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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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11 febbraio 2015

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Gli ortaggi dimenticati nei “cluster” di Expo 2015

di Stefania De Pascale

L’Accademia dei Georgofili e la Società Italiana di Ortoflorofrutticoltura (SOI), intervengono nel dibattito che precede l’inizio di EXPO Milano 2015 in difesa degli ortaggi dimenticati nei Cluster (http://www.expo2015.org/it/esplora#map-group-cluster). 
Mancano ormai meno di 90 giorni a EXPO Milano 2015 il cui tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” rappresenta senza ombra di dubbio una grande opportunità  per dare visibilità  alle produzioni agricole nazionali. Nella presentazione dell’iniziativa, Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, ha dichiarato: “Ad Expo vogliamo rappresentare la grandezza del patrimonio agro-alimentare italiano che vanta una storia, una qualità  e una ricchezza straordinarie, frutto anche del profondo legame con i territori di tutto il Paese”. Se questo è uno degli obiettivi prioritari per il nostro Paese, appare a dir poco singolare l’assenza degli Ortaggi (o “Verdure”) tra i Cluster di EXPO. Questa assenza è imperdonabile considerando l’importanza che gli ortaggi (a cui spesso viene ascritta anche la patata) assumono nell’alimentazione a livello mondiale, basti pensare ai paesi asiatici e a quelli mediterranei (un esempio per tutti: il pomodoro!).  L’importanza degli ortaggi nella nutrizione umana viene ricondotta anche al loro ruolo di regolatori dell’attività  metabolica ed è per tale motivo che gli ortaggi hanno nella piramide alimentare un posto analogo a quello della frutta e che la World Health Organisation (WHO) ne promuove con forza il consumo. 
L’assenza tra i Cluster appare ancora più grave se si considera l’importanza rivestita dal comparto in Italia (superficie coltivata circa 570.000 ha, produzione circa 16 milioni di tonnellate, fatturato circa 6 x 109 euro pari al 16% della PLV agricola nazionale, consumo pro-capite circa 220 kg/anno cui si sommano oltre 40 kg/anno di patate) che risulta di gran lunga superiore a quella dei legumi secchi (i legumi freschi sono aggregati agli ortaggi) che EXPO affianca alla frutta nel Cluster “Frutta e Legumi”. In Italia, infatti, l’orticoltura rappresenta il principale comparto all'interno dell'aggregato delle coltivazioni agricole (50,5% delle colture erbacee e il 27,1% dell’insieme delle colture erbacee, legnose e foraggere) e il secondo per ordine d'importanza, dopo quello delle carni. Tale comparto, inoltre, è presente in tutte le Regioni e si caratterizza per una forte differenziazione a livello territoriale sia in peso che per specializzazione produttiva. In termini di scambi con l'estero, nel 2012 i soli “ortaggi” hanno fatto registrare valori equivalenti al 21% delle esportazioni del settore primario. A questi valori – legati sostanzialmente ai prodotti freschi – vanno aggregati i valori di export relativi agli “ortaggi trasformati”, quale espressione dell’interesse dell’industria agroalimentare nazionale.  Il saldo commerciale (import/export) – a differenza di quello dell’agroalimentare nel suo insieme che manifesta un rallentamento – è sempre positivo sia per l’orticoltura fresca (13,7%) sia per quella trasformata (40,5%). 
Va anche sottolineato che “Frutta e Legumi” risulta, nel panorama nazionale e internazionale, uno strano binomio in quanto, Frutta e Ortaggi (in Inglese: Fruits and Vegetables; in Francese: Fruits et Légumes ma il termine francese Légumes viene tradotto con il termine italiano ortaggi o, più in generale, verdura) vengono “storicamente” studiati congiuntamente per una serie di affinità  relative non solo alle principali caratteristiche chimiche che ne condizionano le proprietà nutrizionali e la fisiologia post-raccolta, ma anche all’intensività del processo produttivo, alle caratteristiche merceologiche che ne definiscono i legami con l’agro-industria e la GDO,  al valore delle produzioni areiche e non ultime alle connessioni con l’hobby farmer (le diverse forme di agricoltura hobbistica e amatoriale).
Queste sono le considerazioni che l’Accademia dei Georgofili e la SOI hanno condiviso con il Ministro delle Politiche, Agricole, Alimentari e Forestali e con la Presidente del Comitato Scientifico di EXPO nella speranza di contribuire a sanare questa “dimenticanza” anche, e soprattutto, nel rispetto dell’elevato numero di operatori del comparto Orticolo che ci auguriamo EXPO Milano 2015 non voglia dimenticare. 


The forgotten vegetables of Expo 2015’s clusters

There are less than 90 days to EXPO Milano 2015 whose theme “Feeding the Planet, Energy for Life” undoubtedly represents a great opportunity to put national agricultural production in the limelight. Presenting the initiative, Maurizio Martina, the minister for the agrarian policies declared, “At Expo, we want to represent the greatness of the Italian agro-food patrimony that can boast a history, quality, and extraordinary richness, the result of the profound link with every region in the entire country.” If this is one of our country’s priority objectives, the absence of vegetables among the Expo clusters appears to be at the very least peculiar.  This absence is unforgivable considering the importance of vegetables (which often include even potatoes) in feeding the world. Just think of the Asian and Mediterranean countries (one example: the tomato!). The importance of vegetables in human nutrition is also due to their role as regulators of metabolic activity. It is for just that reason alone that vegetables, whose consumption the World Health Organization (WHO) strongly promotes, have a place similar to that of fruit in the food pyramid. This absence among the clusters appears even more serious if we consider this sector’s importance in Italy.


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Commenti

Rolando Guerriero - inserito il 11/02/2015

E' una dimenticanza troppo grossa! Dilettantesca direi!

ALESSANDRO CHIUSOLI - inserito il 11/02/2015

la collega De Pascale ha pienamente ragione: l'Italia negli anni '70 -90 è stata una fune traente per la ricerca operativa nel settore orticoltura e floricoltura, materie queste che non danno lustro a chi pretende di occuparsi solo di altri aspetti come la natura,i boschi,il paesaggio, senza, mi si permmetta, saperne un gran che.

cristina volonté - inserito il 11/02/2015

quando non si è professionisti di un settore...non ci si può improvvisare ministri....mode italiche...

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