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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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10 settembre 2014

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Libero accesso al DNA del riso: un aiuto per sfamare il mondo

di Federico Baglioni

Lo scorso 25 maggio era la giornata mondiale degli “affamati”, quasi un miliardo di persone che ancora oggi non dispongono di cibo in quantità e qualità sufficiente. È proprio in questo giorno che sono state rese disponibili le sequenze di DNA di circa 3000 varietà diverse di riso, provenienti da 89 Stati diversi.
Il progetto che ha portato questo risultato si chiama “3000 Rice Genome” ed è il frutto della collaborazione di importanti accademie e istituti del Sud-Est asiatico come l’Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso (IRRI), che conserva i semi di tutte le linee sequenziate. Questo sforzo immenso, finanziato dal Ministero di scienza e tecnologia cinese e della Fondazione di Bill Gates, ha permesso di individuare più di 18 milioni di polimorfismi, ovvero piccolissime differenze genetiche, ai quali potrebbero corrispondere delle caratteristiche interessanti. 
L’obiettivo dell’iniziativa, infatti, è quella di utilizzare ogni informazione ricavata dalla genetica per migliorare pratiche agricole e colture come il riso, alimento principale di circa metà della popolazione mondiale.
Il primo sequenziamento del riso è stato a metà degli anni 2000, ma pochi sono stati i miglioramenti delle tecniche agricole e delle varietà di riso perché molti geni interessanti sono presenti solo in alcune varietà tradizionali e un singolo genoma non permette di trovare tutta la diversità genetica del riso. 
La recente scoperta è invece di importanza fondamentale se si ricorda che, dato l’incessante aumento della popolazione e il cambiamento climatico, sarà necessario un aumento di produzione di circa il 25% da qui al 2030, selezionando e creando piante che possano resistere alla siccità. Una delle chiavi per affrontare queste sfide è scoprire quale parte di DNA permetterebbe alla pianta di sopravvivere alle alte temperature. L'accesso ai dati di 3.000 genomi aumenterà enormemente le potenzialità dei programmi di miglioramento delle piante per superare gli ostacoli per l’umanità nel prossimo futuro. 
Un futuro che vede come primo obiettivo quello di capire le funzioni di tutti i tratti di DNA e che sarà senz’altro favorito dalla lodevole scelta di aver reso liberamente accessibili tutti i dati. L’immensa quantità di dati che è da oggi disponibile sul riso e le future scoperte in campo genomico sono il mezzo migliore per ottenere piante più adatte a sopravvivere nelle condizioni più stressanti ed essere utili soprattutto utili ai contadini poveri del mondo.
 
 

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