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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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26 novembre 2014

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Il complesso quadro normativo sulle agroenergie fra vecchie e nuove sfide

di Mariarita D’Addezio e Silvia Bolognini

La regolazione delle agroenergie è contrassegnata dalla pluralità, dalla frammentarietà e dalla mutevolezza delle fonti normative multilivello: internazionali, europee e nazionali.
La rassegna essenziale del percorso tracciato da tali disposizioni è svolta seguendo i canoni della sostenibilità, competitività e sicurezza, in esse sempre presenti. Tali canoni incidono in vario modo nelle intersezioni tra le discipline del settore agricolo nella sua dimensione multifunzionale e le discipline che, più in generale, riguardano le energie rinnovabili. 
Nel complesso rapporto tra l’agricoltura e queste ultime, l’indagine si sofferma sulle fonti più recenti e su quelle preannunciate per segnalare, anche retrospettivamente, taluni aspetti positivi e alcune criticità delle scelte e delle interpretazioni giuridiche rispetto agli interessi coinvolti.

Al giorno d’oggi l’Unione europea è chiamata ad affrontare due sfide particolarmente impegnative: quella della sicurezza energetica e quella della sicurezza alimentare. Negli ultimi dieci anni il legislatore europeo ha concentrato la sua attenzione in particolare sulla necessità di garantire la sicurezza energetica dell’Unione europea, probabilmente pensando che il problema della sicurezza alimentare europeo fosse stato definitivamente risolto. Avere un approvvigionamento sicuro di energia è fondamentale per il benessere dei cittadini e per l’economia europei. Aumentare la produzione di energia nell’Unione europea significa, però, anche ampliare l’utilizzo di fonti rinnovabili. In questo contesto le agro-energie, in quanto fonte di energia alternativa in grado di garantire allo stesso tempo la massima sicurezza energetica e un impatto ambientale meno invasivo, sono sembrate un’ottima soluzione. Le politiche volte a incentivare le agro-energie, unite alla scarsa lungimiranza con cui il legislatore europeo ha definito i contenuti della riforma di medio termine (della PAC), hanno causato una notevole riduzione delle produzioni alimentari. Conseguentemente le colture energetiche sono state messe sotto accusa. Occorre riequilibrare le esigenze connesse alla energy security con quelle riconducibili alla food security. La nuova PAC cerca un punto di mediazione fra la necessità di consentire al settore primario di produrre anche allo scopo di diversificare le fonti di approvvigionamento di energia e il bisogno imprescindibile che l’agricoltura sia indirizzata innanzi tutto al soddisfacimento del fabbisogno alimentare.



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