terra acqua aria sole vita agricoltura cultura

Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

logo_georgofili

11 febbraio 2015

top_colonna1

Stampa

I mangiatori di insetti

di Santi Longo

Gli insetti, o “entomi”, costituiscono l’alimento, esclusivo o facoltativo, di alcune piante e di numerosi animali denominati entomofagi. Per il controllo biologico dei fitofagi nocivi importante è l’attività predatoria o parassitaria degli insetti entomofagi sulla quale si basano in natura gli equilibri biologici degli ecosistemi. Alcuni popoli dell’America centrale e meridionale, dell’Africa, dell’Asia, dell’Australia e della Nuova Zelanda, integrano il fabbisogno proteico alimentandosi di circa 2000 specie di insetti commestibili. Secondo la FAO la produzione di insetti per l’alimentazione umana e animale, potrebbe rappresentare una risposta concreta all’obiettivo, che si sono posto i capi di stato e di governo di 189 Paesi, riunitisi nel 2000 al vertice di New York dell’ONU, di ridurre della metà, entro il 2015, la percentuale di popolazione mondiale che soffre la fame. Gli insetti, che attualmente integrano la dieta di circa 2 miliardi di persone, sono stati fra i primi alimenti dell’uomo e, oltre a rappresentare una fonte di proteine e di grassi più efficiente rispetto ad altri animali in allevamento, producono meno gas serra e possono essere utilizzati per decomporre i rifiuti. Tali problematiche, già da alcuni anni, sono oggetto di convegni che coinvolgono varie competenze; in quello recentemente organizzato a Milano dal Salone della ricerca, innovazione e sicurezza alimentare, sul tema “Nutrire il pianeta con nuove fonti sostenibili- L’insetto nel piatto”, sono stati valutati gli aspetti culturali e socio-economici legati alla produzione sostenibile e al consumo di insetti da parte dell’uomo. Attualmente, anche nei menù di ristoranti europei, vengono proposti numerosi piatti a base di insetti; gli spiedini di larve di Punteruolo rosso e cipolle (Fig.1), sono apprezzati soprattutto in Francia, mentre un ristorante milanese ha proposto, “focacce con provola affumicata e grilli, polpettine di riso nero e larve, risotto con sidro montanaro, salsiccia e vespe,”. Ma, a parte la volontaria e cosciente assunzione di insetti da parte di eccentrici buongustai dettata dalla curiosità, anche chi ritiene l’entomofagia un insuperabile tabù, spesso è costretto all’involontaria assunzione di insetti con vari alimenti. Nelle dispense domestiche, cereali, legumi e vaie derrate vengono infestati da numerosi insetti che, allo stadio di uovo o di larva, sfuggono all’osservazione. Il liquore Alkermes, deve il suo colore rosso brillante al colorante alimentare E120, che viene estratto dal corpo della Cocciniglia del carminio (Dactylopius coccus); tale additivo è stato ritrovato anche in alcuni hamburger, nei salumi e nei cioccolatini. Le normative sulla sicurezza alimentare stabiliscono che, nelle confezioni di pasta di semola, non debbono essere presenti insetti interi mentre è ammessa la presenza massima di 20 frammenti di insetti/50 grammi di prodotto. Per le farine, la norma FDA/USA indica quale limite di contaminazione una presenza inferiore a 50 insetti o loro frammenti/50g su 6 uc. A livello europeo manca uno specifico regolamento sull’uso alimentare degli insetti e, in mancanza di una armonizzazione nelle leggi dei singoli Stati, la Francia ha già iniziato ad allevare e commercializzare insetti col solo vincolo di non effettuare scambi comunitari con altri paesi. In Italia il divieto non è esplicito; una recente nota del Ministero della Salute, considerato che gli insetti non rientrano nella categoria dei cibi “tradizionalmente” consumati in Italia, chiarisce che, per poter essere commercializzati devono affrontare l’iter del Reg. CE 258/97 ed essere approvati dalle autorità. Maggiori possibilità di successo sembra avere in un prossimo futuro l’impiego di insetti per la produzione di proteine destinate all’allevamento. Nell’ambito del progetto PROteINSECT, cofinanziato dalla Comunità europea, viene sperimentato l’impiego di insetti per produrre mangimi proteici da somministrare a polli, pesci e suini in allevamento intensivo.
 
Foto: Spiedino di larve di Punteruolo rosso e cipolle



Insect eaters

Some peoples in Central and South America, Africa, Asia, Australia, and New Zealand supplement their protein requirement by eating about 2000 species of edible insects. According to the FAO, the production of insects for human and animal nourishment could represent a real answer to the objective that the heads of states and governments from 189 countries decided to achieve when they met for the 2000 UN summit in New York, i.e., to cut the world population suffering from hunger in half by 2015. At present, insects supplement the diets of about 2 billion people. They were among humankind’s first foods and, in addition to being a more efficient source of proteins and fats compared to other farmed animals, they produce less greenhouse gas and can be used to decompose waste.

Photo: skewer with red weevil grub and onion 



inter_colonna1
Share |

bottone_invia

Commenti

Vincenzo Di Natale - inserito il 13/02/2015

Se penso che dalle nostre parti è consuetudine mangiare le lumache, raccolte in campo dopo le prime piogge autunnali e conditi in svariate maniere, non mi meraviglierei se qualcuno mi proponesse un piatto a base di insetti opportunamente conditi ed insaporiti.

cristina volonté volonté - inserito il 11/02/2015

a parte che sono ...vegetariana..ma davvero ....non potrei mai ....e non credo sia questa la strada giusta per sfamare il Pianeta...

inter_colonna1
top_colonna3
box_cerca bottom_titolo_box_p bottone_cerca
box_partners bottom_titolo_box_p
  • coltura e cultura
  • agricultura.it
  • agronotizie
  • almanacco delle scienza
  • fresh plaza
  • stilenaturale.com
  • teatro_naturale
  • fertirrigazione
  • il floricultore
  • aset toscana

Copyright 2010 - ACCADEMIA DEI GEORGOFILI - C.F. e P.iva 01121970485

Disclaimer | Privacy | Credits