrendo a strategie di controllo integrato. Lo scarabeo potrebbe diffondersi e acclimatarsi in quei paesi europei nei quali, nel Medio-Evo e nel Rinascimento, per scongiurare le malefatte degli indigeni maggiolini, considerati inviati di Satana sulla Terra, si ricorreva a misure giuridico-religiose (preghiere pubbliche, penitenze, processioni, aspersione di acqua benedetta e, ultima ratio, la scomunica). Clamorosi e ben documentati sono i processi intentati ai maggiolini in quasi tutta l’Europa. Nel 1320 si svolse il celebre processo di Avignone che, dopo un pubblico bando agli insetti esposto ai 4 punti cardinali, si concluse con l’assegnazione ai maggiolini di un’area verso la quale entro 3 giorni dovevano concentrarsi senza dare altro disturbo ai contadini. Durante l’esercizio vescovile di Giorgio Salluzzo (1440-1461) furono celebrati i 3 processi di Losanna contro le larve dei dannosi maggiolini (engerlinge), che vennero invitate, con pubblico bando, a comparire in giudizio avvalendosi di un difensore d’ufficio. Considerato che le larve non si presentarono spontaneamente, le autorità fecero catturare degli ostaggi e invitarono tutti gli altri maggiolini ad abbandonare il territorio entro 3 giorni, pena l’adozione di gravi provvedimenti. Tuttavia, “poiché gli accusati, comportandosi da esseri senza rispetto per la religione e le istituzioni civili, ebbero la sfacciataggine di non prendere in considerazione alcuna l’ordine ricevuto, si procedette in pubblica piazza all’esecuzione capitale e si decretò, con solennità, la condanna a morte di tutti gli altri”. Nel 1479, su istanza dei contadini che vedevano compromesso il raccolto a causa dei soliti maggiolini, il vescovo della città di Costanza, interpretando l’invasione di tali insetti come un flagello divino inviato per fare scontare gravi peccati, ordinò che i cittadini si astenessero dalle loro proibite abitudini (adulterio, danze in pubblico, giochi di carte, dadi ecc.); secondo un cronista dell’epoca ”la popolazione quella sera andò a letto contenta perché qualcosa di veramente decisivo era ormai stato fatto”. Non sappiamo cosa successe nei giorni seguenti!


Will May-beetles be put on trial again?

The recent reported presence in the Ticino area, between Lombard and Piedmont, of numerous adults of the Japanese beetle Popillia japonica, is very worrying as it is able to infest over 300 vegetable species, including maize, tomatoes, roses, grapevines, peas, maples, apple trees, and lindens. As regards the danger it poses, the beetle is included on the EPPO A1 list and in the 2000/29 directive as one of the insects to be quarantined. Therefore the competent phytosanitary services in Lombard and Piedmont have started the procedures to implement the necessary control measures, including monitoring, installation of pheromone traps, and the use of suitable insecticides. However, it is unlikely that there will be the hoped-for eradication of the “new May-beetle”. This beetle could spread and become acclimatized in those European countries which, during the Middle Ages and the Renaissance, resorted to legal and religious measures (public prayers, doing penance, processions, holy water aspersion and, as a last resort, excommunication) to protect against the mischief of the indigenous beetles, considered Satan’s messengers on Earth. Sensational and well-documented trials against May-beetles were held almost everywhere in Europe!


 

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Commenti

Nicola Bressi - inserito il 01/04/2015

La larva nella foto è quella di un utile e autoctono cetonide italiano (si trovano spesso nel compost e nel letame). Le larve che rosicano le radici hanno corpo più esile e testa ben più grande.

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