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Notiziario di informazione a cura dell'Accademia dei Georgofili

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26 marzo 2014

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Il verde urbano come alleato nella lotta al global change

di Francesco Ferrini

L’anidride carbonica è la principale esternalità derivante dalle attività umane e, nonostante una flessione registrata in Europa  (soprattutto conseguenza della crisi) la sua emissione è, a livello mondiale, in costante aumento negli ultimi decenni. L’uso sempre crescente e globalizzato dei combustibili fossili, che, per esempio, nel 2009 ha determinato l’emissione di quasi 33 Gt di CO2, insieme alla deforestazione hanno aumentato del 25% negli ultimi 150 anni la concentrazione di diossido di carbonio atmosferico, il principale dei gas serra. In accordo con quanto la modellistica sul cambiamento climatico aveva previsto, questi cambiamenti nella composizione dei gas hanno contribuito al processo di innalzamento della temperatura media terrestre e, nelle aree mediterranee, a una contemporanea riduzione della piovosità e sostanziali cambiamenti nella sua distribuzione e frequenza.

Figura: cambio delle temperature e precipitazioni previsto in Europa per il 2099. Annual = media annuale; DJF = media dicembre, gennaio e febbraio; JJA = media giugno, luglio e agosto. Da Christensen et al., 2007.
 
Le linee guida nella lotta al cambiamento climatico sono tuttora dettate dal Protocollo di Kyoto che prevede, tra l’altro, l’attuazione di misure agro-forestali quali la riforestazione e la gestione sostenibile delle foreste e, più in generale, di tutte le aree a verde. Le aree verdi in ambiente urbano risultano particolarmente efficaci per questo scopo poiché, oltre alla riduzione diretta dell’anidride carbonica e di altri gas serra (es. NO2) mediante assorbimento e assimilazione fogliare, sono in grado di innescare, indirettamente, un feedback positivo che porta al miglioramento del microclima e, di conseguenza, alla riduzione dell’uso dei combustibili fossili per il condizionamento estivo e per il riscaldamento invernale delle abitazioni. L’azione rinfrescante nel periodo estivo è dovuta sia all’ombreggiamento diretto e alla capacità delle chiome di assorbire o riflettere la radiazione solare migliorando così il comfort termico, sia al calore latente assorbito dalla traspirazione. Infatti, ogni litro di acqua traspirato produce un effetto raffrescante pari a quello che si avrebbe consumando circa 0,64 KWh di energia elettrica. Considerando che per la produzione di 1 KWh vengono emessi circa 200 g di carbonio, risulta chiaro come la corretta realizzazione e gestione del verde urbano abbia evitato l’emissione di 19000, 60000 e 13000  tonnellate di carbonio in tre città americane prese come caso studio (Baton Rouge, Sacramento e Salt Lake City, rispettivamente). La riduzione della velocità del vento e, di conseguenza, della dissipazione termica degli edifici che si ottiene mediante l’uso di siepi o barriere frangivento può consentire un risparmio del 10-15% sui consumi per il riscaldamento invernale. 
A questi benefici indiretti, si somma l’assimilazione diretta dell’anidride carbonica atmosferica, usata dalle piante per il processo fotosintetico e la crescita e stoccata nel lungo periodo sotto forma di biomassa legnosa. Ogni albero può sequestrare da 4 a 30 kg all’anno di anidride carbonica (fino a punte di 360 kg/anno in condizioni ottimali e in alberi di grande dimensione), a seconda della specie, dello stato di salute e delle condizioni del sito d’impianto). La capacità di apportare sia benefici diretti (assimilazione e stoccaggio), sia indiretti (riduzione delle emissioni), fa sì che ciascuna specie legnosa messa a dimora in ambiente urbano svolge un’azione di rimozione della CO2 atmosferica equivalente a quella di 3-5 piante forestali di pari dimensioni. Nonostante il verde urbano occupi, su scala globale, una superficie molto limitata, il suo contributo contro il cambiamento climatico è sproporzionatamente elevato.  
Il verde urbano è, quindi, un elemento importante per compensare le emissioni di anidride carbonica derivanti dalle attività antropiche, ma per massimizzare tale beneficio, è opportuno considerare alcuni aspetti relativi alla fisiologia vegetale e al suo rapporto con l’ambiente urbano.


Estratto da e riadattato da:
Fini A. F. Ferrini, 201.. Il verde urbano e il suo ruolo nel sequestro dell’anidride carbonica. In “Il ruolo del verde urbano nella mitigazione dell’inquinamento atmosferico” a cura di G. Zerbi e Luca Marchiol. Editrice Universitaria Udinese srl, ISBN 978-88-8420-788-3: pp 17-32.

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